LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SALUTE – ‘Mio figlio autistico a causa dei vaccini’

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‘Mio figlio autistico a causa dei vaccini’

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di Gabriele Milani

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Ill.mo Ministro della Salute

Premessa
Sono passati molti anni da quando mi sono diplomato come infermiere. Ho lavorato in molti reparti ospedalieri, dai meno critici ai più critici, ed ho imparato molto con il silenzio attento dei miei occhi.
Da qualche anno mi sono imbattuto nella diagnosi peggiore che una famiglia deve sopportare nei confronti del proprio figlio: “disturbo dello spettro autistico”…. diagnosticata tramite uno sterile test somministrato dopo due sole sedute dalla Neuropsichiatra Infantile alla quale mi ero rivolto per un persistente ritardo del linguaggio di mio figlio quando era ormai prossimo ai 3 anni e 5 mesi.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la American Psychological Association, “l’Autismo è classificato come una disabilità dello sviluppo risultante da un disordine del sistema nervoso centrale”.
Viene diagnosticato utilizzando specifici criteri per individuare i danni causati all’interazione sociale, alla comunicazione, all’interesse, all’immaginazione ed all’attività.

Cause, sintomi, eziologia, trattamento e altre tematiche sono controverse.
Secondo le principali istituzioni mondiali nel campo della salute, le cause di autismo sono ancora poco chiare ed i ricercatori stanno studiando una vasta gamma di cause possibili, da quelle genetiche a quelle ambientali.
Dato che il modo nel quale l’autismo si manifesta è differente in ciascun individuo, molti sono coloro che sostengono l’idea secondo la quale l’autismo è dovuto probabilmente a molteplici “cause”, che interagiscono tra loro in maniera sottile e complessa, producendo risultati leggermente differenti e sintomi diversi in ogni individuo affetto da questa patologia.

Nonostante la presunta affidabilità delle dichiarazioni ufficiali sull’autismo della “comunità scientifica e farmaceutica”, oggi molti scienziati e ricercatori guardano a questo fenomeno ed alle possibili cause in una maniera nuova.
Ricordo molto bene di come la Neuropsichiatra Infantile mi ha invitato a non effettuare alcuna ricerca relativa a tale patologia in Internet . Eppure, come ogni buon essere umano evoluto e desideroso di conoscere e capire, ho declinato tale invito e mi sono trovato di fronte ad una problematica su scala mondiale.

Ad oggi 1 bambino su 90 soffre di tale patologia ed il 72% delle famiglie si disgregano per la pressione psicologica generata da questo “incubo”.
Mi chiedo come mai gli organi di stampa ufficiali si dimostrano assenti e riluttanti alla pari di molti medici, ricercatori e case farmaceutiche, nell’addentrarsi in questa scottante realtà.

Infatti non è facile trovare facilmente sui mainstream media tradizionali le informazioni necessarie, ma è decisamente preoccupante quando inizi a comprendere meglio che le informazioni fornite dalle cosiddette “fonti ufficiali” rappresentano spesso un unico e limitato punto di vista su una realtà molto più complessa.

I bambini sono cavie da laboratorio ma molti non lo sanno
Durante le ricerche indipendenti che ho effettuato in questi anni, emerge immediatamente all’attenzione dell’utente il fatto che le informazioni raccolte dalle esperienze familiari appartenenti ai ceti più disparati, che vivono quotidianamente sulla propria pelle le problematiche correlate alla patologia del proprio figlio, portano ad un’univoca conclusione: danno organico provocato dalle vaccinazioni.

Come tanti altri genitori posso descrivere con precisione scientifica la frustrazione che era presente sulla faccia di mio figlio mentre tentava di parlare, ma niente di comprensibile usciva dalle sue labbra tranne suoni acuti e pieni di angoscia.

Come tanti altri genitori, anche io mi sono trovato di fronte alla superficialità di alcuni Neuropsichiatri nel banalizzare tale situazione.

Studiando la faccia angosciata di mio figlio, ho compreso che è come se all’interno della sua testa abitava un vecchio e decrepito operatore di centralino telefonico di quei film in bianco e nero degli anni ’30 che provava ad inserire i giusti cavi ma non era in grado di effettuare alcuna chiamata.

Invece, dopo aver raccolto le giuste informazioni, ho compreso che è come se all’interno della sua testa abita un evoluto operatore di centralino telefonico incapace di comunicare a causa dei danni derivati da uno spaventoso incendio generato da una ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA indotta dalle vaccinazioni (Autismo: encefalopatia indotta dalle sostanze neurotossiche contenute nei vaccini).

E’ dagli anni ‘90 che si conosce come le sostanze neurotossiche contenute nei vaccini, e non solo, sono la principale causa di autismo.
E’ possibile per esempio reperire filmati che dimostrano le degenerazioni cerebrali causate dal mercurio a danno dei neuroni, abilmente insabbiati nel recente passato dalle multinazionali farmaceutiche, con la complicità del Center for Disease Control (CDC) e di quegli stessi ricercatori che avevano contribuito a dimostrare la pericolosità del mercurio nei vaccini.

Ad oggi sul sito della CDC è possibile leggere: “Parecchi studi hanno riguardato un possibile rapporto fra vaccini e autismo. Il peso delle prove indica che i vaccini non sono associati con l’autismo”.

Prove?….   Ebbene, ad oggi:

• nessun ricercatore della CDC ha fornito prove!

• nessun ricercatore ha sconfessato lo studio condotto dal Dipartimento di Fisiologia e Biofisica della Facoltà di Medicina dell’Università di Calgary che dimostra come il mercurio causa degenerazioni ai neuroni cerebrali (VEDI IL VIDEO ).

• la CDC è nella poco invidiabile situazione di aiutare a sviluppare i vaccini, contribuire al loro sviluppo, pagare per la somministrazione ed essere responsabile per la loro sicurezza: “una volpe a guardia di un pollaio” (CDC GATE).

• sul sito della CDC si possono vedere molte foto di bambini sorridenti affetti da autismo, con la spiegazione che lo spettro di disordini autistici sono “un gruppo di disabilità dello sviluppo che si identificano in danni alla capacità di relazionarsi e comunicare, e nella presenza di comportamenti inusuali”.

• sul sito della CDC, anche se l’autismo affligge 1 bambino su 88 (quattro bambini ogni bambina), si asserisce: “ancora non conosciamo molto circa le cause dello spettro di disordini autistici (ASDs). Gli scienziati ritengono che sia i geni che l’ambiente svolgano un ruolo ben preciso e potrebbero essere molte le cause che conducono agli ASDs”.

Ecco quello che non diranno mai
Non diranno mai che per molti genitori l’autismo rappresenta un incubo dal quale non si sveglieranno mai.
“Danni significativi” significano che un bambino può essere violento ed autoabusivo, introverso e fisicamente malato.

Non diranno mai che l’autismo è una patologia medica nella quale la maggior parte dei bambini ha infiammazioni sia nell’intestino che nel cervello incluse coliti, super infezioni ed allergie alimentari.

Non diranno mai che negli anni ’70 solo un bambino su 10.000 era autistico, contro uno su 2.500 negli anni ’80, contro l’attuale uno su 90 e la tragica ipotesi futura di 1 su 10 entro il 2020.

Non diranno mai che nei giorni 7 e 8 Giugno del 2000 si tenne un Meeting segreto a SIMPSONWOOD con oltre 50 individui del Center Disease Control, Organizzazione Mondiale della Sanità, National International Health, American Academy of Pediatrics con molti altri rappresentanti delle lobby farmaceutiche per discutere i dati del CDC Vaccine Data Sets che aveva dimostrato come l’aumento di esposizione al mercurio determinato dai vaccini aveva incrementato di 11 volte il numero dei bambini con disordini neuro comportamentali.

Le prove di tutto ciò sono reperibili in un fascicolo di 286 pagine denominato: “Memo di Simpsonwood” (memo di Simpsonwood).

Cosa provocano i vaccini anti-infettivi per I’infanzia su un sistema immunitario di un lattante?
Scrive un autorevole clinico , il dr Donald Muller sul “Washington Free” del gennaio-febbraio 2005: “Le nuove conoscenze di neuro-immunologia pongono gravi questioni circa la scelta di iniettare Vaccini in bambini di età minore di 2 anni”.

Sollecitare in modo eccessivo il sistema immunitario infantile, prima che abbia il tempo di maturare spontaneamente, si sta dimostrando un’azione disastrosa: l’introduzione di molteplici stimoli antigenici, unitamente a sostanze tossiche chimiche e materiale immunogeno proveniente dai tessuti di cellule animale od umane utilizzate per la produzione del vaccino stesso, sembra in realtà indebolire la risposta immunitaria nel lungo termine.

I vaccini, inoltre, contengono anche metalli pesanti, primo tra tutti il tristemente noto mercurio organico (thimerosal), responsabile della intossicazione da mercurio e quindi del boom dei casi di autismo infantile a partire dal 1992.
Infatti, con l’introduzione obbligatoria della vaccinazione antiepatite B , i bambini ricevettero per ciclo vaccinale una quantità variabile tra 125 e 175 mcg di mercurio, spropositata per il loro peso.

Ispirandosi a quanto avvenuto negli U.S.A. anche i nostri legislatori , nel 2002 decretarono che il mercurio non fosse più aggiunto ai vaccini anti-infettivi dell’infanzia, tuttavia alle aziende produttrici venne concesso di utilizzare le scorte per molti anni a venire.

Inoltre nei vaccini polivalenti di più nuova produzione, si utilizza come adiuvante un sale di alluminio, anche esso un metallo pesante neurotossico, che si trova ad essere iniettato in quantità ben superiori a quelle considerate tollerabili per un lattante.

Per sapere se il mercurio assunto in ogni seduta vaccinale supera o meno i livelli di sicurezza della Enviromental Protection Agency (EPA), occorre ricordare che:

• i bambini sono sottoposti alla prima seduta vaccinale intorno ai 3 mesi, quando il loro peso medio è di circa 5 kg.
Mio figlio pesava 7 kg alla prima (15/06/2006) e seconda seduta vaccinale (28/7/2006)

• il livello di sicurezza per il thimerosal che non bisognava superare era quindi di 0,7 microgrammi al giorno (0,1 mcg/kg X peso corporeo)

Eppure, quando in un’unica seduta un bambino riceve, per esempio un vaccino esavalente, assume ancora oggi 25 mcg di thimerosal.

Pertanto mio figlio è stato sottoposto per ben due volte con un singolo vaccino esavalente ad una quantità di mercurio 25 volte superiore ai livelli di sicurezza! … senza peraltro valutare il rischio al quale andava incontro soprattutto nella seconda seduta, relativamente al concetto di emivita di 60 giorni per l’eliminazione del mercurio.

Anche considerando la soglia massima di tossicità fornita dalla FDA (ovvero 0,4 mcg/Kg x peso corporeo al giorno), attraverso calcoli di farmacologia e tossicologia clinica, la dose tossica dei vaccini non rientrava in range di tollerabilità umana!

Il thimerosal contiene il 49,55% di mercurio base, pertanto considerato che la matematica non è un’opinione:

1) con parametro EPA
0,1 mcg/kg x 7 kg di peso = 0,7

25 mcg di thimerosal x 49,55% = 12,39 mcg di mercurio

12,39 mcg di mercurio : 0,7 = 17,7 volte superiore al livello di sicurezza x 2 in 48 GIORNI

2) con parametro FDA
0,4 mcg/kg x 7 kg di peso = 2,8

25 mcg di thimerosal x 49,55% = 12,39 mcg di mercurio

12,39 mcg di mercurio : 2,8 = 4,4 volte superiore al livello di sicurezza x 2 in 48 GIORNI

Analizzando invece la quantità di alluminio globale ricevuta da mio figlio con tutti i vaccini ricevuti, considerando la più felice delle ipotesi e supponendo la quantità di 3 litri di siero corporeo a 2 anni con un peso di 14 kg, sono stati ottenuti i seguenti risultati:

376 volte la dose di alluminio considerata normale

150 volte la dose di alluminio considerata come limite superiore accettabile

100 volte la dose di alluminio considerata come limite massimo tollerato

25 volte la dose di alluminio capace di provocare dei danni al sistema nervoso centrale

15 volte la dose di alluminio capace di generare una encefalopatia

I vaccini contengono inoltre formaldeide, fenossietanolo, polisorbati antibiotici, estratto di siero di pollo, di rene di scimmia, di cellule umane diploidi.

Nel caso di mio figlio, sono risultati positivi i test che indicano la presenza di accumulo di metalli pesanti nell’organismo, con “segni biologici di tossicità”.

A livello internazionale sono significative le segnalazioni di porpora trombocitopenica a seguito della somministrazione di vaccino combinato antimorbillo, parotite,rosolia.

L’importante studio governativo U.S.A. “The National Childhood Encephalopathy Study” (N.C.E.S.) unitamente ad altri studi epidemiologici controllati, riconosciuti validi dallo stesso Center for Disease Control, ha accertato che la vaccinazione combinata anti-tetano, anti-difterite e anti-pertosse è in grado di causare encefalopatia acuta e subacuta.

Nella maggior parte dei casi si è osservata poi una evoluzione in encefalopatia cronica!

Alla stessa conclusione è arrivato un altro ente governativo U.S.A., “Institute of Medicine” (I.O.M.), considerando significative le relazioni tra la vaccinazione trivalente anti-tetano anti-difterite anti-pertosse e l’insorgenza di encefalopatia.

Sempre lo I.O.M. ha dichiarato che la vaccinazione combinata anti-tetano e anti-difterite, nell’adulto può provocare la Sindrome di Guillain-Barrè, patologia potenzialmente letale.

E’ riscontrabile in tutte le vaccinazioni, una soppressione post vaccinale delle difese stesse con massima caduta della conta linfocitaria 10 giorni dopo l’inoculo.

Nel caso di mio figlio questo fenomeno perdura.

I vaccini riducono il numero di Leucociti, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleati e la vitalità dei linfociti stessi.

Le manifestazioni cliniche di un sistema immunitario indebolito sono le infezioni ricorrenti o persistenti: riniti, faringiti, bronchiti, sinusiti, otiti, infezioni delle vie aeree, infezioni del tratto gastrointestinale, allergie ed intolleranze, infestazioni da elminti, squilibrio delle popolazioni sottolinfocitarie con iperproduzione di Anticorpi Ig E.

Nel caso di mio figlio sia la storia clinica e le valutazioni di laboratorio evidenziano una tale situazione.

La verità che ho potuto constatare
La verità è che la CDC ha posto le fondamenta per distruggere i programmi di vaccinazione e il suo atteggiamento ambiguo è analogo a quello di supposti pacifisti che supportano le truppe armate allo stesso tempo.

Per un ente federale è realmente illegale far propaganda verso il pubblico, ma è esattamente quello che fa la divisione vaccini del CDC nei confronti del mondo intero!

Io non sono un politico, cerco solo di fare il papà, ma posso assicurare che è raggelante sapere che la vita di un bambino può essere cambiata per sempre a causa di vaccini anti-infettivi, ed è altrettanto raggelante trovarsi di fronte alla riluttanza di coloro che sanno ma non dicono per paura di uscire dal sistema monetario che gravita intorno agli interessi delle case farmaceutiche.

Ecco allora che troviamo su YouTube la straziante esperienza del nostro Giorgio Tremante che ha perso due figli a causa delle vaccinazioni, ed ancora molti altri genitori che denunciano le quotidiane discriminazioni che subiscono i propri figli etichettati come “anormali”, ed ancora molti altri genitori che denunciano il silenzio imbarazzante del nostro Ministero della  Sanità che non si degna di rispondere al privato cittadino nemmeno quando nella morte di un bambino è dimostrato il nesso causale col vaccino, ed ancora molti altri genitori che intentano denunce di massa contro multinazionali del farmaco, ed ancora molti altri genitori che si separano, ed ancora molti altri genitori che si uniscono in associazioni indipendenti per far emergere la verità, ed ancora molti altri genitori che si confrontano e si scambiano informazioni col passaparola, ed ancora molti altri genitori che non sanno più cosa fare e chi pregare!

Per contro è raccapricciante trovare sempre su YouTube un presunto portavoce del Consiglio Superiore di Sanità e una portavoce ufficiale di una nota Associazione Nazionale che si affannano in modo antiquato e anacronistico a diffondere discredito pur di diffondere il loro messaggio in merito al fatto che non esisterebbe correlazione tra autismo e vaccini.

Sinceramente, dopo tutti gli studi scientifici che dimostrano gli effetti avversi dei vaccini anti-infettivi, nonché le attuali notizie riportate dai mainstream ufficiali americani dell’ammissione da parte del Governo Americano della correlazione tra autismo e vaccini a seguito del riconoscimento di molti indennizzi a migliaia di famiglie il cui figlio autistico ha riportato un danno da vaccino, non comprendo come tali personaggi non si vergognano nel divulgare notizie false e confezionate allo scopo di sedare la comprensibile richiesta di verità di tutti i genitori italiani coinvolti e la richiesta del diritto alle cure per i propri figli.

Guarda caso le ipotetiche e fantasiose scoperte genetiche sull’autismo hanno avuto un’enorme copertura mediatica, come se fossero improvvisamente migliorate le diagnosi mediche e le relative cure.

Ma siamo onesti e realisti…. in un essere umano nato perfettamente sano i geni non mutano spontaneamente e casualmente da soli perché una mattina ti alzi dalla parte sbagliata del letto.

C’è bisogno di un agente esogeno che oltrepassi la barriera naturale della cute e aggredisca violentemente alle spalle il sistema immunitario per poter influenzare negativamente i geni!

Il profilo di espressione genica, simile nella maggior parte dei pazienti autistici, vede la diminuzione della trascrizione di geni responsabili delle funzioni dei neuroni e della loro capacità di comunicare, e un aumento di fattori associati alla risposta immunitaria e all’infiammazione.

I vaccini sono veicolo di numerose e svariate sostanze tossiche biologiche e di molecole inorganiche ed organiche altamente tossiche come mercurio e alluminio, oltre a  formaldeide, gelatine, polisorbati, fenossietanoli, cellule derivanti da feti abortiti, cellule derivanti da emazie di indubbia provenienza animale ed umana.

I metalli pesanti esercitano un effetto tossico diretto  sul cervello, distruggendo sistemi enzimatici e organuli cellulari e creando una sorta di crisi energetica delle cellule. La loro tossicità aumenta con l’aumentare delle dosi ricevute e quindi con il loro accumulo.

I vaccini virali contengono inoltre virus neurotossici vivi, seppur attenuati. E’ noto da tempo che essi possono causare malattia neurologica quando somministrati in soggetti immuno-compromessi o nel caso in cui il virus vaccino si rivirulenti.

I vaccini possono anche diventare veicolo di altri virus e/o di batteri che infettano le colture cellulari usate per la produzione, tant’è che nella filiera produttiva vengono impiegati antibiotici, disinfettanti, tra cui il più potente tossico biologico presente in natura: il mercurio!

Rispetto a molti anni fa, i vaccini anti-infettivi per l’infanzia, vengono altresì somministrati più precocemente e in numero assai elevato, senza molti riguardi per i bambini riceventi, visto che, in pratica nessuna fascia di età, condizione di fragilità o di malattia conclamata della popolazione infantile è considerata a rischio di reazioni avverse o complicanze, come si può evincere dalle più recenti indicazioni e raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.

Colpisce negativamente che la manifestazione di sintomi neurologici gravi come le convulsioni, la mancata progressione dello sviluppo psicomotorio o il suo arresto, oltre a  malattie neurologiche identificate e conclamate, non siano considerate situazioni di rischio per lo sviluppo di reazioni avverse alla somministrazione di  farmaci intrinsecamente  neurotossici come i vaccini anti-infettivi.

I giudizi negativi delle C.M.O. in cui incappano molti genitori si sostanziano, inoltre, con l’affermazione che la patologia Autistica, di cui trattasi, abbia un’origine genetica, ma pure che, se di origine diversa  non potrebbe  in alcun modo essere ricondotta ai vaccini.

Pur non soffermandomi sulla diversa valenza dei termini usati di frequente quali “evidenza“ e “ipotesi“, contrastando il secondo con ciò che afferma il primo, voglio richiamare l’attenzione sul fatto che perché una malattia possa definirsi “genetica”, deve essere causata dalla MUTAZIONE di uno specifico gene, cioè una modificazione della struttura del gene che abbia un impatto sulla funzione del gene stesso.

Inoltre tale mutazione deve essere riscontrata in “tutte” le persone che esprimono clinicamente la patologia.

Ad oggi e nonostante  gli ingenti capitali investiti nella ricerca in tutto il mondo, non e’ stata identificata alcuna MUTAZIONE GENETICA specifica per l’Autismo regressivo.

Il riscontro sporadico di polimorfismi di geni, per lo più implicati nei sistemi di naturale detossificazione, rafforza ulteriormente la tesi dell’origine non genetica della malattia.

Il polimorfismo di un gene, infatti, rappresenta una variante sub strutturale di un gene che non ha impatto sul buon funzionamento del gene stesso.

L’Autismo infantile regressivo, cioè quello che compare in bambini altrimenti sani dopo un periodo più o meno lungo di normale sviluppo psicomotorio  è malattia moderna.

Le prime segnalazioni risalgono al 1943.

Di assai rara osservazione al di fuori degli U.S.A. sino agli anni ’80 quando si segnalarono le prime avvisaglie di quello che diventò un incremento rapidamente progressivo.

Analogamente, in Italia, in concomitanza con l’introduzione dell’obbligo per la vaccinazione contro l’Epatite B, e quindi alla esecuzione precoce di più vaccini e più fiale, ciascuna con un elevato carico di tossine e veleni biologici, si assistette alla comparsa rapidamente crescente dei casi di Autismo tant’è che oggi si stima che 1 bambino su 90 ne sia colpito.

Tale aumento di casi non può essere imputato ad una  miglior diagnosi, visto che la diagnosi è tutt’ora  clinica, quindi non richiede esami di laboratorio specifici né di imaging  neurologica o di elettroneurofisiologia di recente messa a punto.

Manca, inoltre, un corrispondente  numero di autistici in età matura, contrariamente a quanto dovrebbe accadere se si trattasse di una malattia sempre esistita nella presente misura.

All’aumento dei casi diagnosticati non ha fatto seguito la diminuzione di altre diagnosi neuropsichiatriche.

E’ pure verosimile che i casi siano maggiori di quelli diagnosticati  poiché la terminologia utilizzata per indicare l’autismo regressivo, nel nostro paese, appare variegata e a volte fantasiosa, ben lontana da ciò che è indicato nel DMS IV, tutt’ora riferimento internazionale, nonostante il tempo della prossima revisione lo renda ormai francamente obsoleto.

Nonostante la Medicina Accademica reagisca con estrema lentezza a tale drammatica situazione, è ormai disponibile a livello mondiale una notevole quantità di dati  epidemiologici e di studi clinici che indicano che la malattia si realizza nell’organismo infantile nella delicata fase di sviluppo, come effetto di fattori  ambientali tra i quali le vaccinazioni ricoprono un ruolo preponderante.

Infatti, non esistono casi di autismo nelle popolazioni che non sottopongono alle vaccinazioni anti-infettive i loro bambini.

Malgrado tutte queste evidenze scientifiche:

• alcuni fanno credere che l’autismo sia uno strano mistero medico che è sempre esistito e non sono mai riusciti a sconfiggere

• l’esplosione nel numero dei bambini con autismo è reale ma la maggior parte della comunità scientifica se ne frega

• sembra che al mondo scientifico non interessi che ci siano più bambini affetti da autismo che da AIDS, diabete e cancro sommati assieme

• le notizie che si diffondono in Internet stanno svelando la scia fraudolenta degli studi commissionati dal CDC e l’ambiguità delle istituzioni sanitarie preposte

• tutti gli esperti che cercano diligentemente quelle mutazioni genetiche evasive sembrano felicemente ignari dell’effetto dell’autismo sulle nostre scuole e sul futuro di queste persone

• l’aumento drammatico dei bambini affetti da autismo nelle nostre scuole è una previsione spaventosa dell’effetto che avranno sul sistema di previdenza sociale nei prossimi decenni

• l’inquinamento da mercurio dovrebbe essere considerato un crimine verso l’umanità, contro la vita dei mammiferi su questo pianeta e ci dovrebbe essere tolleranza zero!

Se si desidera sapere perché si sta insabbiando la questione mercurio, basta analizzare semplicemente il mercato del mercurio per comprendere chi ne trae vantaggio.

Non ci siamo fidati e le prove ci danno ragione
In Italia esistono esami convenzionali per dimostrare la correlazione tra danno vaccinale e autismo, però posso assicurare che le resistenze sono veramente forti appena affronti questo argomento pur rimanendo nel campo delle ipotesi.

Come famiglia ci siamo rifiutati di arrivare a sentirci dire come avviene in molti casi: “non c’è speranza, non c’è terapia”.

Forse il danno organico è fatto ma c’è tempo per riparare al riparabile, e lo sento come profondo dovere nei confronti di mio figlio in tutti quei momenti della giornata in cui mi passa davanti agli occhi l’attimo  in cui lo trattenevo mentre piangeva per fargli fare la vaccinazione senza sapere che contribuivo a rovinarlo.

Così come sento il profondo dovere professionale di divulgare la mancanza di informazione in merito alle reazioni avverse che avviene nei Centri Vaccinali preposti, in netto contrasto con l’art. 7 della Legge 210/92.

Non ci siamo fidati ed abbiamo cercato le prove, ci siamo rivolti alle persone professionalmente ed eticamente corrette, alle persone competenti, ovvero quei medici che hanno veramente a cuore il futuro delle nostre prossime generazioni, colpiti anche loro dalla patologia autistica del proprio figlio e indotta da un esecrabile tradimento della medicina.

Grazie a questa forte contro-corrente professionale abbiamo provveduto ad effettuare una serie di esami specifici che hanno dimostrato il danno occorso.

Dopo un risultato del genere una famiglia cosa può pensare?
Il mio unico pensiero, potentemente rafforzato dalla professione che svolgo e dalla stima che mi circonda, è poter aiutare mio figlio ad uscire da questa delicata situazione e contemporaneamente contribuire ad informare quante più persone possibili per far sorgere del pesante imbarazzo in tutte quelle sedi Istituzionali dove risiedono politici collusi al sistema farmaceutico, schiavi e complici di società di neuropsichiatri immorali che decidono di “etichettare” un bambino sulla base di sterili test, se non addirittura somministrare potenti psicofarmaci come il Ritalin perché il bambino è  un pò troppo vivace, senza indagare a fondo al complesso problema organico che riveste tale patologia indotta.

Nessun’altra malattia nella storia è insabbiata come l’autismo!

Cordialmente

Gabriele Milani

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fonte informasalus.it

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L’esperienza di Giorgio Tremante – Vaccini e Medicina – 1/3

Caricato da in data 16/lug/2010

L’esperienza di Giorgio Tremante raccontata durante una conferenza sui vaccini e la medicina odierna.

Il filmato è stato volutamente post prodotto senza immagini di copertura.

L’esperienza di Giorgio Tremante – Vaccini e Medicina – 2/3

L’esperienza di Giorgio Tremante – Vaccini e Medicina – 3/3

Rettifica sul Caso della coppia curata a Creta. Riceviamo e pubblichiamo

Rettifica sul Caso della coppia curata a Creta. Riceviamo e pubblichiamo

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Spettl. le redazione,

come da prassi chiedo la pubblicazione sul vostro portale della presente rettifica, a completezza di informazione.

Grazie e buon lavoro

Francesco De Palo francesco.depalo@libero.it
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COMUNICATO STAMPA

CASO COPPIA CURATA A CRETA, IL DIRETTORE DELLA CLINICA SCRIVE A NAPOLITANO E RISPONDE ALLE ACCUSE: <NON CI HANNO MANDATO I DOCUMENTI CHE ATTESTANO LA MALATTIA. ORA LI QUERELIAMO PER DIFFAMAZIONE>

IRAKLION (Creta) – «Non ci hanno inviato alcun documento, del bimbo o del padre e non è neanche certo che la patologia sia stata causata da inconvenienti, noi invece abbiamo mandato il cariotipo. Adesso li quereliamo noi e doneremo l’eventuale risarcimento alla Fondazione ANT Onlus». Non ci sta il dottor Mattheos Fraidakis, direttore della Clinica Matera Fertility di Creta, a sottostare al fango gettato da una coppia italiana in cura presso la struttura ellenica.

«Definisco l’intera vicenda un tentativo, da parte della coppia, di bieca strumentalizzazione a fini pubblicitari ed economici, – sottolinea il ginecologo laureato al università La sapienza e specialista in fertilità assistita, con un’esperienza da ricercatore (dottorato ph.D) e lavoro presso l’IVF Unit di London Royal Hospital e London Bridge Hospital, – gravissima perché prodotta sulla pelle del proprio figlio. Senza alcun rispetto proprio per quella vita umana tanto agognata. Senza contare le e-mail di insulti che ci hanno rivolto».

Al legale della coppia, Filomena Gallo, è stato fornito il cariotipo della donatrice che esclude una responsabilità diretta della clinica (a riguardo si veda una pubblicazione scientifica sulle neurofibromatosi del prof. Paolo Balestrazzi, fondatore dell’ANF, il quale sostiene come nel 50% dei casi, la malattia viene ereditata da un genitore affetto che la trasmette alla metà dei suoi figli, altrimenti compare spontaneamente in figli di genitori sani).

«Non corrisponde assolutamente al vero, come sostenuto dalla donna nella medesima missiva, che “quando la clinica viene informata tutti si sono dati alla fuga”. E lo dimostrano le comunicazioni via e-mail. Un punto cruciale – sottolinea il dottor Fraidakis – perché si mette in dubbio il sostegno medico da parte della nostra struttura, come se il giuramento di Ippocrate fosse carta straccia. Passaggio che a questo punto ha creato sì a noi un evidente danno di immagine. Di cui ho dato mandato ai miei legali, al fine di ottenere un risarcimento che sarà mia cura, in caso di successo, destinare alla Fondazione Ant Onlus. Tra l’altro – aggiunge – ho comunicato personalmente con il console italiano qui a Iraklion per ben due volte, ma neanche lui aveva un idea chiara di come potevamo assisterla più di quanto avevamo già fatto».

Altro punto controverso: la coppia sostiene che “la clinica greca non trasmette ai medici italiani né la cartella clinica, né i documenti genetici della donatrice anonima; anzi ci liquida con scritti offensivi”. Falso, e lo dimostra la comunicazione mail della clinica al legale, con la documentazione del caso richiesta.

«Ciò che ci lascia sconvolti – conclude il ginecologo – è il tentativo di speculare sulla salute del proprio figlio. Utilizzare la mancanza di una norma a hoc in Italia, la legge 40 con tutti i suoi limiti, che consenta a chi ha tali necessità di poter avere un figlio, per fini pubblicitari e gettando fango su professionisti che vantano credenziali di tutto rispetto: tutto questo è aberrante.

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in allegato

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO

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Crete Fertility Centre

dr. Matteo Fraidakis

56, Arch. Makariou & Sof. Venizelou

Str. 712 02

Heraklion, Crete, Greece

Tel: +30 2810 245253,

+30 2810 396782-3

+30 2810 242902

e-mail::info@fertilitycrete.gr

Ill.mo Presidente

della Repubblica italiana

Giorgio Napolitano

Sono costretto a disturbarLa indirizzandoLe questa missiva in risposta al caso sollevato dai genitori del piccolo Andrea, nato a seguito del trattamento nella clinica cretese da me diretta e causa di insulti nei nostri riguardi e tentativi di strumentalizzazione, di cui ho già interessato i miei legali. Ma mi preme, per il rispetto che nutro verso la professione che svolgo e verso l’istituzione dalla S.V. rappresentata, precisare quanto segue.

Definisco l’intera vicenda un tentativo, da parte della coppia, di bieca strumentalizzazione (a fini pubblicitari ed economici), gravissima perché prodotta sulla pelle del proprio figlio. Senza alcun rispetto proprio per quella vita umana tanto agognata.

E lo dico candidamente, dal momento che posso produrre tutte le prove del caso, comprese comunicazioni via mail intercorse tra la clinica e il legale della donna, avv. Gallo, al quale è stata fornita il cariotipo della donatrice che esclude una responsabilità diretta della clinica (a riguardo allego una pubblicazione scientifica sulle neurofibromatosi del prof. Paolo Balestrazzi, fondatore dell’ANF, il quale sostiene come nel 50% dei casi, la malattia viene ereditata da un genitore affetto che la trasmette alla metà dei suoi figli, altrimenti compare spontaneamente in figli di genitori sani). Di contro a noi non hanno provveduto a inviare né gli esami del figlio per provare che è malato né gli esami del padre per appurare l’origine della malattia.

La coppia in questione, dopo ripetuti tentativi falliti, si è rivolta alla clinica cretese da me diretta per ovodonazione, dopo essere stati, senza successo, in una struttura cipriota. Anche a Cipro hanno denunciato la clinica in questione, forse per un loro abituale modus operandi speculativo ma lo scorso anno hanno perso la causa. La donna a seguito del trattamento a Creta è rimasta incinta e, dal momento che (come anche osservato da medici italiani) era una gravidanza a rischio, c’è stato un continuo ponte comunicativo con il sottoscritto e con la dott.ssa Anifantaki (l’embriologa). A rafforzare ulteriormente un rapporto umano che andava consolidandosi sempre di più, addirittura (come dimostrano le comunicazioni e-mail che allego) la dott.ssa Anifantaki per darle coraggio le aveva anche garantito che avrebbe fatto da madrina al nascituro.

Infatti il bimbo è nato regolarmente e ogni settimana la dott.ssa Anifantaki riceveva foto via e-mail dai genitori. Lo scorso anno la donna si è recata a Cipro per la causa contro la clinica locale, che però ha perso. E prima di far ritorno in Italia, la coppia è passata da Creta per un saluto con il bimbo e, dal momento che la coppia è disoccupata e versa in condizioni economiche proibitive, è stata ospitata in un albergo a nostre spese.

Non corrisponde assolutamente al vero, come sostenuto dalla donna nella medesima missiva, che “quando la clinica viene informata tutti si sono dati alla fuga”. E lo dimostrano le comunicazioni via e-mail. Un punto cruciale perché si mette in dubbio il sostegno medico da parte della nostra struttura, come se il giuramento di Ippocrate fosse carta straccia. Tra l’altro il marito della donna, di nascosto dalla moglie, ha scritto una mail alla dott.ssa Anifantaki quasi per prendere le distanze dall’atteggiamento di sua moglie.

Altro punto controverso: la coppia sostiene che “la clinica greca non trasmette ai medici italiani né la cartella clinica, né i documenti genetici della donatrice anonima; anzi ci liquida con scritti offensivi”. Falso, e lo dimostra la nostra comunicazione mail al legale, con la documentazione del caso richiesta.

Ciò che ci lascia sconvolti è il tentativo di speculare sulla salute del proprio figlio. Utilizzare la mancanza di una norma a hoc in Italia, la legge 40 con tutti i suoi limiti, che consenta a chi ha tali necessità di poter avere un figlio, per fini pubblicitari e gettando fango su professionisti che vantano credenziali di tutto rispetto: tutto questo è aberrante.

Il Crete Fertility Centre che dirigo infatti è una clinica specializzata in trattamenti di fertilità assistita. Più di 2500 bambini sani, sono nati fino adesso in tutto il mondo dal Centro Fertilita di Creta in 20 anni di servizio: 45 in Italia e 9 in Australia sotto la mia cura, solo durante l’ultimo anno. Si applicano tutte le terapie che riguardano la fertilità assistita come Fivet, Ovodonazione, Tese, Pgd usando tecniche di avanguardia come Aha (laser assisted Hatching), Imsi, Isci e ultimamente anche il laser pulsatile. Un’apparecchiatura utile a controllare la vitalità degli embrioni subito dopo la fecondazione avvenuta in vitro e prima del trasferimento all’utero, con la finalità di individuare da parte dell’embriologo gli embrioni con maggiore probabilità di sopravvivenza. In questo modo vengono scelti e trasferiti gli embrioni più vitali. Viene applicata ai casi definiti difficili, ma inizierà a divulgarsi anche come tecnica di operazione standard.

Durante questo cammino ventennale il Centro Fertilità di Creta, vanta con orgoglio la collaborazione con Università londinesi, australiane e italiane e dei professori come il prof. J.G Grudzinskas, scienziato Australo-Inglese, uno dei pionieri del settore. Il sottoscritto, è medico ginecologo specialista in fertilità assistita e vanta un’esperienza da ricercatore (dottorato ph.D) e lavoro presso l’IVF Unit di London Royal Hospital e London Bridge Hospital, mentre il capo embriologo e responsabile di laboratorio dott.ssa Aliki Anifantaki è una tra i più qualificati professionisti in campo applicativo del tutto il paese.

Come si può appurare dalle mail che alleghiamo, non corrisponde al vero il fatto che “dalla clinica siano scappati tutti quando ho chiesto notizie” così come la donna asserisce e come riportato da molti organi di stampa italiani che hanno “cavalcato” la notizia senza effettuare riscontri o chiedere il nostro parere. Passaggio che a questo punto ha creato sì a noi un evidente danno di immagine. Di cui ho dato mandato ai miei legali, al fine di ottenere un risarcimento che sarà mia cura, in caso di successo, destinare alla Fondazione Ant. Tra l’altro ho personalmente risposto alle richieste di documentazione scientifica richiestami dall’avv. Gallo (di cui allego mail).

RingraziandoLa per l’attenzione che vorrà dedicare a queste righe, La saluto cordialmente, auspicando una rapida soluzione del caso. Ma soprattutto che, complice un vuoto legislativo senza dubbio da colmare, ciò non rappresenti l’occasione per episodi sgradevoli come questo, che minano la serenità professionale e umana di chi svolge con onestà il proprio compito lavorativo e di chi, influenzato da notizie fuorvianti, possa nutrire dubbi su condotte ed atteggiamenti.

Con stima

dr. Matteo Fraidakis

CLASS ACTION – “Non è vero che la Nutella è sana”: Una mamma americana piega la Ferrero / VIDEO: Nutella ‘Not A Healthfood’ Lawsuit


New York Daily News 2012-04-26: Bad news for people who thought they’d found their dream diet — Nutella is not a health food. Ferrero, the makers of the creamy chocolate and hazelnut spread, has settled two class-action lawsuits with consumers who sued over the… more »

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“Non è vero che la Nutella è sana”
Una mamma americana piega Ferrero

Il colosso alimentare si accorda con i consumatori Usa che hanno aderito alla class action innescata da una donna californiana: verranno rivisti gli spot che descrivono le qualità nutrizionali della crema. Il gruppo precisa: “L’accordo riguarda solo gli Usa”

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WASHINGTON – Che la crema spalmabile italiana più conosciuta al mondo non sia proprio un alimento amico della linea, lo sanno tutti. Ma questa volta la Nutella ha dovuto fare i conti con l’ira di una mamma californiana che è arrivata fino ai tribunali per contestare gli slogan pubblicitari sull’alimentazione “sana e nutriente”, innescando una class action che si annunciava molto pericolosa. E così la Ferrero Usa si è vista costretta a modificare gli spot e a pagare un risarcimento a un numero imprecisato di ricorrenti.

Tutto è nato dalla denuncia presentata nel febbraio scorso da Athena Hohenberg, madre di un bambino di San Diego, che ha accusato la Ferrero di promuovere la Nutella come “un esempio di colazione equilibrata, gustosa e sana”. Al contrario, ha affermato la donna “la Nutella non è né sana, né nutriente, ed è simile a tanti altri dolci e contiene livelli pericolosi di grassi saturi”. Secondo la donna gli spot pubblicitari della Nutella diffusi negli Usa non mettevano in rilievo tutti gli elementi nutrizionali della crema spalmabile, in particolare i grassi.

La Ferrero Usa, che ha raggiunto un accordo con i consumatori, si è impegnata a “modificare alcuni spot  pubblicitari sulla Nutella” e a rendere più esplicita la tabella nutrizionale sulla confezione. In un primo momento si era parlato di una multa di 4 dollari per ogni singola confezione di Nutella venduta negli Usa tra il 2008 e il 2012. Secondo alcune stime, ciò avrebbe significato un salasso da 3,05 milioni di dollari. Successivamente, Ferrero ha precisato che il risarcimento riguarda in realtà soltanto i singoli consumatori che hanno aderito alla class action.

Ferrero: “Contenzioso è problema solo americano”. “L’accordo transattivo raggiunto da Ferrero negli Stati Uniti è relativo al solo contenzioso nato dalla pubblicità trasmessa negli Stati Uniti e alla conformità di quest’ultima alle esigenze della legislazione americana”. Così la Ferrero chiarisce la vicenda. Il gruppo di Alba (Cuneo) sottolinea che “non vi è nessun tipo di necessità di correggere da parte dell’azienda i suoi comportamenti commerciali e pubblicitari negli altri paesi, né intervenendo sulla confezione del prodotto, né sul posizionamento di marketing”. L’azienda, poi, ha spiegato che le spese legali di un prolungamento di un contenzioso di questo genere negli Stati Uniti sono generalmente molto più elevate dell’impatto economico di un accordo tra le parti. La Ferrero ha, inoltre, evidenziato che “la cifra globale della quale si è fatta menzione sui media in relazione all’accordo transattivo è ancora aleatoria, perché il rimborso è di pochi dollari per consumatore ricorrente” e “il totale dei consumatori in questione non è ancora definito”. “L’utilizzo di Nutella a prima colazione con pane, latte e frutta nelle quantità suggerite – conclude la Ferrero – rimane un utilizzo raccomandato da numerosi studi scientifici di alta rilevanza internazionale nel quadro di una dieta equilibrata e gustosa, che come dice la pubblicità, fa più buona la vita”.

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fonte articolo

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Nutella ‘Not A Healthfood’ Lawsuit

Pubblicato in data 27/apr/2012 da

Via The Consumerist: “Remember last year, when various media outlets reported that the mother of a four-year-old child was suing the makers of Nutella for advertising it as a health food? Everyone thought that this was hilarious, because hey, lady, fat-laden choco-paste ain’t a health food. It’s time for us all to stop laughing now, because the class-action lawsuit has been settled for about $3 million, $2.5 million of which is going to consumers willing to admit that they can’t read a nutrition label…”.* Ana Kasparian and Ben Mankiewicz break it down on The Young Turks.

*Read more from Laura Northrup: http://consumerist.com/2012/04/theres-actually-a-settlement-in-nutella-health…

COME IL SISTEMA TI FA MORIRE DI CANCRO – Libertà di scelta terapeutica e il caso del dottor Rossaro

Libertà di scelta terapeutica e il caso del dottor Rossaro

Marcello Pamio – 18 aprile 2012

Un altro colpo è stato inferto alla libertà di cura e di scelta terapeutica, che proprio in questi giorni hanno subìto l’ennesimo affossamento.
Il dottor Paolo Rossaro, medico di famiglia di Padova, è stato condannato dal Tribunale patavino a 3 anni di reclusione per omicidio colposo; all’ammenda di oltre 565.000 euro, e rischia pure la radiazione dall’albo professionale!

Qual è il motivo per il quale il dottor Rossaro, merita una simile condanna giudiziaria?
Secondo l’accusa (che aveva chiesto ben 6 anni di reclusione e 2 milioni di euro) il dottor Rossaro sarebbe colpevole della morte di due persone colpite da tumore, che si affidarono alle sue cure mediche.
Stando alla perizia dei medici legali, queste due persone, oggi sarebbero ancora in vita se avessero seguito i protocolli ufficiali offerti dalla medicina ortodossa: chemio e radioterapia.
I due pazienti, dicono gli atti: “non sono stati adeguatamente informati” dal medico curante, e questa mancanza d’informazione, sarebbe la causa della loro prematura morte.

Se questo metro di giudizio venisse applicato a tutti i medici oncologi del mondo, probabilmente ci sarebbe necessità di riaprire la base di Guantanamo a Cuba, e forse non basterebbe…
E’ possibile affermare questo perché, nonostante i pareri dei medici legali dell’accusa, i dati ufficiali della sopravvivenza alla chemio, parlano da soli.
Lo studio effettuato dai ricercatori Graeme Morgan (Professore associato, radiologo del Royal North Shore Hospital di Sydney), Robyn Ward (Professore e oncologo all’University of New South Wales) e Michael Barton (Radiologo membro del Collaboration for Cancer Outcomes Research and Evaluation, Liverpool Health Service, Sydney), è stato pubblicato sulla rivista “Clinical Oncology” nel 2004 e messo on-line nel più importante database governativo del mondo www.pubmed.gov.

Il titolo è: “Contributo della chemioterapia citotossica sulla sopravvivenza a 5 anni, in adulti americani” (“Impact of cytotoxic chemotherapy on 5-year survival in American adult”).
I ricercatori hanno esaminato tutte le statistiche per un tempo di 15 anni, riguardanti le 22 neoplasie più maligne e calcolato il beneficio nel tempo sia negli USA che in Australia.
Risultato: “in questa analisi basata sull’evidenza, abbiamo stimato che la contribuzione della terapia citotossica curativa ed adiuvante alla sopravvivenza negli adulti è 2,3% in Australia e 2,1% in USA”.

Se la chemioterapia citotossica contribuisce alla sopravvivenza solamente nel 2% (media aritmetica) delle persone malate di tumore: cosa fa al rimanente 98%?
Lo studio continua specificando che: “due revisioni sistematiche di chemioterapia nel cancro al seno, metastatico o ricorrente, non sono stati capaci di dimostrare alcun beneficio di sopravvivenza”.
I ricercatori hanno concluso la ricerca affermando che: “in considerazione del minimo impatto della chemioterapia citotossica sulla sopravvivenza a 5 anni e la mancanza di un progresso importante negli ultimi 20 anni, segue che il maggior ruolo nella terapia citotossica è palliativa”.

Non è possibile riproporre tutti i dati pubblicati, ma il documento in originale è allegato al presente articolo.
Quello che interessa il caso del dottor Rossaro è il seguente:
– tumore al seno: lo studio ha analizzato 31.133 casi di persone e dopo 5 anni il numero di sopravvissuti, causa chemioterapia, era di 446 persone. Una percentuale di sopravvivenza pari a 1,4%!
– linfoma di Hodgkin, il numero dei casi studiati sono state 846, e dopo 5 anni i sopravvissuti, causa chemioterapia, erano 341. Con una percentuale statistica di sopravvivenza del 40,3%.

Stando a questi dati, le parole dei medici dell’accusa, secondo le quali le due persone con tumore al seno e linfoma H. avrebbero avuto “certezza assoluta” di guarigione, se solo si fossero rivolte alla medicina ortodossa, perdono completamente di significato, perché smentite dagli stessi dati ufficiali.
Ma il punto cruciale non è tanto la sopravvivenza o meno di una cura, la morbilità o mortalità, i dati statistici (facilmente manipolabili), ecc., il punto è: dove sta la libertà di scelta terapeutica da parte delle persone? da parte dei pazienti?
Può una persona, in grado di intendere e di volere, firmare il consenso informato (come nei casi del dottor Rossaro) ed essere libera di scegliere un percorso terapeutico piuttosto che un altro? Siamo o non siamo liberi come cita la Costituzione italiana?
NO! Stando alla sentenza di primo grado del Tribunale di Padova, questo non è possibile.
Bloccando le mani e l’operato di un medico, bloccano ovviamente la nostra libertà di essere seguiti in un percorso terapeutico!

I pazienti sono schiavi di un dogma scientifico, di un paradigma che non permette di scegliere, non permette una vera libertà di scelta terapeutica.
Entrambe le persone, purtroppo decedute, avevano scelto volontariamente di non intraprendere i protocolli ufficiali, e per questo avevano firmato il “consenso informato” (quello stesso che viene fatto firmare in tutti gli ospedali del mondo, togliendo la responsabilità agli operatori sanitari da eventuali danni e anche dalla morte causate da pratiche allopatiche errate: le cause iatrogene).
Addirittura uno dei due pazienti, oltre al consenso, aveva firmato di proprio pugno anche la dichiarazione (messa agli atti) di NON voler essere operata chirurgicamente! Ma questi documenti non valgono nulla per la legge italiana.

L’enorme e abissale differenza che c’è tra un medico che segue ed esegue i dettami delle case farmaceutiche, prescrivendo per il cancro i famosi protocolli: chemio e radioterapia, è che se il paziente muore (e vedremo che ogni anno sono centinaia di migliaia le vittime di questo sistema), va tutto bene, è tutto nella norma; se disgraziatamente, muore un paziente che NON ha voluto seguire tali protocolli, allora il medico che lo ha accompagnato, viene incriminato per omicidio colposo!
Dov’è la giustizia in tutto questo? dov’è il rispetto della volontà individuale e personale? dov’è la libertà del medico?

Ogni anno in Italia, oltre 255.000 persone vengono colpite dal tumore e ne muoiono, sempre ogni anno, circa 140-160.000.
Tutte queste persone ovviamente sono state seguite da un bravo medico oncologo e hanno fatto tutti i trattamenti ufficiali del caso.
Le parole rincuoranti e rassicuranti degli oncologi televisivi, che vanno dicendo che il cancro è stato sconfitto e debellato, che oggi si vive di più, sono facilmente smentibili dai dati epidemiologici. Oggi si continua a morire di cancro ogni giorno e più di prima!
L’incidenza del cancro infatti non lascia spazio a dubbi: si è passati da una persona su tre e stiamo andando verso una persona su due.

La domanda sorge spontanea: dov’è la “provata scientificità delle cure mediche”, tanto osannata da tutti i paladini della medicina, e decantata dall’accusa nei confronti del dottor Rossaro?
Dov’è la “provata scientificità” delle cure mediche ufficiali di fronte a 160.000 persone che muoiono ogni anno con atroci sofferenze nonostante, o forse per colpa, delle cure mediche stesse?
Forse questi 160.000 morti all’anno sono agnelli sacrificali usati nell’altare del paradigma vigente, totalmente gestito e controllato dalle case farmaceutiche, e in quanto tali, ammessi dalla scienza?

Nei trattamenti oncologici, le case farmaceutiche infatti giocano un ruolo fondamentale, perché i protocolli sono i trattamenti più costosi che esistano in tutto l’ambito medico.
Si riportano alcuni dati (Farmadati 2007) sui prezzi dei chemioterapici, quasi in toto pagati dal Sistema nazionale sanitario, e quindi dai cittadini con le tasse:

–        SORAFENIB della Bayer, 112 compresse costano 5.305 euro;

–        ERLOTINIB della Roche, 30 compresse costano 3.239 euro;

–        SUNITINIB della Pfizer, 30 compresse da 50 mg costano 8.714 euro.

–        PEMETREXED della Elli Lilly, 1 fiala endovena, costa 2.384 euro.

L’elenco è lunghissimo e questi farmaci vengono usati in cocktail, quindi un mix tra di loro, facendo lievitare il costo di un SOLO ciclo chemioterapico da circa 50.000 a 200.000 euro al mese per ogni singolo paziente!

I farmaci usati in oncologia, oltre essere i più costosi sono anche i più pericolosi per la salute umana. Lo dicono gli stessi enti ufficiali, come il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità.
Quest’ultimo per esempio definendo uno dei chemioterapici usati, la Procarbazina, dichiara che è: “cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.
Non solo, ma “numerosi chemioterapici antiblastici sono stati riconosciuti dalla I.A.R.C. (International Agency for Research on Cancer) come sostanze sicuramente cancerogene”.

Forse è questo il motivo per cui la maggior parte degli oncologi non si farebbe la chemioterapia?
Nel marzo 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney [1].
Alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia.
Il risultato fu a dir poco eclatante: l’81% degli oncologi che hanno risposto, in caso di tumore non si farebbero somministrare un chemioterapico, e addirittura il 73% di loro reputano le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”!
Ognuno tragga le proprie conclusioni…

Detto questo, però, tutti i medici al mondo che usano farmaci che possono indurre cancro e leucemia e provocare la morte stessa dei pazienti, sono assolutamente in regola, ma se un medico in Scienza e Coscienza utilizza, esclusivamente per volontà unica dei pazienti, altre procedure, meno tossiche, meno invalidanti e meno cancerogene, rischia la galera e la radiazione dall’albo.
Il mondo sta andando alla rovescia!

Non più morte, non più sofferenza a causa del cancro entro dieci anni. Ora siamo sicuri che entro il 2015 il cancro diventerà una malattia cronica”.

Concludo con le parole del dottor Andrew Von Eschenbach, direttore del National Cancer Institute, uno dei più importanti centri al mondo per la ricerca sul cancro. Parole dalle quali si evince che l’obiettivo (forse?) non è quello di sconfiggere il cancro, ma farlo diventare una malattia cronica, da curare con farmaci per tutta la vita. Per la gioia dei padroni.

Chiaramente il dottor Paolo Rossaro è il capro espiatorio di un sistema, un establishment potentissimo, che vuole denigrare, spaventare e intimidire, soggiogandoli ai dettami delle corporation della chimica e farmaceutica, tutti quei medici coraggiosi e coscienziosi che mettono la salute delle persone prima degli interessi economici.
Colpisci uno per educarne cento, è il loro motto!
E allora
dieci, cento, mille Uomini e Medici come Paolo Rossaro, liberi di seguire in Scienza e Coscienza la vera Ars Medica: l’Arte Medica, iniziata dal grandissimo Ippocrate venticinque secoli fa. L’Arte di seguire le volontà delle persone, accompagnandole amorevolmente per mano, in un percorso terapeutico adatto e idoneo, rispettando la natura e le volontà dell’uomo, e soprattutto ricordando il precetto ippocratico per eccellenza, quello purtroppo più dimenticato dalla medicina ortodossa: “Primum Non Nocere”.

Documento originale Clinical Oncology (formato Pdf)

[1]Inchiesta sui servizi e nelle opzioni di trattamento di persone con cancro”, Cancer Information & Support Society, del St Leonards di Sydney. http://www.aph.gov.au/Senate/committee/clac_ctte/completed_inquiries/2004-07/cancer/submissions/sub15.pdf. Parliament of Australia.

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Giuramento di Ippocrate
(versione antica)

 Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest’arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, nè suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro”.

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Vaccini vs Autismo: La lettera di un avvocato


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Vaccini vs Autismo, La lettera di un avvocato

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Spettabili Redazioni di Rainews 24 e di Ippocrate,
vi scrivo, rispettivamente, in qualità di padre di un bimbo che ha sviluppato una “encefalopatia post-vaccinica con quadro clinico della sindrome autistica, come vicepresidente del Comitato Montinari Umbria Onlus ed infine come legale che da anni si batte in tutta Italia per la tutela dei soggetti danneggiati dalle vaccinazioni, per lamentare quanto segue.
La trasmissione di Ippocrate – Il diritto alla salute, di alcuni giorni orsono ha lasciato me e migliaia di famiglie italiane danneggiate dalle vaccinazioni e soprattutto dal vaccino MMR Morupar assolutamente sgomenti sia per i contenuti che per i toni utilizzati non solo dalla Dirigente del Ministero della Salute (che tutela gli interessi del suo datore di lavoro- Ministero, dimenticando quelli dei suoi tanti datori di lavoro – i contribuenti) ma soprattutto dal conduttore.

La sola circostanza che la trasmissione prevedesse la partecipazione, come unico ospite, del Ministero della Salute senza alcun altro interlocutore a rappresentare l’opinione ripresa dal Tribunale di Rimini sarebbe dovuta essere già di per sè sufficiente a consigliare ad un conduttore che sapesse fare il proprio mestiere di mantenersi quanto meno “neutrale” rispetto alle tesi prospettate dall’ospite anzichè sposarle integralmente ed anzi fungere da “suggeritore”. Soprattutto perchè tali tesi sono nella stragrande maggioranza dei casi non veritiere e per il resto parziali.

In primo luogo la trasmissione è stata estremamente offensiva nei confronti di un magistrato che ha svolto con professionalità il proprio lavoro e che non ha avuto la possibilità di replicare di frinte ad attacchi gratuiti quanto ingiustificati. Il Giudice, contrariamente a quanto possa pensare chi non conosce certi meccanismi giuridici (o fa finta di non conoscerli) non ha preso una decisione “in barba” alla non meglio precisata “comunità scientifica nazionale ed internazionale” in quanto:

1). il Giudice ha basato il suo giudizio sulla Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) redatta da un medico di sua fiducia oltre che sulle consulenze Tecniche di Parte (CTP) redatte da altri medici tra le quali, è bene ricordarlo, quella del Dott. Massimo Montinari per la famiglia del bimbo.

2). la potenziale dannosità delle vaccinazioni è conosciuta da sempre e riportata in centinaia di testi (anche universitari), pubblicazioni, articoli e ricerche scientifiche per cui insistere sul contrario appare francamente ridicolo. Se in tutto il mondo civile esistono leggi che indennizzano il danno da vaccino è del tutto evidente che i vaccini possano arrecare danni; non mi è ancora capitato di trovare una normativa che indennizzi il danno da “acqua fresca”! Perché negli USA si sarebbero presi la briga di creare ben tre enti per il controllo del danno (FDA, CDC e VAERS), avrebbero creato le tabelle del Vaccine Advers Event Reporting System relative sia alla tipologia di danno che può conseguire da ogni singolo tipo di vaccino sia ai tempi di latenza, ed infine avrebbero creato un apposito tribunale speciale ove dirottare tutte le cause di risarcimento danni?

Persino le Commissioni Mediche Ospedaliere (CMO) deputate al riconoscimento del danno da vaccino parlano di “…episodi probativi per una qualsivoglia ripercussione organica focale e/o generalizzata a carico del sistema nervoso centrale o periferico, che costituiscono le comuni riconosciute complicanze post-vaccinali”

3). ogni qual volta si parla di danno da vaccino gli “esperti” si limitano a citare unicamente quanto accaduto al Dott. Wakefield tralasciando alcuni non trascurabili particolari tra i quali:

a. lo studio del medico inglese è stato messo all’indice per presunte violazioni relative alle procedure seguite e non perché vi fossero prove della sua non rispondenza a verità; tanto è vero che, ad oggi, le tesi del Dott. Wakefield in merito alla correlazione tra vaccinazione MMR, mercurio e danni a livello nerurologico-immunitario da una parte e quelle legate alle problematiche gastrointestinali che affliggono i soggetti autistici denominate “enterocolite autistica” o “Gluten sensitivity” dall’altra non solo non sono state sconfessate ma sono state addirittura confermate da una serie di studi successivi; evidentemente non era poi così falso!

b. è in corso la revisione dell’intera vicenda anche il considerazione dello scandalo relativo ai falsi scoop che ha colpito i media facenti capo al magnate Murdoch nel luglio 2011, tra i quali quel Sunday Times presso il quale lavorava il giornalista Brian Deer, autore del “presunto scoop” che ha portato all’incriminazione del Dott. Wakefield tanto è vero che il giornalista è stato denunciato e che il Prof. John Walker-Smith, all’epoca collaboratore del Dott. Wakefield, nello scorso mese di marzo è stato riabilitato dalla High Court of London. Vale la pena ricordare come lo stesso giornale nel 1978 fu implicato in un altro falso scoop relativo agli altrettanto falsi diari di Hitler; errare è umano, perseverare…

4). I detrattori della sentenza dimostrano una scarsa – per non dire nulla – conoscenza dei progressi scientifici degli ultimi anni sulla materia, tra i quali le accertate correlazioni tra virus attivi e danni neurologico-immunitari che si palesano in tutta una serie di gravissime patologie; in questo senso, tra gli altri, gli studi del premio Nobel 2008, Prof. Luc Montagnier, sullo stress ossidativo e sulla possibile correlazione tra virus e gravissime patologie come il morbo di Alzheimer, quello di Parkinson, l’Autismo etc.

5). Gli stessi detrattori, così poco aggiornati sulla materia a loro più affine, dimostrano ancor minor conoscenza di quanto previsto dalla legge 210/92 sull’indennizzo per danno da vaccino relativamente ai poteri conferiti al Giudice. In primo luogo, trattandosi di materia assistenziale, dovendosi contemperare l’interesse della comunità (?) ad una copertura vaccinale di massa che – come per gli animali – non prevede esami preventivi tesi a verificare la potenziale dannosità del farmaco, con la possibilità di arrecare danni a taluni soggetti intesi come “vittime innocenti” di una guerra che non hanno né dichiarato né voluto combattere, il legislatore prima e quindi la giurisprudenza hanno previsto che l’indennizzo possa essere riconosciuto anche in mancanza di una precisa e puntuale prova della correlazione dovendo rispondere ad una sorta di “solidarietà sociale”. Quindi, trattandosi di materia per la quale è oggettivamente difficile riuscire ad addivenire ad una certezza assoluta dell’accaduto, è data la possibilità al Giudice di valutare l’accaduto sulla scorta di una serie di criteri la presenza dei quali possano far ritenere la correlazione vaccinazione-danno “più probabile che non”.

E pensare che certi professori dovrebbero sapere che, prima di parlare e di scrivere, sarebbe il caso di studiare ed informarsi!

6). Fortunatamente, la tanto vituperata sentenza del Tribunale di Rimini, contrariamente a quanto erroneamente ritenuto dai suoi critici, non è stata certo la prima e (speriamo) non sarà l’ultima non solo ad aver riconosciuto la correlazione tra vaccinazione e danno in generale ma soprattutto tra vaccinazione e quello che viene impropriamente quanto semplicisticamente definito “Autismo”. Negli ultimi anni, infatti, si sono succedute tutta una serie di sentenze da parte della magistratura di ogni tipo: dalla Corte Costituzionale alla Corte di Cassazione, dalle Corti d’Appello (Milano, L’Aquila etc.) ai Tribunali (Milano, Napoli, Livorno, Genova, Busto Arsizio, Ravenna, Venezia, Ascoli Piceno etc.) e, indirettamente, persino TAR e Corte dei Conti.

Evidentemente, anche in questo caso, come relativamente ai progressi scientifici, i “critici” di cui sopra erano troppo distratti da altri interessi per accorgersi di ciò che stava avvenendo. In tal caso, però, non ci si può esimere dal rilevare come sia oggettivamente difficile nutrire una qualche forma di fiducia in soggetti i quali, benché autodichiaratisi “…figure di elevato prestigio dell’Igiene e della Sanita’ Pubblica, della Medicina Generale, della Pediatria territoriale-ospedaliera ed universitaria facenti capo a Societa’ Scientifiche ed Associazioni Mediche…”, si dimostrino così poco attenti al mondo che ruota loro intorno; e pensare che questi dovrebbero essere “i migliori” e che – come oramai divenuto un pessimo uso in questo disastrato Paese, mutuato da certi politicanti – vorrebbero addirittura ergersi a giudici dei giudici!

Perché quindi così tanto accanimento contro una sentenza che non ha detto nulla di più o di diverso da altre precedenti? Probabilmente perché, alla luce della mutata consapevolezza dei rischi collegati alle vaccinazioni in capo a buona parte della popolazione[1], per la prima volta certi “interessi” e certe “certezze” iniziano a scricchiolare; da qui la forte controffensiva messa in piedi negli ultimi mesi dalle multinazionali del farmaco unitamente al Ministero della Salute ed al Servizio Sanitario nazionale per evitare questo continuo “smottamento”.

Riflettendo ancora sulla “violenza dell’intervento” e sul citato “interesse per la vita”, viene naturale chiedersi dove fossero questi luminari quando case farmaceutiche, Ministero della Salute, Agenzia Italiana del Farmaco etc. immettevano frettolosamente in commercio farmaci e vaccini risultati dannosi per la salute[2]; dove fossero quando il nostro Paese disattendeva le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in tema di sospensione della vaccinazione antipolio a partire dal 2000[3]; dove fossero quando i medici e paramedici vaccinatori non rispettavano le direttive dei vari Piani Nazionali Vaccinazioni relativamente all’obbligo di informare sui possibili rischi correlati alle vaccinazioni; dove fossero quando personale medico e paramedico non effettuava la prevista accurata anamnesi pre-vaccinale; dove fossero quando migliaia di famiglie si recavano dai propri pediatri o presso i vari servizi di Pronto Soccorso per lamentare nei propri figli febbri altissime e persistenti, crisi epilettiche, problemi neurologici, gravi erezioni cutanee, crisi respiratorie, pianto persistente, problemi gastrointestinali, insorgenza di sintomatologie corrispondenti alle forme virali appena iniettate etc. ottenendo, anziché una denuncia di reazione avversa a vaccino, la semplice risposta “non è nulla, gli dia una tachipirina e tutto passa” per poi ritrovarsi a distanza di ore o giorni il figlio esanime tra le braccia oppure gravemente disabile!

Continuando con le citazioni, Oscar Wilde diceva che la necessità di voler (dover) parlare per forza e la mancanza di argomenti validi è sempre fonte di disastri.

In questo caso, si sarebbero potuti risparmiare ogni commento anche se è facile comprendere come in certi ambienti sentano via via franare sotto di loro il terreno; d’altra parte, ogni castello costruito artificiosamente sulle fondamenta instabili della menzogna e dell’ignoranza è destinato a crollare!

Dispiace solo che i mass media, come nel caso di specie la Vostra trasmissione, si prestino a cercare di “salvare” tale castello dal meritato crollo.

Confido che Vogliate consentirci la necessaria replica nell’ambito della Vostra programmazione

Avv. Roberto Mastalia

[1] Uno studio del 2011 commissionato da Sanofi Pasteur MSD, riportato da un articolo di Altroconsumo, ha accertato come oltre il 90% dei soggetti che trattano l’argomento vaccinazioni in internet nell’ambito di forum e social network ne parla in maniera fortemente negativa.

[2] Sintomatica a tal proposito la storia del vaccino MMR in generale e del MMR Morupar in particolare che si riporta qui di seguito.

[3] L’OMS ha deciso da anni la graduale sospensione della vaccinazione antipolio a partire dal 2000. Inspiegabilmente, nonostante in Italia l’ultimo caso di polio sia del 1982, il Ministero della Salute ha deciso di attendere fino al 2003-2004; siamo nel 2012 ed è rimasto tutto invariato!

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Dopo la sentenza del tribunale di Rimini trema la casta italiana dei vaccini

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Fabio

on 16.04.12 11:07 |

Prima di leggere questo testo, ti consigliamo la lettura dell’articolo: “Vaccini, sentenza del tribunale di Rimini crea un terremoto nel mondo scientifico” (Si tratta della sentenza che ha riconosciuto un indennizzo alla famiglia di un bimbo autistico, che aveva fatto il vaccino…)

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Dopo la recente sentenza del Tribunale di Rimini che è tornata ad associare la vaccinazione anti Morbillo-Parotite-Rosolia [MPR] alla Sindrome di Kanner, meglio nota come Autismo, tornano alla luce i tanti problemi e le tante contraddizioni del nostro Servizio Sanitario Nazionale, ben visibili nel consumo e nell’abuso di farmaci, nelle molte ombre sui vaccini, nei casi di cronaca che hanno sconvolto l’Agenzia Italiana del Farmaco, nella ricerca.

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QUANDO A VINCERE E’ SEMPRE IL VIL DENARO – 3D, vietato ai minori di 3 anni

Il Codacons chiedeva la messa al bando degli occhialini attualmente usati nei cinema e, in sostituzione, fossero imposti quelli ‘monouso’. Risultato? Il Tar ammette. si, che l’uso degli attuali occhialini non sia igienico (quindi raccomanda l’accurata disinfezione dopo ogni uso), ma anche che fanno male alla salute, ma solo ai bambini dai 3 anni in giù, abbassando la soglia che era fissata ai 6 anni… Strana giustizia, che guarda esclusivamente la ‘carta’ d’identità e non ha a cuore la salute della popolazione, ma solo del portafoglio dei notissimi pochi…

mauro

3D, vietato ai minori di 3 anni

Il TAR del Lazio ha confermato la pericolosità degli occhialini da utilizzare al cinema, ma ha delimitato il rischio. Fanno male solo ai bambini più piccoli

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di Claudio Tamburrino

Claudio Tamburrino
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Roma – Gli occhialini 3D impiegati nei cinema saranno proibiti ai minori di 3 anni: si abbassa l’asticella del divieto prima prevista fino ai 6.
Il TAR del Lazio si è espresso sul ricorso presentato da Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e da una sala cinematografica di Roma, con cui si chiedeva l’annullamento della circolare del Ministero della Salute e il parete del Consiglio Superiore di Sanità circa i limiti associati all’impiego degli occhialini necessari per vedere i film in 3D.

Il giudice amministrativo per la sentenza ha tuttavia deciso di attenersi a quanto comunicato dal Ministero della Salute, che fornisce indicazioni precise circa le informazioni che le sale cinematografiche devono dare al pubblico sia rispetto al tipo di prodotto si rispetto alla pulizia che devono condurre per assicurarne l’utilizzo.

Nella sentenza il Tribunale ha ribadito poi che vi sono rischi per la salute derivanti dall’utilizzo della tecnologia impiegata per la visione in tre dimensioni, ma ha abbassato l’età sotto la quale è proibito il suo impiego dai 6 ai 3 anni: un limite che rappresenta secondo il giudice “una totale garanzia per la salute dello spettatore della cinematografia 3D”.

Anec si è detta insoddisfatta della decisione e ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. Ad accogliere la sentenza favorevolmente è invece Codacons che parla di una decisione del TAR che vincola “le sale cinematografiche di tutta Italia ad attenersi a quanto stabilito dal Ministero, e quindi ad informare correttamente gli spettatori e seguire precisi protocolli di pulizia e disinfezione degli occhialini. In virtù di tale sentenza, i cinema che non si atterranno a tali indicazioni verranno denunciati nelle sedi competenti”. Il presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi parla inoltre dell’opportunità di estendere tali precauzioni anche in altri ambiti: “Il divieto di utilizzo di occhialini per i minori di anni 3 deve essere esteso anche alle abitazioni private, dove il 3D è arrivato grazie ai televisori di ultimissima generazione”.

Il dibattito sulla tecnologia 3D resta peraltro aperto: in contrapposizione all’opinione del Ministero della salute italiana, si sono espressi negli ultimi tempi diversi studi e anche il presidente della Società Oftalmologica Italiana, Matteo Piovella, che ha detto che “gli occhiali 3D non comportano rischi per la salute, né per ipotizzati problemi agli occhi né per i rischi di contagio per la scarsa igiene”.

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Claudio Tamburrino

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