10 buoni motivi per evitare il vostro medico


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10 buoni motivi per evitare il vostro medico

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Dottor Mercola – dal sito Effedieffe – agosto 2012

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Da tempo sostengo che la strategia migliore per stare in salute consiste prima di tutto nell’evitare di fare visita al vostro medico. Perchè?
Perché in molti casi tutto quello che succede è che ve ne uscirete con una o due ricette e che queste raramente risolveranno il problema. La maggior parte delle visite dai medici producono solo la soppressione dei sintomi, spesso causando effetti e problemi collaterali.
Piuttosto che informare i pazienti sulle vere condizioni sottostanti e sulle reali soluzioni che portano alla salute, è come se i medici vi applicassero dei cerotti medicati tossici su ferite aperte. Ci sono quindi molti validi motivi stando ai quali l’interesse della vostra salute consiste nell’evitare il vostro medico…

1. Il PAP test annuale
Molti medici continuano a suggerire alle donne di eseguire l’annuale del PAP test, ma le ultime informative dalla U.S. Preventive Services Task Force raccomandano il contrario. Le nuove raccomandazioni suggeriscono che le donne procedano al PAP test una volta ogni 3 anni dai 21 ai 65 anni.
Sottoporsi al test più di frequente – o prima dei 21 anni – determina più facilmente l’individuazione del papillomavirus (HPV) e delle lesioni ad esso associate. Se un medico individua lesioni simili, le considera automaticamente pre-cancerose e le “cura” di conseguenza.

Al contrario, la maggior parte delle infezioni HPV – e delle lesioni intraepiteliali squamose di basso livello associate – spariscono per conto loro senza bisogno di cure specifiche mentre, al contrario, il trattamento in sé può risultare nocivo. Poiché la maggior parte dei casi di HPV guariscono da soli, questo è un esempio di cura che fa più male che bene.

Ciò detto, i PAP tests (che ricercano un tumore della cervice dell’utero generalmente associato all’HPV), sono sicuramente il miglior strumento per evitare di morire di tumore alla cervice, ma un test all’anno è ugualmente inutile: è infatti dimostrato che una frequenza superiore ai 3 anni non aumenta la frequenza di diagnosi del tumore. Donne non a rischio HPV non sono a rischio tumore alla cervice. Inoltre, quand’anche l’infezione non sparisse da sé – cosa rara – occorrono 10 anni prima che evolva in un tumore. I tumori alla cervice crescono molto lentamente, ed è questo il motivo che rende efficaci anche dei test meno frequenti.

Nonostante le nuove linee guida, la maggior parte dei medici continuano a consigliare ai propri pazienti l’esame su base annuale, e questo solo perché gli uni e gli altri sono abituati così.
Alcuni medici temono che, senza una necessità di PAP test su base annuale, non vedranno i loro pazienti nemmeno per altri esami.
In effetti, ci sono anche buoni motivi per ritenere che queste nuove linee guida facciano parte di un piano di salvataggio del Gardasil, il vaccino per l’HPV, le cui vendite sono preoccupantemente basse. Il vaccino HPV è molto costoso ed è stato pubblicizzato con grossi investimenti ma è stato un colossale insuccesso con meno del 27% delle donne che hanno optato per vaccinarsi ed una serie di seri effetti collaterali che continuano a venire alla luce.

2. Mammografia
Una recente analisi ha evidenziato che solo 1 donna su 8 con diagnosi di tumore al seno diagnosticata durante una mammografia di routine è stata salvata da tale controllo abitudinario; l’analisi non tiene conto poi, all’opposto, di quanti casi di tumore al seno siano stati indotti dalle mammografie di routine.
I ricercatori, utilizzando i dati ufficiali relativi al tumore al seno in possesso del The National Cancer Institute e il The Centers for Disease Control and Prevention, hanno calcolato le probabilità per una 50enne di sviluppare un tumore al seno nei successivi 10 anni, le probabilità che il tumore venga individuato da una mammografia ed il rischio che muoia per tumore al seno nei successivi 20 anni.

Nella migliore delle ipotesi, una mammografia ha una probabilità di salvarle la vita pari al 13%, ma potrebbe essere oggettivamente più bassa, a livello di un 3%. Indipendentemente dal tipo di analisi condotta – e considerando donne di età differenti – la probabilità che una mammografia salvi la vita restano comunque sotto al 25%. I ricercatori hanno dunque concluso che: «La maggior parte delle donne alle quali è stato diagnosticato un tumore al seno tramite una mammografia di routine non hanno avuto la vita salvata da tale esame. Al contrario, la diagnosi è stata o talmente precoce da non influire sulla mortalità, o un falso positivo».

Vale la pena ripeterlo: «Con le mammografie vengono spesso diagnosticate – come pericolose – lesioni o tumori che non costituirebbero mai una minaccia per la vita della donna. Portano anche spesso a falsi positivi [ovviamente si ricorda che un esame positivo è una notizia negativa per il paziente, ndt] che causano trattamenti non necessari: spesso le donne vittime di queste diagnosi eccessive [sbagliate nei fatti] subiscono mastectomie, radioterapie e chemioterapie non necessarie e che possono avere effetti devastanti sia sulla qualità che sulla durata della loro vita. Come se non bastasse, le mammografia utilizza delle radiazioni ionizzanti che di per sé producono o possono contribuire a produrre lo sviluppo del tumore al seno.

3. Raffreddore e influenza
Pensate che sia una cosa furba andare dal medico per queste cose? Ripensateci. Grazie all’abitudine per l’eccessiva prescrizione di antibiotici, ed alla prescrizione di antibiotici inadatti, avete molte probabilità di uscire dallo studio con la ricetta per una medicina che non vi serve.
Gli antibiotici NON funzionano contro i virus, dunque contro raffreddore ed influenza sono inutili. Sfortunatamente, sono prescritti alla grande proprio per tali malattie. Se avete un raffreddore od un’influenza ricordatevi che, a meno che non abbiate una seria polmonite batterica secondaria, un antibiotico farà peggio piuttosto che meglio, perchè ogni volta che assumi un antibiotico aumenti la tua vulnerabilità a sviluppare infezioni che siano resistenti a tale antibiotico – fino a diventare portatore sano di una simile infezione, resistente al farmaco e diffonderla agli altri.

La prima cosa che devi fare se senti che stai per prenderti un raffreddore od un’influenza è sospendere TUTTI gli zuccheri, i dolcificanti artificiali, gli alimenti industriali. Lo zucchero è particolarmente dannoso per il sistema immunitario, sistema che necessita di essere potenziato e non indebolito, al fine di combattere l’infezione in atto. Negli zuccheri rientra anche il fruttosio dei succhi di frutta, e tutti i tipi di cereali, in quanto nell’organismo vengono smontati in zucchero semplice.
Teoricamente, non appena senti che potresti avere un’influenza che si avvicina, dovresti controllare l’alimentazione, il sonno, l’attività fisica e lo stress. Disporre di una grossa quantità di sonno è decisivo ai fini della difesa perchè è la fase nella quale sono più efficaci le strategie di potenziamento immunitario. Inoltre, lo studio scientifico dimostra che più alto è il livello di vitamina D, più basso il rischio di contrarre raffreddore, influenza ed altre infezioni del tratto respiratorio. Sono assolutamente convinto che tu possa evitare raffreddore ed influenza solo mantenendo la vitamina D ai livelli ottimali.

4. Colesterolo
Molti medici sono inconsapevoli del fatto che una dieta ad alto contenuto di grassi NON è la causa dei disturbi al cuore. Questi medici sono tratti in inganno nel credere che il colesterolo totale sia un accurato indicatore previsionale di disturbi al cuore. Se vai dal tuo medico ed il tuo colesterolo è alto, ci sono due cose che probabilmente ti sentirai dire:

1. prendi un farmaco a base di statine che abbassi il colesterolo e

2. non mangiare grassi saturi.

Se è vero che i farmaci a base di statine abbassano il colesterolo con grande efficacia, il demonio responsabile degli attacchi di cuore non è il colesterolo. Anche una ricerca del MIT, Massachusetts Institute of Technology, chiarisce che non c’è un solo studio scientifico che dimostri che le statine abbiano migliorato la mortalità qualsiasi ne fosse la causa. Detto in altre parole: non prolungano la vita, non più di quanto si sarebbe prolungata senza prenderle. In verità, invece di prolungare la vita, contribuiscono al deterioramento della qualità della tua vita: distruggono i muscoli, danneggiano fegato, reni e funzionalità cardiaca. Il modo migliore per ottimizzare i tuoi livelli di colesterolo e la salute del tuo cuore è collegato al tuo stile di vita: mangiare cibi con pochissimi grassi industriali, evitare grassi vegetali sottoposti ad elaborati processi industriali ed olii caricati di grassi tossici quali gli omega-6.

5. Depressione
Ancora una volta, la cosa più probabile è che te ne uscirai dallo studio del tuo medico con la ricetta per un farmaco che sarà più pericoloso del problema in sé [ammesso che tu ce l’avessi, ndt]. Ogni anno vengono compilate 230.000.000 ricette per antidepressivi [nella sola America], il che la rende il farmaco più prescritto degli USA. L’industria psichiatrica stessa è un affare da 330.000.000.000 di dollari; non male per un’industria che fornisce ben pochi risultati…
Nonostante tutte queste ricette, gli Americani depressi sono più di 1 su 20. L’80% di tali depressi dice di patire un qualche tipo di calo di prestazione; il 27% lamenta di essere in condizioni tali per cui gli è estremamente difficile essere all’altezza dei normali compiti quotidiani, tipo lo svolgere il proprio lavoro o stare insieme agli altri.

Il numero di consumatori di farmaci antidepressivi – la risposta medica alla depressione – è raddoppiato in un solo decennio, passando dai 13.300.000 di Americani del 1996 ai 27.000.000 del 2005.
Ma se questi farmaci sono prescritti così diffusamente, come mai i risultati sono così scadenti?
Perchè non mirano alle cause alle cause. La ricerca ha confermato che i farmaci antidepressivi non sono più efficaci di semplici pillole di zucchero. Anzi, alcune ricerche hanno evidenziato che semplici pillole di zucchero possono produrre risultati anche MIGLIORI di quelli degli antidepressivi! Penso che il motivo di un tale sorprendente risultato sia da ascrivere al fatto che entrambi i tipi di pillole funzionano per effetto placebo; ma le pillole di solo zucchero hanno molti meno effetti collaterali dannosi.

Molti dimenticano che gli antidepressivi conducono a moltissimi effetti collaterali, alcuni dei quali mortali. Ogni anno, nella sola America, tentano il suicidio almeno 750.000 persone, ed in circa 30.000 ci riescono.
Assumere dunque un farmaco che non toglie i sintomi e che di fatto può aumentare il rischio che tu ti uccida… non sembra proprio una gran scelta. Inoltre, siccome la maggior parte della cura si incentra sul farmaco, vengono completamente ignorate molte tecniche sicure, naturali e CHE FUNZIONANO, quali: attività fisica, EFT, vitamina D ed un’accurata alimentazione.

6. Ipertensione
La definizione di pressione sanguigna alta [ipertensione], si è di molto allargata nel 2003, in modo da permettere alle case farmaceutiche di poter vendere farmaci pieni zeppi di effetti collaterali ad un buon 45.000.000 di persone in più. Dato che il Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure – all’interno di un gigantesco giro di collusione con l’industria farmaceutica – ha deciso che dei valori di fatto relativamente bassi di pressione sanguigna erano diventati dei fattori di rischio cardiaco, di colpo – milioni di persone ed altri milioni a venire – si sono ritrovate etichettate come anormali e bisognose di trattamento per una diagnosi che non sarebbe mai esistita se quel comitato scientifico non si fosse mai riunito.

Un’alta pressione sanguigna che non viene curata è sicuramente una cosa seria e può di fatto portare a disturbi cardiaci ed aumenta il tuo rischio di infarto. Ma la buona notizia è che seguendo un buon programma alimentare – insieme ad attività fisica e ad un programma di tecniche di riduzione dello stress – la maggior parte delle persone normalizza la propria pressione sanguigna senza ulteriori conseguenze.

7. Il test PSA per il tumore alla prostata
Di fatto questo test rivela ben poco ed un test positivo farlocco porterà senza dubbio ad una rapida biopsia della prostata con la certezza di un rischio di infezioni. Il test PSA (antigene specifico per la prostata), analizza il tuo sangue alla ricerca dell’antigene (PSA) specifico, una sostanza prodotta dalla tua prostata. Quando si riscontrano livelli superiori alla norma, si ritiene sia presente un tumore. Comunque stiano le cose, un test PSA non ha praticamente il minimo impatto sul tasso di mortalità da tumore alla prostata. Non per niente la U.S. Preventive Services Task Force presto raccomanderà che gli uomini non seguano programmi di controllo PAS della prostata.

Oggigiorno, molti esperti concordano che il test PSA è nel migliore dei casi inattendibile e nel peggiore assolutamente inutile per una corretta diagnosi del tumore alla prostata. In molti poi concordano che conduca a falsi positivi ed a trattamenti antitumorali inutili e dannosi. Non diversamente dalla mammografia, il test PSA è diventato una nuova abitudine medica. Il tasso di falsi positivi è alto, ed una quantità di danni non è che la conseguenza dei trattamenti non necessari.
Quello che può avere un grande impatto sulla salute della vostra prostata è la dieta che può prevenire il suo ingrossamento ed il tumore. Ma troppi medici non si curano di questi aspetti.

La dieta deve essere il più possibile organica cioè di cibi naturali, non manipolati industrialmente che comprenda in quantità illimitata verdure fresche ed aromi freschi. Limitate il più possibile gli zuccheri – glucosio e fruttosio – ed i cereali, in modo da mantenere livelli ottimali di insulina, il che riduce in generale il rischio di tumore. Carni trattate o grigliate, latte e derivati pastorizzati industrialmente e derivati dei grassi sintetici non fanno che aumentare il rischio di tumori alla prostata, e vanno evitati.

8. Consigli dietetici inappropriati e malsani
Molti medici non hanno la minima idea di come sia fatta una dieta sana. Ne consegue che consigliano delle catastrofi alimentari quali i dolcificanti artificiali, oli vegetali al posto del burro, prodotti latteo-caseari privi di grassi e pastorizzati. Molti non vi diranno nemmeno quali cibi potete mangiare per migliorare la vostra salute, tipo: vegetali fermentati, prodotti latteocaseari freschi, grassi salutari (quali i grassi animali saturi della classe omega 3), la carne da allevamenti ad erba ecc.

E, come se non bastasse, la maggior parte dei medici non ha la minima idea dell’effetto dovuto al modo di cucinare i cibi: il modo migliore per cucinare la maggior parte dei cibi è a crudo o poco cotta. Ciò vale anche per le proteine animali tipo uova e carne. Parlare della qualità del cibo è fondamentale per una buona salute: comperare la carne da un piccolo allevatore è ben diverso che non da un CAFO (confined animal feeding operation), ma dal vostro medico non sentirete neanche questo consiglio.
Volete sapere cosa mangiano quelli che godono di ottima salute? Leggetevi questo mio programma alimentare.

9. Le ricette mediche ti possono uccidere e non prendono di mira la causa del problema
Una ricetta medica solitamente non è che un cerotto che non viene nemmeno appiccicato vicino alla causa del problema. Molti farmaci sono poi solo pericolosi. Un’analisi di dati condotta l’anno scorso dagli U.S. Centers for Disease Control (CDC), ha rivelato che negli Stati Uniti le morti conseguenti a ricette prescritte correttamente ora superano in numero quelle da incidenti stradali! Quando poi si aggiunge il numero delle morti derivanti da altre pratiche mediche – pronti soccorso ed interventi chirurgici, per esempio – ecco che il moderno sistema sanitario americano diventa la prima causa di morte e danni fisici in America. Ed era il 2003.

Nel 2010, un’analisi pubblicata sul New England Journal of Medicine rivelava che, nonostante ci fossero stati negli ultimi anni degli sforzi volti a migliorare la sicurezza per i malati, il sistema sanitario nel complesso non era cambiato per nulla.
Un esempio per tutti: la pillola contraccettiva Yaz and Yasmin – che è stata appoggiata dal comitato consulente della FDA (Food and Drug Administration), contiene una sostanza denominata drospirenone che rende le donne che l’assumono 7 volte più a rischio di tromboembolia, cioè di un’ostruzione dei vasi sanguigni che può portare ad una trombosi venosa profonda, embolia polmonare, attacchi di cuore e morte. Perchè la FDA ha approvato un farmaco così pericoloso?

È saltato fuori che almeno 4 componenti del comitato di consulenti o avevano lavorato per le case farmaceutiche produttrici o loro subappaltatori, oppure avevano ricevuto da queste finanziamenti per la ricerca.

Stando alla Alliance for Natural Health:
«Ognuno dei 4 membri che avevano ricevuto denaro dalla casa produttrice della pillola ha votato a favore. Degno di nota è che la votazione che ha deciso se i benefici della pillola superassero i danni da essa causati è stata a favore della pillola per 4 voti. È poi grottesco che, mentre la FDA ha permesso di votare ai 4 coinvolti con case che producevano il drospirenone, l’istituto lo ha impedito a Sidney M. Wolfe argomentando che, sulla base di dati raccolti per anni, aveva raccomandato ai suoi lettori di non assumere la pillola Yaz».

10. Forse il tuo medico non ti dice nemmeno la verità
Un’indagine telefonica condotta negli Stati Uniti ha rivelato che il 79% degli Americani si fida del proprio medico. Ma una recente indagine su 1.900 medici ha rivelato che alcuni non sono sempre chiari od onesti con i propri pazienti. Per dirla in modo delicato, i risultati del sondaggio sono un tantino sconvolgenti:

• il 33% dei medici non è completamente d’accordo nell’ammettere con i pazienti propri errori, anche se gravi;

• il 20% non è completamente d’accordo sul fatto che un medico non dovrebbe mai dire al paziente una cosa non vera;

• un sorprendente 40% ritiene che di dovrebbero tenere nascosti ai pazienti i legami finanziari con le industrie farmaceutiche e produttrici di apparecchiature;

• il 10% ammette di aver detto ai propri pazienti qualcosa di non vero durante lo scorso anno.

Quando ci sono da prendere delle decisioni inerenti alla salute, è certo che valga la pena sentire il proprio medico – dopo tutto è pagato per questo. Fortunatamente hai scelto un sistema sanitario che sulla salute la pensa come te e sulla cui esperienza si può contare. Ma ricordati: quando devi prendere una decisione che riguarda la tua salute, devi essere l’avvocato di te stesso: prima di accettare un’esame, delle procedure o delle cure, è importante che tu ponga tutte le domande perché è una tua decisione anche quella di optare per meno trattamenti medici e più metodi naturali per guarire il tuo corpo.

Da ultimo, più ti fai carico in prima persona della tua salute – per esempio prendendoti cura dell’alimentazione per prevenire le malattie – meno avrai bisogno di contare sugli assistenti sanitari forniti dal sistema sanitario. Se segui con cura alcuni principi base – cose semplici come un po’ di esercizio fisico, mangiare cibi integrali, dormire a sufficienza, prendere del sole, ridurre lo stress e coltivare relazioni personali – ridurrai drasticamente il bisogno di cure mediche convenzionali, che di per sé ridurrà oltretutto le possibilità di patire conseguenze per effetti collaterali non previsti.

Ma nel caso tu necessiti di cure mediche, cerca un professionista che ti aiuti a raggiungere un vero star bene e che ti aiuti a scoprire e comprendere le cause più profonde del tuo star male… ed a mettere a punto, per te ,un programma di cure completo e su misura – per esempio di tipo olistico.

Dottor Mercola

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita

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fonte disinformazione.it

Fumetti per bambini che inducono al consumo di psicofarmaci: vendere malattie sul web, anche ai bimbi italiani

Non ci stancheremo mai di ricordare ai lettori che i psicofarmaci, TUTTI i psicofarmaci, non curano alcunché. Sono ‘manette’ sotto forma di sostanze psicotrope, che creano gravi alterazioni alla personalità degli individui, oltre ad apportare seri, e anche gravi danni, sotto forma di complicanze fisiopatologiche apportatrici di ulteriori scompensi e malattie. Non raramente, gli psicofarmaci, a lungo andare, esaltano le ‘patologie psichiatriche’ (scientificamente indimostrabili, peraltro) sotto forma acuta, spingendo chi ne fa malaccortamente uso anche al suicidio. mauro, naturopata
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Fumetti per bambini che inducono al consumo di psicofarmaci: vendere malattie sul web, anche ai bimbi italiani

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Tratto da http://www.giulemanidaibambini.org

Da Stati Uniti e Gran Bretagna, siti per bimbi – accessibili anche dal nostro paese – con lo scopo di “spiegare le malattie” e rendere più accettabile l’assunzione di psicofarmaci. Anche la multinazionale farmaceutica Shire attiva in questa campagna, in vista dell’introduzione di un proprio psicofarmaco per bambini in Italia. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “E’ da un anno che denunciamo queste attività di marketing improprio, ma il Ministero della Salute continua a ignorare questi fatti gravi”
Il web è lo specchio della realtà, e vi si trova davvero di tutto, inclusi siti internet specificatamente costruiti per spingere i bambini verso le diagnosi di malattie controverse e rendere più accettabile ai loro stessi occhi l’assunzione di potenti psicofarmaci dagli effetti collaterali potenzialmente distruttivi.

Ci sono vari psicofarmaci per “curare” l’ADHD, la cosiddetta sindrome da iperattività e disattenzione che pare affliggere i bambini troppo distratti e agitati e che nei soli Stati Uniti genera milioni di prescrizioni all’anno garantendo alle farmaceutiche coinvolte in questo business (Novartis, Eli Lilly, Shire ed altre) introiti per miliardi di dollari. L’ADHD ha grande spazio nel sito http://www.medikidz.com un’iniziativa editoriale inglese apparentemente indipendente che vorrebbe “spiegare” la malattia e le relative “cure” ai bambini, mediante fumetti, supereroi e altri linguaggi tipici del mondo e dei linguaggi dell’infanzia.

“Peccato – commenta Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo Comitato per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) – che nelle schede dei farmaci richiamate sul sito si citino in modo molto semplificato gli effetti collaterali e le possibili interazioni con altri farmaci, di fatto dando una percezione nettamente sottostimata dei rischi a genitori e bambini stessi”.

Gli editori del sito – e dei fumetti, che vengono venduti in edizione cartacea, con albi dedicati a ogni malattia – ringraziano per il supporto e la collaborazione una lista di associazioni mediche, di pazienti e di genitori, molte delle quali sospette di contiguità ai limiti dell’etico con le case farmaceutiche, o alcune – come la CHADD – già denunciate in passato per aver ricevuto finanziamenti diretti dalle aziende stesse. Vari commentatori hanno infatti sottolineato come l’attività di “sensibilizzazione” della CHADD sia tutt’altro che indipendente dalla casa farmaceutica Novartis, produttrice del contestato Ritalin – la metanfetamina che viene somministrata a milioni di bambini nel mondo per migliorare le performance scolastiche e l’accettabilità sociale – che tanto approfonditamente viene descritto proprio sul sito MedKids.

Un altro caso di probabile “disease mongering” – la tecnica di marketing per la fabbricazione a tavolino di malattie per vendere più farmaci – è quella della casa farmaceutica Shire, sponsor di http://www.adhdandyou.co.uk, un sito specificatamente dedicato ai bambini “malati” di ADHD. Il sito è ricco di consigli, filmati, tools interattivi per “semplificare la vita” a chi è afflitto dai sintomi di questa malattia, sulla cui reale esistenza ancora è aperto il dibattito in seno alla comunità scientifica. Un’operazione spacciata per “responsabilità sociale d’impresa”, da parte di un’azienda apparentemente attenta ai bisogni dell’infanzia?

“Combinazione, proprio la Shire – aggiunge Poma – sta per introdurre anche nel nostro paese la Guanfacina, molecola brevettata anni orsono e che – dopo diversi inutili tentativi per curare altre patologie – ora sta introducendo proprio per il trattamento dell’iperattività infantile. Desta sospetto quindi, visto il business in corso, questa improvvisa “sensibilità sociale” di Shire”.

L’anno scorso “Giù le Mani dai Bambini” ha denunciato ai mass-media e alle autorità di controllo sanitario operazioni di marketing preventivo sulla Guanfacina da parte di Shire(1). “Anche in Parlamento si era sollecitato un intervento del Ministero della Salute, il quale dopo aver incaricato i NAS di fare approfondimenti ha archiviato la pratica in modo tutt’altro che trasparente (2). Mi chiedo – conclude Poma – cosa stia aspettando il Ministro Renato Balduzzi a far bloccare dalla Polizia Postale l’accessibilità a questi siti web stranieri i cui contenuti stanno venendo diffusi anche nel nostro paese, sulla base di quella che di fatto è una raffinata strategia di marketing per indurre i nostri figli al consumo di psicofarmaci arricchendo le aziende produttrici di questi discutibili prodotti”.

(1)http://www.giulemanidaibambini.org/media-room/press-release/ancora-%E2%80%9Crelazioni-pericolose%E2%80%9D-tra-sanita%E2%80%99-e-multinazionali-farmaceutiche-nuovo-psicofarmaco-per-bambini-in-arrivo-in-italia-interrogazione-urgente-in-parlamento

(2) http://www.giulemanidaibambini.org/media-room/dicono-di-noi/indagine-nas-su-guanfacina-%E2%80%93-rapporti-ketchumshire

Per media-relation: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

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fonte disinformazione.it

ANCHE TU SEI UN DUPE? – La fabbrica degli imbecilli

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La fabbrica degli imbecilli

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Il titolo non è un remake del detto: “La mamma degli imbecilli è sempre incinta”.Avendo comunque usato un termine così crudo, una premessa è doverosa.Nessuno deve sentire come indirizzato a sé il contenuto dell’articolo, non è a questo scopo per cui lo scrivo e dare dell’imbecille a qualcuno è l’ultima delle mie intenzioni.Una delle definizioni del termine della lingua italiana imbecille viene normalmente usata come insulto, dicasi di persona ritenuta poco intelligente, o che fa cose stupide.

Quella a cui mi riferisco è in realtà un tentativo di tradurre una definizione particolare del termine della lingua inglese “dupe” difficilmente riscontrabile nei dizionari, che oltre a significare babbeo, gonzo, sempliciotto, stupido e appunto imbecille, ha un preciso significato che nientemeno è un prerequisito per la costituzione di un nuovo ordine mondiale, con tanto di cultura globale piatta piatta, livellata, unificata.

Il Dupe

La definizione è spesso omessa nei dizionari, ma molto frequentemente usata colloquialmente, e mai in comunicati scritti, negli ambienti delle PR, del Marketing e della Propaganda. E’ un termine per gli addetti ai lavori nato prima negli Stati Uniti e poi diffuso a livello internazionale a seguito della globalizzazione in atto sul pianeta.

Dupe:

Un individuo che stato fatto diventare fautore di insiemi di concetti prefabbricati, consapevolmente quando il dupe agisce per vantaggio personale, oppure senza che ne sia consapevole, acquisendo la sua fiducia cieca e approvazione incondizionata con artifici e menzogne credibili o spin*, o con l’aiuto di prove indotte, generalmente false o per lo meno ambigue e contorte.

*Spin:

una particolare interpretazione di fatti o eventi, non necessariamente veritiera (come quelle usate dai politici per influenzare “l’opinione pubblica”)

Spin doctor:

una persona delle pubbliche relazioni che cerca di contrastare pubblicità sfavorevole fornendo una interpretazione favorevole di parole o azioni di una società, di un politico o di una persona famosa. Gli argomenti promossi a difesa possono essere anche completamente falsi.

Il dupe è uno strumento necessario per la diffusione di una linea ideologica, di mercato o politica, oltre che per creare un pubblico favorevole per il raggiungimento di fini specifici.

Il dupe o imbecille, nel gergo di quegli ambienti, è un ruolo, una parte in cui vengono fatte entrare delle persone adattabili, in maniera consapevole o meno, al fine di promuovere prodotti, servizi, stili di vita, culture sintetiche per creare una società sintetica costituita da individui con una personalità altrettanto sintetica.

Abbiamo a che fare con due tipi di dupe.

Uno è il dupe consapevole, ovvero la persona che sa che gli stanno raccontando una storia e che può trarre del profitto diffondendola al vasto pubblico.

L’altro è il dupe inconsapevole, quello più genuino, perché non c’è nessuna predeterminazione nel suo operato, ma crede veramente alla storia che gli raccontano e con ingenuità infantile cerca di trasmetterla ad altri con la passione di chi ha un proprio credo per cui fare proseliti e da difendere strenuamente.

Questo tipo di dupe è quello preferito dai padroni del mondo perché non costa assolutamente nulla e la sua opera non termina mai, a meno che la sua mente non venga prima liberata dalle false credenze indotte. Diversamente il dupe genuino nemmeno si porrà la domanda se quello che sostiene con fervente ardore sia vero o falso. Non è un infiltrato, ma dati disinformanti agiscono da infiltrati nella sua mente.

L’altro dupe invece è costoso, in quanto è specializzato, ha anche qualcosa della talpa, dell’infiltrato, sa cosa deve dire e fare, e cosa non dire e non fare, ma è altrettanto necessario soprattutto nelle emergenze, quando c’è da rafforzare una tesi che sta traballando a causa di verità o consapevolezze emergenti che potrebbero ledere interessi che si stanno proteggendo.

Per esempio, diventa sempre più noto che una dieta a base principalmente di frutta e verdura, come la dieta senza muco, con esclusione di prodotti animali, migliora la salute. Il consumo di tali prodotti diminuisce e questo compromette il mercato, sempre per esempio, dei prodotti caseari.

Qualcuno dello staff di un fantomatico ufficio che si occupa di osservare le statistiche dei consumi avverte l’ufficio marketing dell’industria interessata che le statistiche dei latticini sono in crescente calo da tre settimane. Lo staff dell’ufficio del marketing avverte l’ufficio del PR e lo informa della situazione. L’omino delle PR chiama il dirigente dell’agenzia che ha la concessione per la pubblicità sui media, lo informa del problema e gli dice, telefonicamente: “Activate a dupe!” o se la situazione è davvero critica: “Activate all the dupes”.

Nel primo caso, che potrebbe essere tradotto in questo modo:”Metti in moto un imbecille”, in italiano non suona molto bene, ma nell’ambiente della propaganda è quasi un termine tecnico, l’agenzia di pubblicità contatta la redazione di una TV, prenota uno spazio per inserire qualcosa tipo la “Risposta dell’esperto” per mettere in onda lo spin* appropriato. Il responsabile della rubrica “Salute&Benessere” chiama un’ipotetica associazione dei dietologi o dietisti (qual’è poi la differenza?) chiedendo di mandare un esperto ( il termine dupe scompare a un certo punto della linea) che possa confutare teorie strambe in circolazione, che stanno disturbando il corretto andamento del mercato. Al prescelto, il dupe di turno, vengono forniti tutti i dati e quando si presenta in televisione alla domanda “Cosa pensa della dieta senza muco?”, risponderà, creando allarmismo, che una dieta principalmente a base di frutta contiene fruttosio in eccesso e questo può portare all’insorgenza del diabete e in più, senza un adeguato consumo di latticini, in breve tempo la carenza di calcio che si produrrebbe escludendo i prodotti caseari dalla proria dieta alimentare farebbe insorgere l’osteoporosi.

Suona molto bene vero? E fa senso a leggerlo e ancor di più a sentirlo uscire dalla bocca di un Dott. Prof. Ecc. in camice bianco. Ed è assolutamente falso, anche se sono sicuro che uno scienziato sarebbe capace di fare venire il diabete a un ratto nutrendolo con fruttosio sintetico per via endovenosa per un mese e dire al cliente: ”Ecco il risultato che mi ha chiesto di produrre: ”Troppo fruttosio fa venire il diabete”. E qualcosa di simile l’hanno pure fatto.

Il comunicato può anche variare, dipende da chi paga, l’industria latteo casearia, piuttosto che quella della carne o della pasta, ma lo scopo è fornire, a seguito di ogni contestazione dei loro prodotti, prove contrarie provenienti da ricerche pilotate ad hoc.

Una volta sentito il comunicato dalla TV, il dupe genuino, spontaneo, sicuro che tutto ciò che esce dalla bocca di un’Autorità o Esperto sia la sacrosanta verità, andrà in giro per tutto il web scrivendo su blogs e forums o rovinerà la pausa caffè ai colleghi informandoli con entusiasmo di non mangiare assolutamente frutta perché troppo fruttosio fa venire il diabete e di mangiare anche il gorgonzola a colazione assieme alla brioche e il cappuccino altrimenti ti viene l’osteoporosi, lo ha detto ieri sera la televisione!

In una situazione considerata più grave potrebbero venire attivati dupes su più fronti per rafforzare la tesi contraria a quella sostenuta da terzi, e nella condizione attuale in cui si trova la società vince la tesi o parte che ha più fonti da fornire. Che poi dicano cose assolutamente false è completamente irrilevante, quello che conta è l’impatto numerico.

Ci sono anche dei dupes eccellenti, a capo di associazioni note per essere fonti di disinformazione che diventano essi stessi vittime delle bugie che diffondono, come il presidente dell’AMA (American Medical Association), Ron Davis a cui è stato diagnosticato il cancro al pancreas e, coerentemente con la linea promossa dall’associazione di cui è presidente, si sottoporrà alla chemioterapia, negando a se stesso ogni ulteriore possibilità di salvezza. Questo è il comunicato ufficiale diffuso dall’AMA:

(La pagina è stata rimossa, ma a suo tempo, conoscendo i tipi, ho salvato uno screenshot)

AMA president Ron Davis MD diagnosed with serious form of cancer

https://i0.wp.com/www.medicinenon.it/wp-content/uploads/2011/08/AMA-presidente-diagnosticato-malato-di-cancro.jpg

Purtroppo al momento di questa revisione dell’articolo è ormai deceduto dopo essere stato sottoposto al martirio della chemioterapia.

Potere e profitto in una civiltà sintetica

signori del mondoCi si potrebbe domandare perché esistano persone impegnate nell’ingannare i loro simili fino a questo punto. (In effetti non li considerano loro simili, considerando se stessi un’élite). La ragione ha a che fare con il controllo deviato per il profitto indiscriminato.

I dupes sono lo strumento dei signori del mondo per controllare la popolazione mondiale. E’ un controllo aberrato che viene perpetrato con l’ausilio della menzogna. Riempire la mente di dati falsi rende le persone incapaci di valutare. Ogni cosa che ascolti o leggi nei vari media viene riportata in modo falso, non obbiettivo.

Miriadi di teorie scientifiche sono false o inconcludenti. La scienza medica eccelle in questo, la scienza dell’alimentazione, ammesso che esista una tale scienza, arriva seconda.

La pubblicità è assolutamente menzognera e per quanto possa essere irrilevante quando dice che un detersivo lava più bianco di un altro, quando invece afferma che un prodotto alimentare lavorato industrialmente, biologicamente morto o morente, con conservanti e altri additivi aggiunti, protegge il sistema immunitario, inganna illudendo le persone riguardo alla loro salute.

Tutta questa civiltà è falsa, non c’è un settore libero dalla menzogna, se non piccole nicchie ignorate dai media o persino oscurate, ogni cosa è stata alterata per farla diventare un mondo di favole in cui individui privi di certezze reali vivono una vita falsa.

Quando un essere è consapevole della propria essenza spirituale vede le cose e il mondo come sono veramente ed è impossibile ingannarlo, ed è questa la ragione per cui i signori del mondo intendono ridurlo al pari di uno zombie

Il modo di farlo è quello di privare gli individui dei principi etici e della consapevolezza della loro vera essenza spirituale sostituendoli gradualmente con i principi del più solido materialismo.

Le notizie, anzi le cattive notizie, diffuse dai telegiornali vengono messe in onda solo per instaurare una stato di malessere nella società, il dovere di cronaca è in realtà un servizio a pagamento e che è suscettibile agli interessi in gioco.

Per esempio si parla pochissimo della violazione dei diritti umani da parte del governo cinese, per timore dei politici di irritarlo e che senza la Cina non potremo più trovare nemmeno un cacciavite in ferramenta. Viene invece steso il tappeto rosso alle Olimpiadi. Gli interessi coinvolti nelle Olimpiadi, rendono molto più redditizio parlarne. I diritti umani non pagano ed è politicamente corretto farne solo qualche piccolo accenno scaglionato nel tempo, per dire all’occorrenza: “Ne abbiamo sempre parlato, il governo ci tiene particolarmente al rispetto dei diritti umani”.

Le varie rubriche scientifiche servono per iniettare continuamente nella società il siero della disinformazione, proponendo cure farmacologiche per malattie che sono il risultato di stili di vita proposti dagli stessi media. Sono molto ben studiati questi programmi perché le affermazioni degli “esperti” sembrano avere molto buon senso. Alla domanda che viene fatta dal conduttore seguendo un copione già scritto, tipo: ”Lei cosa consiglierebbe per combattere questa malattia?”, l’esperto, seguendo anch’egli fedelmente il suo copione che ormai conosce a memoria, risponde: ”Innanzitutto consigliamo una dieta alimentare sana, esercizio fisico, e uno stile di vita sereno che riduca lo stress. Tuttavia se nonostante questo la malattia persistesse, è assolutamente necessario il ricorso alla cura farmacologica o all’intervento chirurgico.” A volte sia il conduttore che l’esperto sanno che le diete proposte dalla medicina ortodossa non omettono quei cibi che producono la malattia, che i pazienti faranno esercizio per una settimana e poi ripiomberanno sul divano davanti alla TV, e che uno stile di vita che non produca stress difficilmente verrà adottato, e avranno ottenuto l’obbiettivo del loro sponsor. E avranno anche fatto con chi li ascolta la bella figura di non aver sbattuto subito in faccia il flacone delle medicine o la prospettiva del letto operatorio.

I vari programmi che forniscono risposte date da psicologi e psichiatri ai problemi dell’essere umano servono a fornire cure psichiatriche (una cura psichiatrica non significa altro che prescrizione di psicofarmaci) che affondano ancora di più chi vi si sottopone e a trasformare ogni forma di aberrazione in diversità, quindi non più da risolvere ma da considerare come parte del comportamento socialmente accettabile, con conseguente deterioramento sociale.

programmi demenziali I programmi demenziali servono a far ridere il pubblico portandolo a un livello culturale così basso mai raggiunto fino ad ora e a distrarre l’attenzione necessaria per risolvere i problemi che inevitabilmente, in questa era, affliggono ogni essere umano, problemi derivanti da stili di vita deleteri creati ad hoc dai signori del mondo.

La pubblicità promuove prodotti industrialmente lavorati dannosi per la salute anche secondo la medicina ufficiale, spacciandoli addirittura per salutari. Le autorità sanitarie approvano la messa in commercio di tali prodotti e poi rimproverano le mamme perché danno le merendine confezionate ai bambini, le stesse da loro precedentemente approvate.

Le manifestazioni sponsorizzate dalle multinazionali della birra hanno lo scopo di convertire e consolidare gli adolescenti all’alcolismo.

I programmi per bambini servono per promuovere prodotti confezionati che sono un insulto alla loro salute, associati a giochini inseriti nelle confezioni, per far sì che poi facciano pressione sui loro genitori perché li acquistino.

Alcuni direttori dei telegiornali, dupes consapevoli, ma spesso anche inconsapevoli perché essi stessi non riescono a sottrarsi agli effetti della disinformazione da loro promossa, hanno la loro scaletta di comunicati degli inserzionisti mascherati fra le notizie, sotto forma di consigli, come quelli di vaccinarsi per l’influenza, di proteggersi dal sole con creme e occhiali che filtrano i raggi UVA, di bere latte come fonte di calcio, ecc.

Il mondo della politica, e questo riguarda i governi di tutti i paesi del mondo, non è certo carente di dupes, sono quei politici lobbisti che promuovono leggi favorevoli ai bisogni delle multinazionali che probabilmente li hanno messi lì finanziando la loro campagna elettorale, o li hanno agganciati dopo la loro elezione. La presentazione di leggi e la loro approvazione, per la prescrizione di metilfenidato ai bambini, commercializzato come Ritalin, per il trattamento di una malattia inventata come l’ADHD, non può che essere fatta da quei ministri, dupes eccellenti che favoriscono le case farmaceutiche.

Quei medici che hanno promosso farmaci di una specifica marca dietro compenso, a volte mascherato sotto forma di regali da parte delle case farmaceutiche come computer, televisori al plasma, soggiorni in paesi esotici, ecc, come riportato dalla stampa in diverse occasioni, sono dupes di quelle multinazionali.

La lista potrebbe essere molto lunga, dovrei scrivere un libro per elencare tutte le menzogne note, mancherebbero comunque quelle ancora non scoperte, è solo uno spunto per invitarti a ricercarne tu stesso.

I dupes del mondo spirituale

L’uomo è composto, per così dire, di spirito mente e corpo, e lo spirito è l’elemento fondamentale.

Quando si è consapevoli, dicendo “IO” ci si riferisce allo spirito, perché si è lo spirito, non si ha uno spirito, quando si è identificati nel corpo si pensa di esserlo e ci si riferisce allo spirito come al mio spirito o alla mia anima, ed è un errore in quanto, rimarcando, non si ha uno spirito, ma lo si è.

La globalizzazione, che in se non sarebbe una cosa negativa, se non fosse che è appannaggio arrogato di un sistema economico senza scrupoli, ha assorbito anche la New Age. Per New Age s’intendono stili di vita, filosofie, religioni, terapie ecc. di un mondo nuovo, spiritualmente evoluto, oltre a un settore di mercato che ha a che fare con la vendita di beni e servizi “alternativi” connessi alla visione magica ed olistica del mondo. Questo sarebbe un reale progresso, in quanto mettere a disposizione servizi e beni intesi al miglioramento dell’essere umano dal punto di vista olistico è solo desiderabile. Ma…

Il mondo economico invece di combattere i movimenti che possono creargli fastidi, semplicemente li ingloba nel suo sistema traendone anche del profitto. Negli anni sessanta, sorse il movimento hippy, e gli appartenenti abbandonarono anche il vestire convenzionale, e iniziarono a indossare abiti coloriti e apparentemente stonati rispetto alla moda in voga in quel momento. Dopo che furono distrutti dalla Cia, con l’ausilio anche della psichiatria, che finanziò la diffusione del concetto dell’amore libero e del LSD, il loro modo di vestire fu assorbito dal sistema economico che diede vita a una moda, e non fu più possibile distinguere un hippy da un comune cittadino attratto da quella moda.

In questo periodo pieno di incertezze c’è un fenomeno che sta esplodendo, e il libro “The secret” di Rhonda Byrne è uno dei tanti esempi che potrei fare. In esso si parla della legge dell’attrazione, una delle capacità dell’essere spirituale, e il successo editoriale di questo libro dipende dal fatto che questa legge viene proposta per l’acquisizione di benessere materiale, ricchezza e potere. Leggilo o rileggilo tenendo presente quanto ho appena scritto e vedrai che, spogliato di tutto il contorno, il diventare ricchi è il fine proposto, anche se rivolto allo spirito, ma lo allontana dai suoi orizzonti e scopi primari, la consapevolezza del vero sé.

Non c’è niente di male nel diventare ricchi, e gli spiriti elevati attirano incidentalmente prosperità e ogni cosa di cui abbiano bisogno, ma è diverso dal farne il proprio scopo.

guru new age Molti hanno acquistato quel libro, io di libri ho la fortuna di riceverne in omaggio, ma non sono diventati né ricchi né potenti, e allora sono venuti alla ribalta una miriade di guru, che promettono di insegnare come usare la legge dell’attrazione, e spiegano che chi non ha successo è perché non ha “the secret of the secret”, the secret non basta e loro possono rivelarlo in sedute di gruppo o individuali.

Su quest’onda sono sorti facilitatori, maestri di vita, coach, angeli custodi, guide spirituali, ipnotizzatori e tutti promettono di fare diventare ricchi dopo un paio di seminari.

Sono i dupes della New Age.

Si potrebbe parlare a lungo anche del channeling e spiriti reincarnati che dichiarano di essere venuti sulla terra per aiutarci per ordine di entità divine, ma quanto detto è già sufficiente, quello che si vuole far notare è che il mondo economico sta inquinando anche il mondo spirituale solidificandolo, materializzandolo, rendendo più difficile il risveglio della coscienza e comprensione della nostra vera natura spirituale.

Questa globalizzazione del mondo spirituale è il fiore all’occhiello dei signori del mondo. Le persone che si liberassero dalle catene dell’usuale comune disinformazione dei media e cercassero un percorso spirituale che potrebbe renderle totalmente libere e consapevoli, se seguissero questi percorsi apparentemente spirituali incapperebbero in un’altra trappola del materialismo, seppure più raffinata.

Per creare il nuovo ordine mondiale è necessario togliere i punti di riferimento di un essere spirituale, e questi sono i suoi principi etici innati. Questi punti di riferimento sono necessari per trarre un giudizio corretto su cosa sia giusto o sbagliato. Una volta tolti di mezzo i principi etici, il risultato è un essere “rammollito” non più in grado di differenziare facilmente il vero dal falso e suscettibile ad ogni genere di spin.

Se poi gli togli anche i mezzi per risvegliare la sua coscienza, impedendogli di riacquistare la consapevolezza del vero sé, cioè di chi è veramente, condizione necessaria perché possa ritrovare nuovamente i suoi principi, l’intero processo diventa un gioco da bambini.

Religione universale per il NWO Quello che la globalizzazione del profitto indiscriminato sta cercando di implementare è una religione universale che assomiglia a un minestrone, anzi a un passato di verdura dove i singoli elementi non sono più riconoscibili e il gusto indefinito. Un insieme di pratiche, riti e culti che non portano da nessuna parte e chi si dedicasse ad esse verrebbe gratificato di una estatica confusione, rilassata inconsapevolezza e completa accettazione del nuovo ordine.

Se un Nuovo Ordine Mondiale, quello conosciuto come NWO, ci sarà, sarà in un mondo di dupes.

Meglio darsi da fare perché ciò non avvenga, altrimenti Matrix non sarà solo un film di fantascienza. Forse non è mai stato un film di fantascienza, ma un documentario.

schiavi del nuovo ordine mondiale

“Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lungo non ho voluto crederci, poi ho visto quei campi con i miei occhi…”

Morpheus – Matrix

Se sei arrivato fino in fondo all’articolo, potresti essere un po’ abbacchiato. Il mio consiglio è di farti una bella risata e poi guardare le cose tenendo in mente quanto ho scritto. Divertiti a riconoscere le menzogne fra le notizie, nelle “risposte dell’esperto”, e a liberarti, se ancora non lo sei, dalla disinformazione dilagante.

E non dimenticare che un buon contributo te lo può dare il libro di Arnold Ehret, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco“.

Links utili inerenti all’argomento:

Le Origini di Tavistock

Prigionieri del Mondo

Perchè la gente crede quasi a tutto

Il mondo delle Relazioni Pubbliche

ADHD, la sindrome inventata

www.disinformazione.it

linea orizzontale grafica

Medicinenon.it e Arnoldehret.it sono due siti di Luciano Gianazza.

Medicinenon.it è da molti anni un punto di riferimento per chi vuole liberarsi della disinformazione e poi acquisire la corretta conoscenza.

ArnoldEhret.it è il sito ufficiale degli insegnamenti di Arnold Ehret, raccolti nei suoi libri, fra i quali Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è un best seller internazionale. Arnold Ehret ha ritrovato il sentiero, di cui si era persa ogni traccia secoli fa, che porta all’alimentazione naturale dell’Uomo e alla salute perfetta in quanto ripristina la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi da tossine e veleni. In questo mondo avvelenato, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco fornisce i fondamenti per un’alimentazione e stile di vita che sono essenziali per la buona riuscita dei vari protocolli di disintossicazione.

Tutti i libri originali di Arnold Ehret sono reperibili sul sito www.arnoldehret.it | Libri

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fonte

Psicofarmaci: un tredicenne su 4 li assume, spesso senza prescrizione / VIDEO: Come gli psicofarmaci possono uccidere il vostro bambino – Versione Integrale

Errore Fatale: Come gli psicofarmaci possono uccidere il vostro bambino – Versione Integrale

Caricato da in data 24/giu/2011

Dai produttori dei premiati documentari “Macabri profitti: la storia mai raccontata degli psicofarmaci” e “Markeing della pazzia: ma siamo tutti matti?”, un lancinante nuovo documentario, che smaschera quanto devastanti – e fatali – per bambini e famiglie possano essere gli psicofarmaci.
Dietro alle macabre statistiche di decessi, suicidi, malformazioni di nascita e gravi reazioni avverse si trova il volto umano di questa epidemia globale: le storie personali di perdita e coraggio di coloro che pagarono il vero prezzo.
Gli psichiatri asseriscono che i loro psicofarmaci sono innocui per i bambini?
Una volta che avrete sentito cos’hanno invece da dire otto madri coraggiose, le loro famiglie, esperti del settore sanitario, consulenti farmaceutici e medici, vi rimarrà impressa una sola convinzione…
Quello degli psichiatri è uno spudorato ERRORE FATALE.

Sito web Comitato per i diritti umani:
http://it.cchr.org

DVD: http://www.libreriauniversitaria.it/errore-fatale-psicofarmaci-possono-uccide…

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Psicofarmaci: un tredicenne su 4 li assume, spesso senza prescrizione

Comunicato stampa del 27/04/2012

Tratto da www.giulemanidaibambini.org – 29 aprile 2012

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Studio dell’Università di Torino: psicofarmaci assunti dal 25% dei minori con amici e/o somministrati dai genitori senza alcuna prescrizione medica. Alberto Ugazio (SIP): “in assenza di patologia la terapia farmacologica non è assolutamente indicata”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Appello al Ministro Balduzzi: allarme già rilanciato da noi nel 2009, ma l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia del Farmaco (AIFA) continuano a sottostimare il problema”


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TORINO – Secondo i risultati di uno studio condotto dall’Università di Torino a cura della Dott. sa Roberta Siliquini – Professore Ordinario di Epidemiologia, Igiene Generale e Sanità Pubblica all’Università di Torino – un adolescente su quattro assume psicofarmaci a casa, su consiglio dei genitori, o fuori casa, in accordo con gli amici, quasi sempre senza prescrizione medica. Inizialmente, lo studio ha preso in esame una casistica di 600 soggetti, ma il progetto di ricerca prevede di arrivare a 2.000 casi esaminati entro la fine del corrente anno, alla ricerca di conferme per un trend che vari commentatori esperti definiscono “inquietante”.

Dopo la presentazione dei risultati preliminari della ricerca, il primo commento ufficiale è quello del Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), il Dott. Alberto Ugazio, il quale ricorda che “l’automedicazione, o il fai da te, è quanto di meno auspicabile possa esserci per la salute dei nostri bambini. Inoltre, l’ansia è un sintomo che va valutato attentamente: se non indica una patologia, la terapia farmacologica non è assolutamente indicata”. Secondo la Prof. Siliquini, infatti, molte assunzioni improprie di psicofarmaci avvengono per scelta degli stessi genitori, che cercano in questo modo di “dare una risposta agli stati di disagio dei propri figli”.

“Un fenomeno inquietante, in continua crescita ovunque nel mondo, come anche nel nostro Paese – ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) – che la nostra organizzazione aveva denunciato nel 2009, riprendendo i dati del ‘rapporto ESPAD’ che evidenziò già allora il 10% di minori che utilizzavano psicofarmaci con modalità “fai da te”.[1] I rischi sono molteplici – continua Poma – dagli effetti collaterali di queste molecole, che vanno dai problemi cardiaci anche gravi alla stimolazione di idee suicidarie, a seconda della classe farmacologica utilizzata, a quelli di carattere psicologico e pedagogico: stiamo permettendo la trasmissione ai nostri figli un modello sbagliato, ovvero che basta una pillola per risolvere qualsiasi problema. Tra l’altro questi prodotti – con buona pace delle norme stabilite dagli organismi sanitari di controllo – si reperiscono con estrema facilità su internet, pagando con un comune conto PayPal: sono perlomeno 7 anni che ci siamo messi a disposizione dell’Agenzia del Farmaco e dell’Istituto Superiore di Sanità una campagna seria di prevenzione su questo tema, che impegnerebbe ben poche risorse, ma il problema continua ad essere colpevolmente sottostimato. Ci appelliamo allora direttamente – conclude Poma – al Ministro della Salute Prof. Renato Balduzzi: non attendiamo che la situazione vada alla deriva, com’è già successo in USA e in altre nazioni, perché qui è in gioco il futuro delle nuove generazioni del nostro paese”.

Per media relation: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

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fonte

USCIRE DAL NUOVO EVO OSCURO – Avremmo dato psicofarmaci ad Einstein?

https://i1.wp.com/m2.paperblog.com/i/31/317964/la-crisi-secondo-albert-einstein-L-9Py0L8.jpeg

AVREMMO DATO PSICOFARMACI AD EINSTEIN?

perché l’antiautoritarismo è considerato un problema di salute mentale

di Bruce Levine, psicologo, AlterNet – 20 febbraio 2012

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Nella mia carriera di psicologo, ho parlato con centinaia di persone a cui erano state in precedenza diagnosticate da altri malattie psichiatriche e mi colpisce: 1) come molti di quelli diagnosticati siano essenzialmente anti-autoritari; e 2) come non lo siano affatto i professionisti che hanno effettuato la diagnosi.

In ogni generazione ci saranno autoritari e anti-autoritari. Sebbene la persona media difficilmente sia dotata del carisma e dell’azione efficace che ispira gli altri alla rivolta di successo, ogni tanto un Tom Paine, un Cavallo Pazzo o un Malcolm X si fa avanti. Così gli autoritari emarginano finanziariamente chi minaccia il sistema, criminalizzando gli anti-autoritari, etichettandoli psicopatologici e commercializzando farmaci per “curarli”.

Gli anti-autoritari, per determinare la legittimità dell’autorità, valutano se essa sa di che cosa sta parlando, se è onesta e se si preoccupa delle persone che sono sotto la sua autorità. E quando scoprono che l’autorità è illegittima, le si oppongono – a volte in modo aggressivo, a volte passivo-aggressivo (ricordiamo Gandhi), a volte con saggezza e altre senza.

Alcuni attivisti lamentano quanto pochi siano gli anti-autoritari oggi. Uno dei motivi potrebbe essere che molti anti-autoritari naturali sono ora psicopatologizzati e medicati prima di poter maturare la coscienza politica delle autorità più oppressive della società. I professionisti della salute mentale, INFATTI, diagnosticano l’anti-autoritarismo una malattia.

Diventare psicologo o psichiatra significa saltare attraverso molti cerchi, che richiedono una notevole conformità alle autorità, comprese quelle per cui manca un sincero rispetto. La selezione e la socializzazione dei professionisti della salute mentale tende ad eliminare molti anti-autoritari. Gradi e credenziali sono principalmente distintivi di conformità. Così per molti di loro, le persone che rifiutano questa conformità sembrano essere di un altro mondo – un mondo diagnosticabile…

Ho trovato che la maggior parte dei professionisti della salute mentale sono non solo straordinariamente compatibili con le autorità, ma anche inconsapevoli della vastità della loro obbedienza. E mi è inoltre diventato chiaro come l’anti-autoritarismo dei loro pazienti crei in loro un’enorme ansia che, a sua volta, alimenta la diagnosi e le terapie.

Se uno come me che ha fatto il suo dovere, studiato e ricevuto buoni voti e che tra i bambini della classe operaia con cui era cresciuto ero considerato relativamente compatibile con le autorità, è stato etichettato nelle scuole di specializzazione come avente “problemi con l’autorità”, come sarebbero stati considerati i bambini che si occupavano dei loro interessi, ma a cui non importava abbastanza della scuola da conformarcisi?

Un articolo del Psychiatric Times del 2009 afferma che i problemi più comuni di salute mentale nei bambini e adolescenti sono l’ADHD (definito come scarsa attenzione e distraibilità, scarso autocontrollo e impulsività e iperattività) e l’ODD, alias disturbo di opposizione insolente (definito come un “un modello di comportamento negativistico, ostile e insolente”, che include il fatto che “spesso sfida o si rifiuta attivamente di soddisfare le richieste di adulti o le regole” e ” spesso discute con gli adulti.”)

Lo psicologo Russell Barkley, una delle principali autorità riconosciute della salute mentale sull’ADHD, dice che quelli affetti da ADHD hanno deficit in ciò che egli chiama “comportamento assoggettato alle regole” in quanto sono meno sensibili alle regole delle autorità ufficiali e meno sensibili alle conseguenze positive o negative. Giovani con l’ODD, secondo le autorità tradizionali di salute mentale, pure hanno questa cosiddetta mancanza di comportamento assoggettato alle regole, ed è quindi estremamente comune per i giovani ricevere una “doppia diagnosi” di AHDH e ODD.

Albert Einstein, da giovane, avrebbe probabilmente ricevuto una diagnosi ADHD e forse pure una ODD. Albert non prestava attenzione ai suoi insegnanti, fu bocciato due volte agli esami di ingresso all’università e aveva difficoltà a tenersi il lavoro. Tuttavia, Ronald Clark, biografo di Einstein (Einstein: The Life and Times) afferma che i problemi di Albert non derivavano da deficit di attenzione, ma piuttosto dal suo odio per la disciplina prussiana, autoritaria, nelle scuole. Einstein disse: “gli insegnanti nella scuola elementare mi apparvero come sergenti e nella palestra gli insegnanti erano come luogotenenti.” All’età di 13 anni, Einstein leggeva la difficile Critica della ragion pura di Kant- perché ne era interessato. Clark ci dice anche che Einstein si rifiutò di prepararsi agli esami di ammissione all’università come ribellione contro l'”insopportabile” percorso stabilito dal padre verso una ” professione pratica “. Una volta ammesso, un professore disse ad Einstein: “Tu hai una difetto: non ti si può dire nulla.” Le esatte caratteristiche di Einstein che sconvolsero così tanto le autorità erano esattamente le stesse che gli permisero di eccellere.

Molte persone con ansia grave e/o depressione sono anche anti-autoritari. Spesso un dolore importante nella loro vita che alimenta la loro ansia e/o la depressione è la paura che il loro disprezzo per le autorità illegittime causerà loro di essere economicamente e socialmente emarginati, mentre allo stesso tempo temono che la conformità a tali autorità illegittime li condurrà alla morte esistenziale.

Inoltre persone che hanno avuto nella loro vita pensieri e comportamenti così bizzarri da essere estremamente spaventosi per le loro famiglie e se stessi e che erano stati diagnosticati con schizofrenia e altre psicosi, si sono pienamente ripresi e conducono una vita produttiva. Tra questi, non ho incontrato una persona che non avrei considerato un forte anti-autoritario. Una volta recuperate, hanno imparato a canalizzare il loro anti-autoritarismo in più costruttivi fini politici, tra cui la riforma del trattamento mentale.

Gli autoritari, per definizione, esigono obbedienza incondizionata e così ogni resistenza alla loro diagnosi e trattamento ha creato un’ansia enorme per i professionisti autoritari della salute mentale; tali professionisti, sentendoli fuori controllo, li hanno etichettati “non rispondenti al trattamento” con aggravamento delle loro diagnosi e hanno aumentato loro i farmaci. Questo è stato talmente sconvolgente per questi anti-autoritari, che essi hanno reagito a volte in modi che li hanno fatti sembrare ancora più spaventosi alle loro famiglie.

Ci sono anti-autoritari che fanno uso di farmaci psichiatrici per aiutarsi a “funzionare”, ma spesso rifiutano le spiegazioni delle autorità psichiatriche sul perché essi hanno difficoltà di funzionamento. Così, ad esempio, possono prendere Adderall (un’anfetamina prescritta per l’ADHD) pur sapendo che il loro problema di attenzione non è il risultato di uno squilibrio biochimico del cervello ma piuttosto causato da un lavoro noioso. E allo stesso modo, molti anti-autoritari in ambienti altamente stressanti occasionalmente assumono benzodiazepine prescritte come Xanax anche se sanno che sarebbe più sicuro non prenderne.

E’ mia esperienza che molti anti-autoritari etichettati con diagnosi psichiatriche solitamente non rifiutano tutte le autorità, ma semplicemente quelle che hanno valutato essere illegittime, e purtroppo ce ne è una grande quantità al giorno d’oggi.

Il pubblico viene sempre più portato a equiparare disattenzione, rabbia, ansia e forte disperazione a una condizione medica e a cercare cure mediche piuttosto che rimedi politici. Quale modo migliore per mantenere lo status quo che visualizzare disattenzione, rabbia, ansia e depressione come problemi biochimici di coloro che sono mentalmente malati piuttosto che normali reazioni a una società sempre più autoritaria?

La realtà è che la depressione è fortemente associata a dolori sociali e finanziari. E’ molto più probabile essere depressi se si è disoccupati, sottoccupati, a carico della pubblica assistenza, o in debito (per la documentazione, vedere “aumento del  400% nell’uso delle pillole anti-depressive”). E i bambini etichettati con ADHD (come documentato nel mio libro Commonsense ribellion) dimostrano più attenzione quando sono pagati, o quando un’attività è nuova, o li interessa o viene scelta da loro .

In un precedente medioevo le monarchie autoritarie si sono alleate con istituzioni religiose autoritarie. Quando il mondo è uscito da questa età buia per entrare nell’Illuminismo, c’è stata una sferzata di energia. Gran parte di questo rilancio ha avuto a che fare con lo scetticismo verso istituzioni autoritarie e corrotte e il riappropriarsi della fiducia nella propria mente. Siamo ora in un altro medioevo, solo le istituzioni sono cambiate. Abbiamo un disperato bisogno di anti-autoritari che interroghino, sfidino e resistano alle nuove autorità illegittime per riconquistare la fiducia nel nostro buon senso.

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Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche e richiedere l’applicazione del consenso informato secondo il Codice di Deontologia Medica art. 33, 34 e 35.

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Email info@ccdu.org

www.ccdu.org


Fonte dell’articolo:

http://www.alternet.org/

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fonte da cui è stato reperito

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La Crisi secondo Albert Einstein

Questo brano è di Albert Einstein
scritto in riferimento alla crisi del 1929.
Lo scritto è tratto dal suo libro
“Il mondo come lo vedo io” del 1934

“Non pretendiamo che le cose cambino,
se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi può essere una grande benedizione
per le persone e le nazioni,
perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia
come il giorno nasce dalla notte oscura.
E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi è l’incompetenza.
Il più grande inconveniente
delle persone e delle nazioni
è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi.

Senza crisi non ci sono sfide,
senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

Senza crisi non c’è merito.
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno,
perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla,
e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa,
che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Albert Einstein

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fonte

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AUSTRALIA – Elettroshock, psicochirurgia e sterilizzazione per i bambini “malati di mente”

MA DOVE VA IL MONDO? QUESTA E’ FOLLIA PURA


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Elettroshock, psicochirurgia e sterilizzazione per i bambini “malati di mente”

Corrado Penna – tratto da http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/03/elettroshock-psicochirurgia-e.html

La direttrice scolastica Alison Tarrant (Perth) il 29 febbraio 2012 ha reso pubblica con una lettera la sua preoccupazione riguardo ad un progetto di riforma psichiatrica “che riguarda i nostri preziosi figli ed i nostri diritti come genitori”.

Tarrant aveva ricevuto delle notizie riguardo a tale legge ma non credeva che rispondessero al vero, e di conseguenza rimase meravigliata quando scoprì (attraverso la consultazione del sito istituzionale della Commissione per la Salute Mentale, http://www.mentalhealth.wa.gov.au) che quel progetto di legge esisteva davvero e conteneva proposte a dir poco incredibili.
Abbiamo già segnalato tutte le manovre che stanno cercando di togliere ai genitori la possibilità di tutelare i propri figli contro vaccinazioni che non ritengono opportune. Similmente, soprattutto in Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti ed Australia (ovvero nei paesi del mondo anglosassone una volta appartenenti all’impero britannico) va avanti l’approvazione (o la proposta) di leggi che permettono ai minori considerati “maturi” dagli operatori della sanità pubblica di prendere decisioni sulla propria salute senza che sia necessario il consenso dei propri genitori.

Ciò potrebbe portare in molti casi ad un lavaggio del cervello su un povero ragazzo indifeso (senza genitori accanto) che alla fine firma il consenso a pratiche ben poco sicure.
Alcune delle più incredibili ed orribili novità contenute in questa proposta di legge (link alla proposta sul sito governativo):

·                  STERILIZZAZIONE: se uno psichiatra decide che un minore è abbastanza maturo può acconsentire alla propria sterilizzazione senza che ci sia necessità di un consenso da parte dei genitori.
[Pagine: 135 & 136 of the Draft Mental Health Bill 2011]

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Requisiti per la procedura di sterilizzazione:
Una persona non deve eseguire una procedura di sterilizzazione su una persona che ha una malattia mentale a meno che – (b) la persona in questione è un bambino con sufficiente maturità e capacità di comprensione per prendere decisioni ragionevoli sulle questioni relative a se stesso. 

·                  A 12 ANNI SARA’ GIA’ POSSIBILE ACCONSENTIRE ALLA PSICOCHIRURGIA: Bandita in alcuni territori australiani,  la psicochirurgia danneggia irreversibilmente il cervello tramite rimozione chirurgica (la famigerata lobotomia i cui effetti vengono mostrati alla fine del film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”), bruciatura o inserzione di elettrodi in alcune aree del cervello. Se il minore viene giudicato “abbastanza maturo” da poter decidere da solo, può acconsentire a tale pratica brutale, non prima però che ci sia l’approvazione da parte di uno specifico “Tribunale per la Salute Mentale (MHT). Nemmeno in sede di giudizio di tale tribunale è necessario il consenso dei genitori.
[Pagine: 108, 109, 110, 197,198, 199, 213]

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Psicochirurgia: il significato di
La psicochirurgia è – (a) l’uso di una tecnica chirurgica o di una procedura o l’uso di elettrodi intracerebrali per creare delle lesioni intenzionali, singole o multiple create simultaneamente o in tempi diversi,  nel cervello di una persona al fine di alterarlo permanentemente.

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Psicochirurgia vietata: bambini sotto i 12 anni
(1) Una persona non deve eseguire la psicochirurgia su un bambino di età inferiore a 12 anni.
·                  A 12 ANNI SARA’ POSSIBILE ACCONSENTIRE ALLA SOMMINISTRAZIONE DELL’ELETTROSHOCK, secondo la stessa prassi prevista per la psicochirurgia (vedi sopra). L’elettroshock, correnti di centinaia di volt attraverso il cervello, è specialmente distruttivo sui più piccoli.
[Pagine: 100, 101, 103, 104, 194, 105]

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Elettroshock vietato: bambini sotto i 12 anni
Una persona non deve eseguire l’elettroshock su un bambino di età inferiore ai 12 anni.

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Requisiti per l’ECT(elettroschock): paziente volontario: bambini tra i 12 ei 18 anni di età con capacità di dare consenso
(2) Una persona non deve eseguire la terapia elettroconvulsivante sul bambino a meno che –
     (b) il bambino abbia dato il suo consenso informato alla psicochirurgia in corso di esecuzione; 

·                  RECLUSIONE E CONTENZIONE: i minori possono essere reclusi e legati; la proposta di legge non specifica niente riguardo alle cure farmacologiche e si suppone che i minori possano essere costretti a subire cure con vere e proprie droghe legalizzate.
[Pagine: 122, 121, 113, 246]

·                  RECLUSIONE DI MINORI: uno psichiatra può forzare un minore ad essere ricoverato per 2 settimane se sospetta che soffra di malattia mentale. In tale periodo i genitori non potranno riprenderselo per portarlo a casa. Lo psichiatra può emettere a suo giudizio un ordine per continuare il ricovero forzato per uno o più periodi di tre mesi. Durante questo ricovero il minore potrebbe essere subire di tutto (costretto ad assumere farmaci, sottoposto ad elettroshock se ha più di 12 anni, sottoposto a misure di contenzione, costretto a prendere farmaci una volta tornato a casa. Tutto ciò senza che ci sia bisogno del consenso dei genitori. Da notare che con la presente legge nel 2010/2011, il tribunale della salute mentale ha accolto solo 58 richieste su 1.248 di persone che volevano far cessare il ricovero forzato.
[Pagine: 21, 22, 35, 19, 107, 36, 53, 54, 183 -185, 190, 191, 213, 214,18, 46, 47, 48, 65, 66, 70, 73, 75-77]
L’articolo è di Corrado Penna (link dell’articolo originale).
Noi abbiamo inserito gli screenshot tratti dalla proposta di legge Australiana sulla riforma psichiatrica.
Sotto ad ogni screenshot trovate la nostra traduzione

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tratto da

DISEASE MONGERING: UNA MALATTIA PER OGNI PILLOLA!

dal blog Consulting And Psychology

DISEASE MONGERING: UNA MALATTIA PER OGNI PILLOLA!

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Mentre un tempo si inventavano medicinali contro le malattie, ora si inventano malattie per generare nuovi mercati di potenziali pazienti.
Trent’anni fa Henry Gadsen, direttore della casa farmaceutica Merck, dichiarò alla rivista Fortune: “Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque”. A distanza di tre decenni il suo sogno sembra essersi avverato: le strategie di marketing delle maggiori case farmaceutiche hanno infatti oggi come target non i malati ma le persone sane. Questo processo, già evidenziato più di vent’anni fa da Ivan Illich in Nemesi Medica, sembra mirare a trasformare in un futuro prossimo tutte le persone in buona salute in altrettanti – più o meno potenziali – malati.
Ma è possibile creare “ad arte” una malattia? La storia recente ci insegna di sì, per esempio agendo sui parametri che stabiliscono il confine tra normalità e malattia (è il caso del diabete o dei livelli di colesterolo nel sangue), oppure etichettando come “patologie” condizioni e atteggiamenti che connotano piuttosto tratti di personalità (ansia, timidezza, noia), particolari fasi della vita (menopausa, vecchiaia) o semplici caratteristiche fisiche (calvizie, cellulite). quest’ottica si inserisce il fenomeno del “disease mongering”, letteralmente “commercializzazione di malattie”, la frontiera del marketing farmaceutico nell’era contemporanea[1].

Mentre un tempo si inventavano medicinali contro le malattie, ora si inventano malattie per generare nuovi mercati di potenziali pazienti.

L’economista svizzero Gianfranco Domenighetti sottolinea come il disease mongering operi attraverso strategie che agiscono su tre piani: quantitativo, temporale e qualitativo.

Sul piano quantitativo, l’azione è sui parametri che definiscono la frontiera del “patologico” per numerose condizioni medico sanitarie, quali per esempio ipertensione, ipercolesterolemia o diabete . É evidente che più si ampliano i confini che definiscono una malattia, più si espande il bacino dei potenziali pazienti e, con esso, il relativo mercato dei produttori di farmaci. Le decisioni in merito a tali confini, spesso prese da “esperti” con legami finanziari con l’industria farmaceutica e sulla base di studi da essa sponsorizzati, hanno l’effetto di trasformare da un giorno all’altro milioni di individui “soggettivamente sani” in persone “oggettivamente ammalate”. Quando, nel 2004, una commissione di esperti negli Stati Uniti ha riformulato la definizione di ipercolesterolemia, riducendo i livelli ematici ritenuti necessari per autorizzare una cura medica, il numero di persone potenzialmente suscettibili di terapia farmacologica è triplicato. É doveroso sottolineare che ben otto dei nove membri della commissione lavoravano a quel tempo anche come relatori, consulenti o ricercatori proprio per le case farmaceutiche coinvolte nella produzione di farmaci ipocolesterolemizzanti[2]. Non si tratta purtroppo di un caso isolato: uno studio pubblicato su JAMA nel 2002 ha calcolato che l’87% di coloro che redigono linee guida cliniche ha conflitti d’interesse a causa di legami con l’industria farmaceutica , e che di questi il 59% ha rapporti proprio con i produttori dei farmaci relativi alle patologie per cui è chiamato a stilare le linee guida[3].
La seconda dinamica chiamata in causa da Domenighetti opera sul piano temporale , e consiste nella promozione e nella diffusione di pratiche di screening la cui efficacia è incerta oppure non ancora dimostrata (ad esempio l’utilizzo del marker tumorale Ca 19.9 per l’identificazione precoce del cancro al pancreas). A questo proposito, Domenighetti scrive: “ Se l’abbassamento dei parametri che definiscono i confini del patologico costituisce una medicalizzazione praticamente forzata ed in parte occulta di intere fasce di popolazione, la promozione ed il successo degli screening in particolare quelli di massa dipende in grande misura dalla capacità dei promotori di convincere la popolazione a sottoporsi a questo o quel dépistage. L’operazione ha già avuto pieno successo. Infatti gli ideologi degli screening hanno fatto passare nella società civile l’irresistibile logica secondo la quale è sempre meglio diagnosticare qualsiasi patologia il più presto possibile ”[4]. Da qui l’importanza di fornire “ex ante” alla popolazione tutte le informazioni su vantaggi, rischi e incertezze delle indagini di screening, per evitare che si verifichi un’indebita induzione dei consensi da parte di chi ha interesse a ottenere alti tassi di partecipazione a queste pratiche (ovvero i produttori/venditori di kit diagnostici o strumentazioni biomediche). Numerose ricerche dimostrano infatti l’impatto che un’informazione adeguata può avere sulle scelte dei pazienti. Uno studio condotto dallo stesso Domenighetti mostra per esempio come il 60% della popolazione campione sia risultato disponibile a sottoporsi a uno screening per l’identificazione precoce, tramite il dosaggio del marker tumorale CA 19.9 , del cancro al pancreas. Quando però sono state fornite informazioni complete relative alla scarsa sensibilità del test (70% di falsi positivi), all’incidenza annuale della malattia (11 casi su 100.000 persone) e alla sua incurabilità (sopravvivenza a 5 anni: 3%), tale disponibilità è scesa al 13,5%[5].
Una terza e ultima dinamica, che agisce sul piano qualitativo , è rappresentata dalla trasformazione in condizioni medico-sanitarie di situazioni che dovrebbero far parte della normalità della condizione umana . Le persone vengono persuase che problemi che prima accettavano come un semplice inconveniente, o comunque come “parte della vita”, debbano ora destare preoccupazione e siano degni di un intervento a livello medico. Il fenomeno è tanto diffuso che la prestigiosa rivista BMJ ha pubblicato, nel 2002, una “Classificazione internazionale delle non -malattie”, contenente più di 200 condizioni ritenute a torto come patologiche. Tra queste figurano la calvizie, la timidezza (ribattezzata come “disturbo d’ansia sociale”), la cellulite[6].
Le strategie di allargamento del mercato farmaceutico qui delineate si servono naturalmente di pubblicità a tappeto e di abili “campagne di sensibilizzazione”. Vince Parry, professionista del marketing , ha rivelato in un articolo intitolato “L’arte di inventare malattie” di collaborare con le case farmaceutiche per “ creare nuove idee su disturbi e malattie e un nuovo modo di pensare alle cose per massimizzare le vendite dei farmaci ”[7]. Con sconcertante franchezza, Parry ha affermato che le case farmaceutiche oggi promuovono non solo i propri farmaci, ma anche i disturbi necessari a creare il mercato per i propri prodotti . In molti casi la formula è la medesima, e un articolo pubblicato su Lancet ha riassunto in tre le tappe da seguire nella campagna promozionale di un nuovo prodotto: richiamare l’attenzione della popolazione bersaglio su una patologia, evidenziando le carenze dei trattamenti finora disponibili; informare la popolazione, già sensibilizzata, che esiste un nuovo medicinale, illustrandone gli straordinari vantaggi; indurre i medici a prescrivere il nuovo farmaco, e la popolazione a richiederlo[8].

Come illustrato, la medicalizzazione della società nel mondo contemporaneo è sempre più spinta da sofisticati e diffusi meccanismi di promozione industriale. Mentre un tempo si inventavano medicinali contro le malattie, ora si inventano malattie per generare nuovi mercati di potenziali pazienti. Il messaggio complementare che viene divulgato è che c’è una pillola per ogni malattia (comprendendo in questo concetto la patologia in sé, il rischio di ammalarsi e il sentirsi ammalato), ma anche una malattia per ogni pillola.

Il disease mongering è una pratica insidiosa, spesso invisibile, che richiede seri provvedimenti in quanto comporta il rischio di scelte terapeutiche inopportune, malattie iatrogene e sprechi che minacciano la sostenibilità economica dei nostri sistemi sanitari e sottraggono risorse utili alla cura e prevenzione di patologie ben più gravi e reali. A un livello più profondo, il disease mongering contribuisce a modificare il modo in cui vengono percepite la salute e la malattia, promuovendo la medicalizzazione della vita e focalizzando l’attenzione esclusivamente su soluzioni farmacologiche (o tecnologiche in senso lato) che – dall’esterno – rimuovano i problemi, anziché favorire una comprensione più ampia delle dinamiche che ruotano intorno alla salute, nelle loro necessarie implicazioni biologiche, psicologiche e sociali.

Bibliografia

Moynihan R, Cassels A. Farmaci che ammalano e case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti. Nuovi Mondi Media, 2005.
Lenzer J. US consumer body calls for review of cholesterol guidelines. BMJ 2004; 329:759.
Choudhry N. Relationship between authors of clinical practice guidelines and the pharmaceutical industry. JAMA 2002; 287: 612-617.
Domenighetti G. Dall’induzione alla creazione della domanda: quali implicazioni per i servizi sanitari nazionali. Panorama della sanità 2003; 41: 12-15.
Domenighetti G, Grilli R, Maggi JR. Does provision of an evidence based information change public willingness to accept screening test? Health Expectations 2000; 3: 145-150.
Smith R. In search of non disease. BMJ 2002; 324: 883-885.
Parry V. The art of branding a condition. Medical Marketing & Media, London, 2003: 43-49.
Collier J, Iheanacho I. The pharmaceutical industry as an informant. Lancet 2002; 360: 1405-9

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l’autrice

Le mie foto

Roma, Italy
è psicologa e neuropsicologa, formatrice e blogger per passione! Specialista da molti anni di psicologia cognitivo comportamentale, neuropsicologia e comunicazione, è vegetariana e grande appassionata di Buddhismo e crescita spirituale. Vive a Roma dove è nata. Esperta di web 2.0, è molto attiva sui Social Media!

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LEGGI ANCHE Il nuovo business è dare medicine ai sani
E le case farmaceutiche fanno affari d’oro

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Big Bucks Big Pharma

il documentario

Caricato da in data 07/mag/2011

THIS IS THE TIP OF THE TIP OF A HUGE ICEBERG.

Big Bucks, Big Pharma pulls back the curtain on the multi-billion dollar pharmaceutical industry to expose the insidious ways that illness is used, manipulated, and in some instances created, for capital gain. Focusing on the industry’s marketing practices, media scholars and health professionals help viewers understand the ways in which Direct-To-Consumer pharmaceutical advertising glamorizes and normalizes the use of prescription medication, and works in tandem with promotion to doctors. Combined, these industry practices shape how both patients and doctors understand and relate to disease and treatment. Ultimately, Big Bucks, Big Pharma challenges us to ask important questions about the consequences of relying on a for-profit industry for our health and well-being.

Featuring interviews with Dr. Marcia Angell (Dept. of Social Medicine, Harvard Medical School; Former Editor New England Journal of Medicine), Dr. Bob Goodman (Columbia University Medical Center; Founder, No Free Lunch), Gene Carbona (Former Pharmaceutical Industry Insider and Current Executive Director of Sales, The Medical Letter), Katharine Greider (Journalist; Author, The Big Fix: How the Pharmaceutical Industry Rips Off American Consumers,), Dr. Elizabeth Preston (Dept. of Communication, Westfield State College), and Dr. Larry Sasich (Public Citizen Health Research Group).

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