Oli essenziali e cellulite

Oli essenziali e cellulite

di Elisa Fusco (erborista@tuttoerbe.com)

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Il massaggio anticellulite con oli essenziali deve avvenire con movimenti  fluidi, lenti, dal basso verso l’alto, e le mani non devono premere troppo sui tessuti. Con il palmo delle mani eseguire dei piccoli cerchi concentrici sulla zona da trattare. Contrapporre sulla caviglia le mani, fasciandola e premendola leggermente per qualche secondo, quindi salire di pochi centimetri e premere per rilasciare poco dopo. Continuare così per tutta la lunghezza della gamba. Sulle gambe e sulle cosce si otterrà un piacevole e benefico effetto sgonfiante.
Gli oli essenziali utili per contrastare la cellulite, da utilizzare per un massaggio, si possono distinguere, in relazione alle proprietà in:

– oli con azione i disintossicante (Angelica, Geranio, Ginepro),

– oli con azione diuretica (Finocchio, Salvia, Pompelmo, Rosmarino),

– oli con azione decongestionante (Patchouli, lavanda),

– oli con azione stimolante per la circolazione (Limone, Cipresso, Pino silvestre. 

Ad esempio per tonificare i tessuti e stimolare la circolazione si utilizza l’olio essenziale di rosmarino, .
Per riscaldare le zone più deboli e fredde come nel caso dei tessuti colpiti dalla cellulite, si sceglie l’olio di limone
Per riattivare la circolazione superficiale, è utile l’olio essenziale di cipresso, mentre per combattere la stasi venosa degli arti inferiori si ricorre aall’olio essenziale di pompelmo.
Infine l’olio essenziale di Lavanda è indicato per levigare la pelle e stimolarne il rinnovamento

Per preparare un buon olio da massaggio aggiungere a 100 ml di olio di mandorle o di olio di germe di grano 15 gocce di olio essenziale di rosmarino,  10 gocce di olio essenziale di Lavanda, 5 gocce di olio essenziale di Limone, 10 gocce di olio essenziale di cipresso

Ai massaggi possono essere unite le tisane, il cui effetto diuretico aiuta lo smaltimento dei liquidi.

Consigliamo di bere una tisana a base di peduncoli di ciliegia, gramigna, rusco e 3 gocce di olio essenziale di limone (2 volte al giorno, lontano dai pasti).

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Oli essenziali e cellulite

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Cambiare il corpo cambiando la mente

Cambiare il corpo cambiando la mente

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La prima guarigione nasce dalla speranza, questa è custodita nell’anima di ognuno, guai a colui che priverà un altro essere umano di questa ricchezza.
Siete sempre in grado di cambiare, plasmare, modificare, e in meglio, il vostro destino; non accontentatevi dei vostri limiti e cercate sempre lo spiraglio di luce del miglioramento.
L’invecchiamento non è il peggiore dei mali, mentre lo è piuttosto la perdita del potere di visualizzazione e la capacità di sognare. Si tratta di riscoprire i propri sentimenti, come possibili veicoli di sintomi e malattie, protagonisti della commedia dell’arte della vita, e riconoscere nel dolore l’alleato migliore per tornare sani e mantenere lo stato di salute.
Non sempre tutto è così facile come sembra, e le cose non filano lisce come si vorrebbe; infatti la guarigione ortomolecolare passa attraverso le forche caudine della consapevolezza, perseguibile solo dopo aver affrontato il più suggestivo, affascinante, ma spesso spaventoso, dei viaggi, quello attraverso il proprio sé interiore.
Ammalarsi per comprendersi, o meglio per comprendere meglio il Mondo, il Cosmo, l’Universo ecc.
Spesso una malattia è un’ottima occasione per sentirsi più amati e coccolati, come succede a vostro figlio che al mattino si inventa una febbre inesistente, per non andare a scuola o forse per farsi amare di più da voi.

Molti di voi soffrono di depressione perché vivono una relazione insoddisfacente, che li rende infelici, eppure continuano lo stillicidio di un estenuante rapporto. Perché mai? Spesso per pigrizia, perché aspettavano un cambiamento (quasi sempre da parte dell’altro) senza neanche muovere un dito. Il vecchio adagio: chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia, ma non sa quel che trova è sicuramente adatto a queste persone. Pur essendo infatti infelici, sono sopraffatti dal timore dell’ignoto, per loro sofferenza ben più aspra e spaventosa della convivenza con il partner dei loro incubi. D’altronde, per restare in tema di proverbi, non è forse meglio un uovo oggi che… una gallina domani ?
E perché invece non aspettarsi una bella gallina oggi, alla faccia della sfrontata saggezza dei proverbi e di chi li ha scritti? Provateci!
Chi non ha il coraggio di osare non ottiene, sembra essere questa la ferrea Legge di Murphy, che arride ai coraggiosi. Le persone felici hanno avuto il coraggio di scegliere ciò che il cuore suggeriva loro, infischiandosene ampiamente degli spettri del cambiamento ed ora ne traggono i giusti benefici.
La paura e la pigrizia spingono gli esseri umani nell’abisso dell’ignavia. Neanche il sommo poeta Dante riesce a trovare per loro un’idonea collocazione nel suo Inferno, tanto da lasciarli brancolare inermi soltanto all’esterno degli infuocati gironi. Non sperate nel soccorso ACI di un principe azzurro o di una Fatina dai Capelli Turchini e cominciate ad alzare le chiappe!
Come per recuperare una bicicletta impolverata, abbandonata in una buia cantina dai tempi dell’infanzia, sarà necessario prendere il coraggio a due mani, armarsi di tempo e cominciare la discesa nella profondità degli inferi al centro della vostra individualità, riscoprendo la vera Città dell’Anima, la vera fabbrica dei sentimenti e delle emozioni, con dei terapeuti d’eccezione: sé stessi!
Quando avrete raggiunto il limite, potrete anche voi dire basta, e mutare la vostra vita, in un attimo con un semplice schiocco delle dita. Bisogna solo deciderlo! Se volete dimagrire, smettere di fumare o di bere alcolici, siete anche voi in una situazione critica, ed avete appena infilato la testa nel cappio, ma la corda intorno al collo non si è ancora serrata!
Non è mai troppo tardi per cambiare le carte in tavola e cominciare un altro giro di una nuova partita, tutta da giocare: la partita della vostra vita! Non aspettate che accadano “certe cose” prima di decidervi a cambiare.
Spesso è la mancanza di convinzione e di certezze che impedisce i cambiamenti che in realtà sono sicuramente alla vostra portata. Il timore di perdere è assai più forte del desiderio di vincere.
Dimenticate coordinate limitate e soffocanti per riscoprire il vostro tempo che vi è stato sottratto. Affacciatevi al di fuori del tempo come in una novella festa di Samain!
Siete pronti? Armatevi di pazienza, coraggio e fiducia. Concedetevi una fuga fuori dal tempo attraverso un’interiorizzazione dell’eterno tiranno: il Tempo! Sì, avete capito bene: il Tempo!
Dedicare tempo significa dare amore, visto che il tempo generalmente disponibile è così poco per chiunque e pertanto va utilizzato con parsimonia. Amare una persona significa dedicarle attenzioni e tempo da trascorrere in sua compagnia. La mitica fiaba della Bella Addormentata, di Biancaneve, il sogno d’amore di Giulietta e Romeo non presentano forse una trama dove il tempo sfugge come l’acqua di un ruscello che si perde fra i prati?
Così come il brutto anatroccolo soffre perché non è ancora consapevole del suo ‘essere cigno’, spesso l’uomo si rassegna ad un’esistenza grama ed umiliante solo perché ha deciso di accontentarsi di un’esistenza da brutto anatroccolo.
Se non trovate il tempo per pensare alla salute della vostra anima, troverete il tempo per essere malati, statene pur certi.
Homo homini medicus, sostenevano i padri latini e noi con loro, solo l’uomo potrà venire in soccorso all’altro uomo, riscoprendo il proprio Parakletos o guaritore interiore, che forse un po’ intorpidito, sonnecchia in ognuno.
William Shakespeare, che dell’animo umano aveva compreso parecchi segreti, afferma (Tempesta, atto IV, scena I): Siamo fatti della stessa stoffa dei nostri sogni. Ma l’uomo purtroppo sembra aver perso l’abitudine di sognare, ed ha smarrito la chiave del giardino dell’Eden; dove la Vita era un sogno ed il Sogno era la vita.
L’assunzione incondizionata di farmaci, tipo benzodiazepine e antidepressivi per sedare i tormenti dell’anima, sta facendo inabissare il vero sé individuale sotto i grattacieli della farmacocrazia dilagante. Il sogno è stato sottratto all’inconscio collettivo, e sembra naufragare tra gli oscuri flutti di una civiltà di fine millennio! Riuscirà l’uomo del terzo millennio a riscattarlo?
Le emozioni vissute da un essere umano sono cumulative e quando raggiungono la corposa dimensione del conflitto, esplodono come un fulmine a ciel sereno, con esiti travolgenti e inattesi. Spesso è la goccia che fa traboccare il vaso stracolmo di stress della vita di tutti i giorni: un semplice contrattempo è in grado d’innescare questa imponente deflagrazione.
Ma la condizione per poter insegnare qualcosa a qualcuno è che questi ritenga di non sapere già tutto; non é possibile infatti riempire un otre che è già pieno.
Le emozioni represse sono le cause delle principali malattie.
Come un vecchio elefante ferito che non dimentica, il subconscio individuale si ‘lega al dito’ ogni seppur minima prevaricazione subita nel corso dell’esistenza pre e post-natale. I conflitti emotivi per l’uomo sono cumulabili, e proprio come dei BOT sono in grado di produrre anche interessi.
L’investimento di energia psichica o la pulsione nei confronti di qualsiasi oggetto: fantasie, desideri, persone, obiettivi, idee, gruppi sociali o addirittura nei confronti del proprio sé viene definito Catexis, (dal greco: catexo, ‘io occupo’).
Ogni nuovo conflitto emergente verrà pertanto confrontato in maniera automatica con i vissuti emozionali precedenti, sommandosi a questi in maniera esponenziale e progressiva, come un fiocco di neve che, scivolando lungo il pendio (della vita) diviene una vera e propria valanga, capace di travolgere tutto ciò che le si frappone nel cammino.
L’aver subito un affronto, una violenza, un’aggressione fisica o verbale ecc., esercita a livello della memoria subconscia individuale una notevole influenza determinata da pensieri negativi che possono riaffacciarsi nei momenti più imprevisti, innescando una fisiologia difensiva, fungendo da stimolo d’allarme per il sistema sensoriale.

Il subconscio non ragiona ma reagisce semplicemente ai sentimenti, creando catexis, ovvero azioni e risposte sequenziali, caratterizzate dalla liberazione di energia psichica correlata a complessi di idee strettamente associati con le emozioni ed altri fattori fisici; cosicché, quando un’idea viene richiamata alla mente, essa è automaticamente associata all’esperienza dolorosa o gratificante già vissuta, con la relativa riattivazione e attualizzazione degli aspetti metabolici.
Il Sistema Nervoso Centrale (SNC), tramite il Sistema Reticolare Attivatore (SRA) svolge un’azione di filtro emozionale e trattiene come segno inconfondibile qualsiasi informazione proveniente dal mondo esterno, ivi comprese le emozioni precedenti, per cederle poi nuovamente nei momenti più critici sotto forma di ansia, irritabilità, depressione, risentimento ecc., oppure come sentimenti positivi e costruttivi.
Nella più piccola unità di tempo siete letteralmente bombardati da una miriade di stimoli, e il cervello non può focalizzarsi che su una ristretta gamma di essi.

Ecco perché nel Massaggio si lavora per far sì che possano affiorare in superficie conflitti, emozioni, sentimenti passati, allo scopo di lasciarli disciogliere come neve al sole, ristrutturando, tramite l’acquisizione di una nuova consapevolezza le strategie costruttive dell’individuo. Le emozioni represse sono spesso causa delle principali malattie. Le impressioni stratificate nel subconscio sono in grado d’influenzare il vostro mondo, inclusa la vostra salute.

Le emozioni e le parole che influenzano negativamente l’individuo non vanno assolutamente ignorate, e i messaggi che esse cercano di trasmettervi vanno ascoltati e analizzati.
Il corpo umano è progettato per funzionare in maniera ottimale solo in ambiente alcalino (pH urinario intorno a 6.5). Tale ambiente, oltre che dalla dieta, dalla qualità dell’acqua, dall’ambiente ecologico, dall’attività fisica svolta ecc., è fortemente influenzato dal modo di pensare; infatti un pensiero negativo è spesso più acidificante di una bistecca alla fiorentina!
Ciò non significa che ad un pH acido le funzioni vitali s’interrompano, ma solo che queste vengono rallentate o rese più difficili. Un pH organico stabilmente acido è incompatibile con il benessere, mentre il mantenimento di valori ottimali di pH è un prezioso requisito per aiutarvi a raggiungere e mantenere quell’equilibrio propedeutico alla salute agognata.
Quand’è che il corpo diventa acido? Semplice: allorché si verifica un’emergenza, ovvero quando vengono richieste prestazioni superiori a quelle fisiologicamente erogabili dalla macchina-uomo. In tali circostanze per assolvere ai requisiti della semplice sopravvivenza viene sacrificato il voluttario per la difesa delle funzioni essenziali.
Pensate ad un animale braccato che fugge inseguito da predatori; nella foga del combattimento per la vita se ne infischierà di disperdere energie essenziali ai fini delle funzioni digestive, e produrrà piuttosto massicce dosi di metaboliti acidi.
Così come in ogni matrimonio, per quanto meraviglioso, c’è sempre una suocera invadente fra i piedi, anche lo stress e l’acidificazione sono eventi intimamente correlati: senza l’uno non può esistere l’altro, e viceversa. I problemi insorgono allorquando lo stress incalza senza concedere all’individuo il tempo necessario a smaltire le eccessive valenze acide accumulate. In tale situazione le difese vengono meno e così la strada per le malattie è aperta.
Avrete solo l’imbarazzo della scelta per manifestare questo o quell’altro sintomo, mentre la genetica farà il resto. Non a caso Cicerone sosteneva che durante la guerra il popolo non pensa certo a disquisire di filosofia, ma piuttosto a non lasciar mai lo stomaco vuoto.
Un’esigua produzione di scorie acide ineluttabilmente generate dal logorio della vita moderna, il corpo umano riesce a smaltirle, in condizioni di normalità. I problemi insorgono allorché aumentano oltre i livelli di guardia. Tale frangente equivale a una dichiarazione di guerra totale e assoluta, che coinvolge dalla prima all’ultima cellula e, com’è noto, mantenere perennemente uno stato di belligeranza è oltremodo dispendioso e antieconomico. Analogo discorso vale per l’esercito delle cellule dell’organismo in toto che, una volta sul piede di guerra, possono creare disturbi e malattie. È per merito della scienza e della ricerca che ora è possibile apprezzare nuovamente il significato pratico di un ritorno alle cure naturali ed alla prevenzione.

Essere elastici, disponibili e aperti al cambiamento vi aiuterà ad essere felici e più sereni. Gioire di essere vivi non costa nulla; e comunque, qualunque cosa accada intorno a voi, essere tristi non potrà cambiare la realtà né certo migliorarla.
Ho visto pazienti con solo un polmone respirare liberi, claudicanti incedere sicuri, ciechi vedere oltre la luce, grandi ustionati sentirsi belli e avvenenti, obesi librarsi nelle danze, più lievi della signora ippopotamo di Fantasia di Walt Disney, tutti felici e grati del mezzo bicchiere pieno che la vita aveva loro consentito di poter ancora assaporare. Ho visto persone bellissime sentirsi orride e ripugnanti, modelle di Valentino piangere per due etti di cellulite sui fianchi, campioni imbattibili sfiniti sulle scale di casa ecc. La felicità non è ciò che si acquisisce, ma la consapevolezza di essere. Apprendendo il giusto uso dell’autoperdono, tramite l’acquisizione di un maggior livello di consapevolezza, si cancella la tendenza a stilare giudizi che, se formulati nei confronti degli altri, divengono pericolosi boomerang.
Ogniqualvolta giudicate qualcuno, ponete voi stessi, e non la persona giudicata, in una sorta di gabbia. Giudicare gli altri non definisce loro, ma voi. Accettate che gli altri possano percorrere strade differenti dalle vostre, ma non per questo meno giuste o meno vere. Lasciate che ognuno sia il regista della propria vita e una volta tanto siate spettatori e applaudite!
Apprendete a trattare gli altri per quello che sono e non per ciò che vorreste che fossero, dando più respiro a voi stessi e al vostro prossimo, tollerando quegli aspetti che prima trovavate irritanti e fastidiosi. Aveva ragione Jung quando sosteneva che tutto ciò che ci irrita negli altri può condurci alla comprensione di noi stessi.
Liberarsi del proprio ego illusorio significa districare il dedalo di conflitti che su di esso sono stati edificati. Come sosteneva Tagore, in una sua significativa meditazione, l’ego è come un muro che imprigiona l’essere umano nelle segrete della frustrazione.
Il sentimento è il carburante dell’opera della guarigione e il più grande atto risanatore è il Perdono; solo chi perdona potrà essere a sua volta perdonato, sembra sancire un imperativo paradigma cosmico.
Senza l’effetto catalizzatore del perdono come estremo atto d’amore, la medicina corre il rischio di divenire una semplice manipolazione di tessuti, un’operazione chimica instabile e vacua.
In realtà, offrire al proprio nemico l’altra guancia produce non pochi benefici effetti. Il potere taumaturgico del perdono è enorme e vi consentirà di apprendere lezioni di cui sarete grati a voi stessi, poiché troverete nel vostro vero sé il maestro o il saggio che avete sempre cercato. Evitare il giudizio ipercritico e perdonare: sono queste le vere ricette del benessere interiore e fisico. La serenità scorrerà abbondante nelle vostre vite e attirerete eventi, persone positive, felicità e prosperità, poiché è sempre valida la legge cosmica che sancisce che il simile attira il suo simile.
Perdonare conviene ed è molto più alcalinizzante di un etto di bicarbonato di sodio.
Lanciare un boomerang d’amore per avere in ritorno amore, questo è il consiglio per il terzo millennio, per ottenere uno stato di grazia e di autosufficienza che vi pone in un filo diretto con le verità universali delle quali siete tutti partecipi e testimoni.
Potete arrecare danno agli altri solo se state male. Continuare a odiare la persona che vi ha ferito certo non vi aiuterà; creerà anzi un doppio legame di risentimento che come una pietra vi trascinerà negli abissi di sentimenti negativi e acidificanti.
Non temete di trasformare l’odio in amore, perché non farete certo la figura degli sconfitti, anzi avrete vinto la battaglia più importante della vostra vita.

Le religioni contengono tutte una semeiotica del perdono, più o meno incisiva, che consente guarigioni spesso non ottenibili con gli approcci terapeutici alternativi, anche se validi. Non a caso la confessione e la eucaristia nella religione cristiana e la compassione nella filosofia buddista, testimoniano l’aspetto millenario di tale verità, della quale è auspicabile che la Medicina Preventiva cominci quanto prima a fare uso.
La vera dieta disintossicante per l’anima è proprio il perdono che ripulirà le occluse tubature della coscienza. Provare non costa nulla; perché dunque non cimentarsi con questa prova d’amore? Vi accorgerete di come sia possibile cambiare la realtà agendo sulla struttura della vostra personalità e non, come sembrerebbe più logico, sull’oggetto dell’interesse, nella fattispecie la persona odiata o per la quale nutrite risentimento.
Un antico koan Zen narra di un uomo alla ricerca del vero Maestro che potesse illuminarlo sull’eterno segreto della Vita. Guarda caso l’allievo si presenta al cospetto di un saggio monaco, proprio quando questi si sta versando il the. Dovete sapere che per gli orientali il the non è un evento socio-gastronomico casuale, così come lo intendono gli occidentali, ma molto di più, tanto che essi dedicano a questo gesto una vera e propria cerimonia. Fatta questa necessaria premessa, torniamo al nostro giovane il quale aveva cominciato ad intrattenere il saggio con il racconto delle proprie gesta, mentre costui continuava a versare la bevanda fumante anche dopo che il liquido cominciò a debordare dalla tazza. Il baldanzoso e tracotante allievo lo apostrofò: Fermatevi, non vi accorgete di quello che state facendo? L’anziano maestro, continuando irreprensibile a mescere il the, il viso solcato da mille rughe, sorrise e con gli occhi pervasi di luce e serenità rispose: Non si può riempire una tazza già piena!
La morale fin troppo esplicita del racconto suggerisce che è impossibile apprendere qualcosa quando si è troppo pieni di sé, e che per recepire un nuovo messaggio è indispensabile fare il vuoto: liberarsi dei vecchi preconcetti, sospendere i giudizi, rimuovere la frenetica attività della mente illusa da un ego invasivo.
Pensate che nel 1980 fu condotto nell’Università dello Stato dell’Ohio e pubblicato sul Journal of Science un singolare lavoro scientifico inerente il metabolismo del colesterolo del coniglio.
Furono somministrate ad un gruppo di conigli diete ad elevatissimo tenore di colesterolo, misurandone poi gli elevati livelli nel sangue e il grado di arteriosclerosi conseguente (indurimento delle arterie). Sensazionale fu il riscontro che un gruppo di questi animali non aveva sviluppato elevati tassi di colesterolo, pur seguendo lo stesso tipo di alimentazione degli altri.
Dopo mesi trascorsi a formulare numerose congetture e ipotesi gli scienziati, oramai scoraggiati, scoprirono accidentalmente che la differenza risiedeva nel fatto che il tecnico di laboratorio che nutriva il primo gruppo, prima di somministrare il mangime, essendo fervido animalista, prelevava gli animali dalla gabbia e li accarezzava, coccolandoli e baciandoli.
Questo esperimento aveva posto in serio imbarazzo l’équipe scientifica che invece di trovarsi di fronte a placche di calcio e colesterolo si doveva cimentare con l’inattesa evidenza dell’efficacia del farmaco amore. Toccando una persona con amore, si induce il rilascio di particolari sostanze chimiche del benessere definite endorfine oppure oppiacei naturali, capaci d’incrementare le difese immunitarie individuali.
Le mani, strumento primario di canalizzazione del fluido divino, sono dei veri e propri condensatori di energia primaria che il medico dimentica di avere in dotazione per curare ‘toccando’ il proprio simile. Oramai le mani del medico servono quasi esclusivamente per interagire con strumenti e apparati, mentre quasi mai si giunge al contatto fisico essenziale, alla carezza, alla cosiddetta attivazione cinestesica.

Talvolta alcuni pazienti giudicano la bravura professionale di un medico dal costo e dal tipo di esame/i che questi prescrive. Alle volte uno sguardo amico, un sorriso accondiscendente, una carezza delicata, possono guarire più di un farmaco, somministrato inutilmente. Ascoltare chi soffre, può lenire il dolore più di un analgesico. Quale momento più intenso e magico dell’attimo in cui un essere umano viene in aiuto ad un suo simile? E una sorta di scintilla che scocca tra le auree di due persone che decidono di collaborare nel percorso della ricerca della salute ottimale.
L’uomo ha ricevuto il dono divino del tocco della guarigione e può orchestrare sapientemente le sue dita come un novello Beethoven sui tasti del pianoforte della salute. Un atto apparentemente semplice e comune, come sfiorare con le dita una zona del corpo che soffre, allorché eseguito con consapevolezza, diviene un solenne atto di potere curativo, realizzando un approccio che sta a metà tra arte e scienza, che rende la figlia d’Ippocrate (la medicina) unica nel suo genere.

Il medico saggio deve essere esperto tanto per prescrivere un rimedio, quanto per non prescrivere nulla.

Stress non è solo svolgere un lavoro che non piace, o avere un capufficio antipatico e odioso, ma anche mangiare troppe proteine o troppi dolci, o bere poca acqua.
Odiare fa più male che mangiare tre chili di carne al giorno!
Provare odio e risentimento nei confronti di una persona che vi ha fatto del male è spesso più dannoso dell’assunzione di qualsiasi prodotto chimico o alimentare dannoso, ed espone all’insorgenza di malattie da eccessiva acidificazione da stress che non guariscono certo assumendo la pillola tranquillante prima di andare a letto la sera.
Chi odia vive meno e peggio di chi è odiato e magari non è neanche al corrente del vostro sentimento negativo. Sopravvivere allo stress significa evitare tutta una serie di scelte sbagliate che generano un vero e proprio conflitto metabolico acidificante dentro di voi.
Il corpo umano è stato progettato alcalino e tutto ciò che tende ad acidificarlo, lo stress emozionale eccessivo in questo caso, crea il terreno per lo sviluppo di malattie croniche e degenerative.

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estratto da il libro:

La dieta per l’anima

Di Valeria Mangani, Adolfo Panfili

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