Uno studio del BMJ dimostra che il vaccino DTP uccide


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Uno studio del BMJ dimostra che il vaccino DTP uccide

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Dove sono gli studi che dimostrano la sicurezza dei vaccini? Apparentemente sono nella fantasia di chi dai vaccini ne trae profitto. Questo studio, come altri precedenti dimostra chiaramente che il vaccino trivalente DTP uccide le neonate.

Il vaccino DTP e stato chiaramente documentato come killer in uno studio pubblicato sul British Medical Journal. E’ stato dimostrato che bambine sane e ben nutrite sottoposte al vaccino DTP hanno un tasso di mortalità superiore a bambine con una nutrizione carente che non sono state sottoposte al vaccino. Il vaccino Difterite-Tetano-Pertosse è un killer.

Gli autori hanno utilizzato varie tecniche statistiche che tendono a oscurare i risultati. Hanno riportato tassi di mortalità relativi, che è la misura del rapporto tra le probabilità di un risultato contro un altro. Nonostante il, tentativo di oscurare i risultati, non sono riusciti ad evitare di dire la verità e hanno concluso:

Sorprendentemente, nonostante i bambini con il miglior stato nutrizionale siano stati vaccinati precocemente, la vaccinazione DTP è stata associata all’incremento della mortalità delle bambine.

Le bambine vaccinate hanno un tasso di mortalità triplicato rispetto a quello che sarebbe stato senza il vaccino.

La copertura dell’OMS

L’introduzione dello studio sottolinea che l’immissione precoce del vaccino DTP in Guinea-Bisseau (direttamente a sud del Senegal in Africa) “è stata associata a un incremento dell’84% della mortalità”. Allora l’OMS sponsorizzò diversi gruppi per rianalizzare i dati esistenti, ma tutti hanno ancora riferito “che il vaccino DTP ha avuto importanti effetti benefici”. Tuttavia gli autori affermano che:

In contrasto abbiamo continuato a trovare effetti negativi della DTP per le bambine in Gambia, Senegal, Ghana, Sudan, Congo e Malawi

Si noti che l’OMS ha utilizzato vecchi dati raccolti in protocolli non dichiarati, e che l’OMS ha speso ingenti somme di denaro per vaccinare le persone piuttosto che fornire cibo adeguato, acqua e servizi igienico-sanitari, in particolare ad Haiti. Incredibilmente, l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che “la fornitura di acqua sufficiente e sicura e la sanificazione non sono compiti del settore salute”.(2) E’ stato scoperto che L’OMS ha un conflitto di interessi con Big Pharma, un conflitto che ha infettato le loro politiche, in particolare il loro terrorizzare ed esercitare pressioni a favore della vaccinazione contro l’influenza suina.(3) Non ci sorprende che l’OMS non abbia avviato un nuovo studio con un gruppo di controllo. Tuttavia, gli autori di questo studio lo hanno fatto.

Risultati dello studio

La Dott.ssa. Meryl Nass riporta i risultati di questo studio:(4)

Prendendo in considerazione lo stato nutrizionale, bambini vaccinati con DTP, specialmente le femmine, hanno una mortalità tre volte più elevata tra i 2 e 6 mesi di età.

Lo stato nutrizionale è stato un forte fattore di mortalità tra i maschi ma non tra le femmine.

C’è una continua contraddizione tra gli studi sul DTP da paesi a basso reddito e la politica attuale.

 

Per quanto riguarda lo stato nutrizionale, i bambini meglio nutriti sono stati vaccinati prima di quelli mal nutriti, ma morirono comunque in percentuale maggiore!

La Dott.ssa Nass riferisce inoltre che le informazioni nello studio sembrano indicare che i bambini maschi vaccinati morirono anche ad un tasso maggiore rispetto ai non vaccinati, ma lo studio sembra vago su questo punto. (Come già notato, il metodo statistico utilizzato per riportare risultati tende ad oscurare piuttosto che illuminare).

Implicazioni nel mondo industrializzato

Non abbiamo studi sui tassi di mortalità da vaccinazioni che sono stati fatti nel mondo industrializzato. Le scuse utilizzate sono duplici:

Si rifiutano di fare studi controllati in modo casuale con la falsa dichiarazione che non sarebbe etico privare i “benefici” dei vaccini ad alcuni bambini. Si! i benefici che non sono mai stati documentati — e ora sembrano essere, nella migliore delle ipotesi inesistenti — non sono testati perché sarebbe sbagliato testarli. Può essere un ragionamento più elusivo e disonesto?

Eludono gli studi dai risultati effettivi utilizzando una controfigura: lo sviluppo di anticorpi. Il problema è che gli anticorpi sono semplicemente i marcatori per l’immunità. Non sono l’immunità stessa, in quanto nessuno sa in cosa consista il peso adeguato di un anticorpo. È semplicemente un livello presunto. I livelli di anticorpi non ci dicono se si è sviluppata immunità alla malattia.

 

Abbiamo prove chiare ed evidenti pubblicate su riviste mediche che documentano che il vaccino DTP uccide. Qual è la risposta ufficiale a queste informazioni

Non c’è stata. Questo studio e quelli precedenti, erano stati inizialmente accolti con un po’ di finto interesse. Sono stati eseguiti pseudo studi utilizzando dati insufficienti da studi precedenti, che non erano stati progettati per trovare queste informazioni. Naturalmente, i risultati erano come desideravano, e portavano alla dichiarazione che il vaccino DTP non causa danni.

Nonostante i migliori piani da sempre elaborati per nascondere la verità sui vaccini contro Difterite-Tetano-Pertosse, ora è chiaramente evidenziato. La nuova varietà acellulare, DTaP, potrebbe o non potrebbe essere più sicura. Come facciamo a saperlo? Come può chiunque giustificare l’utilizzo del vaccino DTP, che chiaramente è un assassino, nei paesi poveri? Dove sono gli studi che dimostrarano la sicurezza del più recente vaccino DTaP?

Ah è vero: sono nello stesso posto degli studi sulla sicurezza del DTP nella fantasia di chi trae profitto dai vaccini.

 

Riferimenti:

(1) Early diphtheria-tetanus-pertussis vaccination associated with higher female mortality and no difference in male mortality in a cohort of low birthweight children: an observational study within a randomised trial (Arch Dis Child doi:10.1136/archdischild-2011-300646)

(2) Mass Vaccinations in Haiti

(3) Swine flu taskforce’s links to vaccine giant: More than half the experts fighting the ‘pandemic’ have ties to drug firms

(4) Meryl Nass, MD’s report on the study, Early diphtheria-tetanus-pertussis vaccination associated with higher female mortality and no difference in male mortality/ Arch Disease Childhood

Fonte: Gaia Health
Traduzione a cura di La Leva di Archimede
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fonte laleva.org

Tumori. La chemioterapia può favorire la proliferazione di cellule cancerogene farmaco-resistenti

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Tumori. La chemioterapia può favorire la proliferazione di cellule cancerogene farmaco-resistenti

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(ANSA) – WASHINGTON, 6 AGO – La chemioterapia mirata a distruggere le cellule cancerose nei pazienti colpiti da tumore puo’ avere un effetto inverso al desiderato, ossia aumentare i rischi di una ‘ricrescita veloce’ della neoplasia che a quel punto non risponde piu’ ai trattamenti . A fare la “completamente inattesa scoperta” e’ stato un team di scienziati del Fred Hutchinson cancer center di Seattle: i ricercatori hanno osservato che la chemioterapia non solo come e’ noto uccide le cellule che si dividono velocemente – ossia quelle cancerose – ma crea al tempo stesso danni nelle cellule sane,inducendo la secrezione della proteina WNT16B che ‘sostiene’ la crescita delle cellule tumorali. Il meccanismo osservato in campioni di tessuto sia sano che malato prelevati da pazienti colpiti dai tumori della prostata, del seno e delle ovaie, consiste nella aumentata secrezione della proteina da parte delle cellule sane che circondano il cancro. La “WNT16B” viene quindi ‘agganciata’ dalle cellule tumorali che inziano a crescere nuovamente. “L’incremento di questa proteina e’ stato un risultato decisamente inatteso – ha detto l’autore della ricerca Peter Nelson – ma i nostri test mostrano che ‘WNT16B’, una volta secreta, interagisce con le cellule tumorali vicine causandone la crescita, l’invasione di aree circostanti e la resistenza a future terapie”. “I nostri risultati – si legge nel rapporto pubblicato su ‘Nature Medicine’ – illustrano come siano i danni nelle cellule sane causati dalla chemioterapia che possono contrbuire direttamente al ritorno del tumore”.(ANSA)

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fonte unita.it

ANCHE TU SEI UN DUPE? – La fabbrica degli imbecilli

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La fabbrica degli imbecilli

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Il titolo non è un remake del detto: “La mamma degli imbecilli è sempre incinta”.Avendo comunque usato un termine così crudo, una premessa è doverosa.Nessuno deve sentire come indirizzato a sé il contenuto dell’articolo, non è a questo scopo per cui lo scrivo e dare dell’imbecille a qualcuno è l’ultima delle mie intenzioni.Una delle definizioni del termine della lingua italiana imbecille viene normalmente usata come insulto, dicasi di persona ritenuta poco intelligente, o che fa cose stupide.

Quella a cui mi riferisco è in realtà un tentativo di tradurre una definizione particolare del termine della lingua inglese “dupe” difficilmente riscontrabile nei dizionari, che oltre a significare babbeo, gonzo, sempliciotto, stupido e appunto imbecille, ha un preciso significato che nientemeno è un prerequisito per la costituzione di un nuovo ordine mondiale, con tanto di cultura globale piatta piatta, livellata, unificata.

Il Dupe

La definizione è spesso omessa nei dizionari, ma molto frequentemente usata colloquialmente, e mai in comunicati scritti, negli ambienti delle PR, del Marketing e della Propaganda. E’ un termine per gli addetti ai lavori nato prima negli Stati Uniti e poi diffuso a livello internazionale a seguito della globalizzazione in atto sul pianeta.

Dupe:

Un individuo che stato fatto diventare fautore di insiemi di concetti prefabbricati, consapevolmente quando il dupe agisce per vantaggio personale, oppure senza che ne sia consapevole, acquisendo la sua fiducia cieca e approvazione incondizionata con artifici e menzogne credibili o spin*, o con l’aiuto di prove indotte, generalmente false o per lo meno ambigue e contorte.

*Spin:

una particolare interpretazione di fatti o eventi, non necessariamente veritiera (come quelle usate dai politici per influenzare “l’opinione pubblica”)

Spin doctor:

una persona delle pubbliche relazioni che cerca di contrastare pubblicità sfavorevole fornendo una interpretazione favorevole di parole o azioni di una società, di un politico o di una persona famosa. Gli argomenti promossi a difesa possono essere anche completamente falsi.

Il dupe è uno strumento necessario per la diffusione di una linea ideologica, di mercato o politica, oltre che per creare un pubblico favorevole per il raggiungimento di fini specifici.

Il dupe o imbecille, nel gergo di quegli ambienti, è un ruolo, una parte in cui vengono fatte entrare delle persone adattabili, in maniera consapevole o meno, al fine di promuovere prodotti, servizi, stili di vita, culture sintetiche per creare una società sintetica costituita da individui con una personalità altrettanto sintetica.

Abbiamo a che fare con due tipi di dupe.

Uno è il dupe consapevole, ovvero la persona che sa che gli stanno raccontando una storia e che può trarre del profitto diffondendola al vasto pubblico.

L’altro è il dupe inconsapevole, quello più genuino, perché non c’è nessuna predeterminazione nel suo operato, ma crede veramente alla storia che gli raccontano e con ingenuità infantile cerca di trasmetterla ad altri con la passione di chi ha un proprio credo per cui fare proseliti e da difendere strenuamente.

Questo tipo di dupe è quello preferito dai padroni del mondo perché non costa assolutamente nulla e la sua opera non termina mai, a meno che la sua mente non venga prima liberata dalle false credenze indotte. Diversamente il dupe genuino nemmeno si porrà la domanda se quello che sostiene con fervente ardore sia vero o falso. Non è un infiltrato, ma dati disinformanti agiscono da infiltrati nella sua mente.

L’altro dupe invece è costoso, in quanto è specializzato, ha anche qualcosa della talpa, dell’infiltrato, sa cosa deve dire e fare, e cosa non dire e non fare, ma è altrettanto necessario soprattutto nelle emergenze, quando c’è da rafforzare una tesi che sta traballando a causa di verità o consapevolezze emergenti che potrebbero ledere interessi che si stanno proteggendo.

Per esempio, diventa sempre più noto che una dieta a base principalmente di frutta e verdura, come la dieta senza muco, con esclusione di prodotti animali, migliora la salute. Il consumo di tali prodotti diminuisce e questo compromette il mercato, sempre per esempio, dei prodotti caseari.

Qualcuno dello staff di un fantomatico ufficio che si occupa di osservare le statistiche dei consumi avverte l’ufficio marketing dell’industria interessata che le statistiche dei latticini sono in crescente calo da tre settimane. Lo staff dell’ufficio del marketing avverte l’ufficio del PR e lo informa della situazione. L’omino delle PR chiama il dirigente dell’agenzia che ha la concessione per la pubblicità sui media, lo informa del problema e gli dice, telefonicamente: “Activate a dupe!” o se la situazione è davvero critica: “Activate all the dupes”.

Nel primo caso, che potrebbe essere tradotto in questo modo:”Metti in moto un imbecille”, in italiano non suona molto bene, ma nell’ambiente della propaganda è quasi un termine tecnico, l’agenzia di pubblicità contatta la redazione di una TV, prenota uno spazio per inserire qualcosa tipo la “Risposta dell’esperto” per mettere in onda lo spin* appropriato. Il responsabile della rubrica “Salute&Benessere” chiama un’ipotetica associazione dei dietologi o dietisti (qual’è poi la differenza?) chiedendo di mandare un esperto ( il termine dupe scompare a un certo punto della linea) che possa confutare teorie strambe in circolazione, che stanno disturbando il corretto andamento del mercato. Al prescelto, il dupe di turno, vengono forniti tutti i dati e quando si presenta in televisione alla domanda “Cosa pensa della dieta senza muco?”, risponderà, creando allarmismo, che una dieta principalmente a base di frutta contiene fruttosio in eccesso e questo può portare all’insorgenza del diabete e in più, senza un adeguato consumo di latticini, in breve tempo la carenza di calcio che si produrrebbe escludendo i prodotti caseari dalla proria dieta alimentare farebbe insorgere l’osteoporosi.

Suona molto bene vero? E fa senso a leggerlo e ancor di più a sentirlo uscire dalla bocca di un Dott. Prof. Ecc. in camice bianco. Ed è assolutamente falso, anche se sono sicuro che uno scienziato sarebbe capace di fare venire il diabete a un ratto nutrendolo con fruttosio sintetico per via endovenosa per un mese e dire al cliente: ”Ecco il risultato che mi ha chiesto di produrre: ”Troppo fruttosio fa venire il diabete”. E qualcosa di simile l’hanno pure fatto.

Il comunicato può anche variare, dipende da chi paga, l’industria latteo casearia, piuttosto che quella della carne o della pasta, ma lo scopo è fornire, a seguito di ogni contestazione dei loro prodotti, prove contrarie provenienti da ricerche pilotate ad hoc.

Una volta sentito il comunicato dalla TV, il dupe genuino, spontaneo, sicuro che tutto ciò che esce dalla bocca di un’Autorità o Esperto sia la sacrosanta verità, andrà in giro per tutto il web scrivendo su blogs e forums o rovinerà la pausa caffè ai colleghi informandoli con entusiasmo di non mangiare assolutamente frutta perché troppo fruttosio fa venire il diabete e di mangiare anche il gorgonzola a colazione assieme alla brioche e il cappuccino altrimenti ti viene l’osteoporosi, lo ha detto ieri sera la televisione!

In una situazione considerata più grave potrebbero venire attivati dupes su più fronti per rafforzare la tesi contraria a quella sostenuta da terzi, e nella condizione attuale in cui si trova la società vince la tesi o parte che ha più fonti da fornire. Che poi dicano cose assolutamente false è completamente irrilevante, quello che conta è l’impatto numerico.

Ci sono anche dei dupes eccellenti, a capo di associazioni note per essere fonti di disinformazione che diventano essi stessi vittime delle bugie che diffondono, come il presidente dell’AMA (American Medical Association), Ron Davis a cui è stato diagnosticato il cancro al pancreas e, coerentemente con la linea promossa dall’associazione di cui è presidente, si sottoporrà alla chemioterapia, negando a se stesso ogni ulteriore possibilità di salvezza. Questo è il comunicato ufficiale diffuso dall’AMA:

(La pagina è stata rimossa, ma a suo tempo, conoscendo i tipi, ho salvato uno screenshot)

AMA president Ron Davis MD diagnosed with serious form of cancer

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Purtroppo al momento di questa revisione dell’articolo è ormai deceduto dopo essere stato sottoposto al martirio della chemioterapia.

Potere e profitto in una civiltà sintetica

signori del mondoCi si potrebbe domandare perché esistano persone impegnate nell’ingannare i loro simili fino a questo punto. (In effetti non li considerano loro simili, considerando se stessi un’élite). La ragione ha a che fare con il controllo deviato per il profitto indiscriminato.

I dupes sono lo strumento dei signori del mondo per controllare la popolazione mondiale. E’ un controllo aberrato che viene perpetrato con l’ausilio della menzogna. Riempire la mente di dati falsi rende le persone incapaci di valutare. Ogni cosa che ascolti o leggi nei vari media viene riportata in modo falso, non obbiettivo.

Miriadi di teorie scientifiche sono false o inconcludenti. La scienza medica eccelle in questo, la scienza dell’alimentazione, ammesso che esista una tale scienza, arriva seconda.

La pubblicità è assolutamente menzognera e per quanto possa essere irrilevante quando dice che un detersivo lava più bianco di un altro, quando invece afferma che un prodotto alimentare lavorato industrialmente, biologicamente morto o morente, con conservanti e altri additivi aggiunti, protegge il sistema immunitario, inganna illudendo le persone riguardo alla loro salute.

Tutta questa civiltà è falsa, non c’è un settore libero dalla menzogna, se non piccole nicchie ignorate dai media o persino oscurate, ogni cosa è stata alterata per farla diventare un mondo di favole in cui individui privi di certezze reali vivono una vita falsa.

Quando un essere è consapevole della propria essenza spirituale vede le cose e il mondo come sono veramente ed è impossibile ingannarlo, ed è questa la ragione per cui i signori del mondo intendono ridurlo al pari di uno zombie

Il modo di farlo è quello di privare gli individui dei principi etici e della consapevolezza della loro vera essenza spirituale sostituendoli gradualmente con i principi del più solido materialismo.

Le notizie, anzi le cattive notizie, diffuse dai telegiornali vengono messe in onda solo per instaurare una stato di malessere nella società, il dovere di cronaca è in realtà un servizio a pagamento e che è suscettibile agli interessi in gioco.

Per esempio si parla pochissimo della violazione dei diritti umani da parte del governo cinese, per timore dei politici di irritarlo e che senza la Cina non potremo più trovare nemmeno un cacciavite in ferramenta. Viene invece steso il tappeto rosso alle Olimpiadi. Gli interessi coinvolti nelle Olimpiadi, rendono molto più redditizio parlarne. I diritti umani non pagano ed è politicamente corretto farne solo qualche piccolo accenno scaglionato nel tempo, per dire all’occorrenza: “Ne abbiamo sempre parlato, il governo ci tiene particolarmente al rispetto dei diritti umani”.

Le varie rubriche scientifiche servono per iniettare continuamente nella società il siero della disinformazione, proponendo cure farmacologiche per malattie che sono il risultato di stili di vita proposti dagli stessi media. Sono molto ben studiati questi programmi perché le affermazioni degli “esperti” sembrano avere molto buon senso. Alla domanda che viene fatta dal conduttore seguendo un copione già scritto, tipo: ”Lei cosa consiglierebbe per combattere questa malattia?”, l’esperto, seguendo anch’egli fedelmente il suo copione che ormai conosce a memoria, risponde: ”Innanzitutto consigliamo una dieta alimentare sana, esercizio fisico, e uno stile di vita sereno che riduca lo stress. Tuttavia se nonostante questo la malattia persistesse, è assolutamente necessario il ricorso alla cura farmacologica o all’intervento chirurgico.” A volte sia il conduttore che l’esperto sanno che le diete proposte dalla medicina ortodossa non omettono quei cibi che producono la malattia, che i pazienti faranno esercizio per una settimana e poi ripiomberanno sul divano davanti alla TV, e che uno stile di vita che non produca stress difficilmente verrà adottato, e avranno ottenuto l’obbiettivo del loro sponsor. E avranno anche fatto con chi li ascolta la bella figura di non aver sbattuto subito in faccia il flacone delle medicine o la prospettiva del letto operatorio.

I vari programmi che forniscono risposte date da psicologi e psichiatri ai problemi dell’essere umano servono a fornire cure psichiatriche (una cura psichiatrica non significa altro che prescrizione di psicofarmaci) che affondano ancora di più chi vi si sottopone e a trasformare ogni forma di aberrazione in diversità, quindi non più da risolvere ma da considerare come parte del comportamento socialmente accettabile, con conseguente deterioramento sociale.

programmi demenziali I programmi demenziali servono a far ridere il pubblico portandolo a un livello culturale così basso mai raggiunto fino ad ora e a distrarre l’attenzione necessaria per risolvere i problemi che inevitabilmente, in questa era, affliggono ogni essere umano, problemi derivanti da stili di vita deleteri creati ad hoc dai signori del mondo.

La pubblicità promuove prodotti industrialmente lavorati dannosi per la salute anche secondo la medicina ufficiale, spacciandoli addirittura per salutari. Le autorità sanitarie approvano la messa in commercio di tali prodotti e poi rimproverano le mamme perché danno le merendine confezionate ai bambini, le stesse da loro precedentemente approvate.

Le manifestazioni sponsorizzate dalle multinazionali della birra hanno lo scopo di convertire e consolidare gli adolescenti all’alcolismo.

I programmi per bambini servono per promuovere prodotti confezionati che sono un insulto alla loro salute, associati a giochini inseriti nelle confezioni, per far sì che poi facciano pressione sui loro genitori perché li acquistino.

Alcuni direttori dei telegiornali, dupes consapevoli, ma spesso anche inconsapevoli perché essi stessi non riescono a sottrarsi agli effetti della disinformazione da loro promossa, hanno la loro scaletta di comunicati degli inserzionisti mascherati fra le notizie, sotto forma di consigli, come quelli di vaccinarsi per l’influenza, di proteggersi dal sole con creme e occhiali che filtrano i raggi UVA, di bere latte come fonte di calcio, ecc.

Il mondo della politica, e questo riguarda i governi di tutti i paesi del mondo, non è certo carente di dupes, sono quei politici lobbisti che promuovono leggi favorevoli ai bisogni delle multinazionali che probabilmente li hanno messi lì finanziando la loro campagna elettorale, o li hanno agganciati dopo la loro elezione. La presentazione di leggi e la loro approvazione, per la prescrizione di metilfenidato ai bambini, commercializzato come Ritalin, per il trattamento di una malattia inventata come l’ADHD, non può che essere fatta da quei ministri, dupes eccellenti che favoriscono le case farmaceutiche.

Quei medici che hanno promosso farmaci di una specifica marca dietro compenso, a volte mascherato sotto forma di regali da parte delle case farmaceutiche come computer, televisori al plasma, soggiorni in paesi esotici, ecc, come riportato dalla stampa in diverse occasioni, sono dupes di quelle multinazionali.

La lista potrebbe essere molto lunga, dovrei scrivere un libro per elencare tutte le menzogne note, mancherebbero comunque quelle ancora non scoperte, è solo uno spunto per invitarti a ricercarne tu stesso.

I dupes del mondo spirituale

L’uomo è composto, per così dire, di spirito mente e corpo, e lo spirito è l’elemento fondamentale.

Quando si è consapevoli, dicendo “IO” ci si riferisce allo spirito, perché si è lo spirito, non si ha uno spirito, quando si è identificati nel corpo si pensa di esserlo e ci si riferisce allo spirito come al mio spirito o alla mia anima, ed è un errore in quanto, rimarcando, non si ha uno spirito, ma lo si è.

La globalizzazione, che in se non sarebbe una cosa negativa, se non fosse che è appannaggio arrogato di un sistema economico senza scrupoli, ha assorbito anche la New Age. Per New Age s’intendono stili di vita, filosofie, religioni, terapie ecc. di un mondo nuovo, spiritualmente evoluto, oltre a un settore di mercato che ha a che fare con la vendita di beni e servizi “alternativi” connessi alla visione magica ed olistica del mondo. Questo sarebbe un reale progresso, in quanto mettere a disposizione servizi e beni intesi al miglioramento dell’essere umano dal punto di vista olistico è solo desiderabile. Ma…

Il mondo economico invece di combattere i movimenti che possono creargli fastidi, semplicemente li ingloba nel suo sistema traendone anche del profitto. Negli anni sessanta, sorse il movimento hippy, e gli appartenenti abbandonarono anche il vestire convenzionale, e iniziarono a indossare abiti coloriti e apparentemente stonati rispetto alla moda in voga in quel momento. Dopo che furono distrutti dalla Cia, con l’ausilio anche della psichiatria, che finanziò la diffusione del concetto dell’amore libero e del LSD, il loro modo di vestire fu assorbito dal sistema economico che diede vita a una moda, e non fu più possibile distinguere un hippy da un comune cittadino attratto da quella moda.

In questo periodo pieno di incertezze c’è un fenomeno che sta esplodendo, e il libro “The secret” di Rhonda Byrne è uno dei tanti esempi che potrei fare. In esso si parla della legge dell’attrazione, una delle capacità dell’essere spirituale, e il successo editoriale di questo libro dipende dal fatto che questa legge viene proposta per l’acquisizione di benessere materiale, ricchezza e potere. Leggilo o rileggilo tenendo presente quanto ho appena scritto e vedrai che, spogliato di tutto il contorno, il diventare ricchi è il fine proposto, anche se rivolto allo spirito, ma lo allontana dai suoi orizzonti e scopi primari, la consapevolezza del vero sé.

Non c’è niente di male nel diventare ricchi, e gli spiriti elevati attirano incidentalmente prosperità e ogni cosa di cui abbiano bisogno, ma è diverso dal farne il proprio scopo.

guru new age Molti hanno acquistato quel libro, io di libri ho la fortuna di riceverne in omaggio, ma non sono diventati né ricchi né potenti, e allora sono venuti alla ribalta una miriade di guru, che promettono di insegnare come usare la legge dell’attrazione, e spiegano che chi non ha successo è perché non ha “the secret of the secret”, the secret non basta e loro possono rivelarlo in sedute di gruppo o individuali.

Su quest’onda sono sorti facilitatori, maestri di vita, coach, angeli custodi, guide spirituali, ipnotizzatori e tutti promettono di fare diventare ricchi dopo un paio di seminari.

Sono i dupes della New Age.

Si potrebbe parlare a lungo anche del channeling e spiriti reincarnati che dichiarano di essere venuti sulla terra per aiutarci per ordine di entità divine, ma quanto detto è già sufficiente, quello che si vuole far notare è che il mondo economico sta inquinando anche il mondo spirituale solidificandolo, materializzandolo, rendendo più difficile il risveglio della coscienza e comprensione della nostra vera natura spirituale.

Questa globalizzazione del mondo spirituale è il fiore all’occhiello dei signori del mondo. Le persone che si liberassero dalle catene dell’usuale comune disinformazione dei media e cercassero un percorso spirituale che potrebbe renderle totalmente libere e consapevoli, se seguissero questi percorsi apparentemente spirituali incapperebbero in un’altra trappola del materialismo, seppure più raffinata.

Per creare il nuovo ordine mondiale è necessario togliere i punti di riferimento di un essere spirituale, e questi sono i suoi principi etici innati. Questi punti di riferimento sono necessari per trarre un giudizio corretto su cosa sia giusto o sbagliato. Una volta tolti di mezzo i principi etici, il risultato è un essere “rammollito” non più in grado di differenziare facilmente il vero dal falso e suscettibile ad ogni genere di spin.

Se poi gli togli anche i mezzi per risvegliare la sua coscienza, impedendogli di riacquistare la consapevolezza del vero sé, cioè di chi è veramente, condizione necessaria perché possa ritrovare nuovamente i suoi principi, l’intero processo diventa un gioco da bambini.

Religione universale per il NWO Quello che la globalizzazione del profitto indiscriminato sta cercando di implementare è una religione universale che assomiglia a un minestrone, anzi a un passato di verdura dove i singoli elementi non sono più riconoscibili e il gusto indefinito. Un insieme di pratiche, riti e culti che non portano da nessuna parte e chi si dedicasse ad esse verrebbe gratificato di una estatica confusione, rilassata inconsapevolezza e completa accettazione del nuovo ordine.

Se un Nuovo Ordine Mondiale, quello conosciuto come NWO, ci sarà, sarà in un mondo di dupes.

Meglio darsi da fare perché ciò non avvenga, altrimenti Matrix non sarà solo un film di fantascienza. Forse non è mai stato un film di fantascienza, ma un documentario.

schiavi del nuovo ordine mondiale

“Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lungo non ho voluto crederci, poi ho visto quei campi con i miei occhi…”

Morpheus – Matrix

Se sei arrivato fino in fondo all’articolo, potresti essere un po’ abbacchiato. Il mio consiglio è di farti una bella risata e poi guardare le cose tenendo in mente quanto ho scritto. Divertiti a riconoscere le menzogne fra le notizie, nelle “risposte dell’esperto”, e a liberarti, se ancora non lo sei, dalla disinformazione dilagante.

E non dimenticare che un buon contributo te lo può dare il libro di Arnold Ehret, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco“.

Links utili inerenti all’argomento:

Le Origini di Tavistock

Prigionieri del Mondo

Perchè la gente crede quasi a tutto

Il mondo delle Relazioni Pubbliche

ADHD, la sindrome inventata

www.disinformazione.it

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Medicinenon.it e Arnoldehret.it sono due siti di Luciano Gianazza.

Medicinenon.it è da molti anni un punto di riferimento per chi vuole liberarsi della disinformazione e poi acquisire la corretta conoscenza.

ArnoldEhret.it è il sito ufficiale degli insegnamenti di Arnold Ehret, raccolti nei suoi libri, fra i quali Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è un best seller internazionale. Arnold Ehret ha ritrovato il sentiero, di cui si era persa ogni traccia secoli fa, che porta all’alimentazione naturale dell’Uomo e alla salute perfetta in quanto ripristina la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi da tossine e veleni. In questo mondo avvelenato, il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco fornisce i fondamenti per un’alimentazione e stile di vita che sono essenziali per la buona riuscita dei vari protocolli di disintossicazione.

Tutti i libri originali di Arnold Ehret sono reperibili sul sito www.arnoldehret.it | Libri

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Psicofarmaci: un tredicenne su 4 li assume, spesso senza prescrizione / VIDEO: Come gli psicofarmaci possono uccidere il vostro bambino – Versione Integrale

Errore Fatale: Come gli psicofarmaci possono uccidere il vostro bambino – Versione Integrale

Caricato da in data 24/giu/2011

Dai produttori dei premiati documentari “Macabri profitti: la storia mai raccontata degli psicofarmaci” e “Markeing della pazzia: ma siamo tutti matti?”, un lancinante nuovo documentario, che smaschera quanto devastanti – e fatali – per bambini e famiglie possano essere gli psicofarmaci.
Dietro alle macabre statistiche di decessi, suicidi, malformazioni di nascita e gravi reazioni avverse si trova il volto umano di questa epidemia globale: le storie personali di perdita e coraggio di coloro che pagarono il vero prezzo.
Gli psichiatri asseriscono che i loro psicofarmaci sono innocui per i bambini?
Una volta che avrete sentito cos’hanno invece da dire otto madri coraggiose, le loro famiglie, esperti del settore sanitario, consulenti farmaceutici e medici, vi rimarrà impressa una sola convinzione…
Quello degli psichiatri è uno spudorato ERRORE FATALE.

Sito web Comitato per i diritti umani:
http://it.cchr.org

DVD: http://www.libreriauniversitaria.it/errore-fatale-psicofarmaci-possono-uccide…

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Psicofarmaci: un tredicenne su 4 li assume, spesso senza prescrizione

Comunicato stampa del 27/04/2012

Tratto da www.giulemanidaibambini.org – 29 aprile 2012

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Studio dell’Università di Torino: psicofarmaci assunti dal 25% dei minori con amici e/o somministrati dai genitori senza alcuna prescrizione medica. Alberto Ugazio (SIP): “in assenza di patologia la terapia farmacologica non è assolutamente indicata”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Appello al Ministro Balduzzi: allarme già rilanciato da noi nel 2009, ma l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia del Farmaco (AIFA) continuano a sottostimare il problema”


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TORINO – Secondo i risultati di uno studio condotto dall’Università di Torino a cura della Dott. sa Roberta Siliquini – Professore Ordinario di Epidemiologia, Igiene Generale e Sanità Pubblica all’Università di Torino – un adolescente su quattro assume psicofarmaci a casa, su consiglio dei genitori, o fuori casa, in accordo con gli amici, quasi sempre senza prescrizione medica. Inizialmente, lo studio ha preso in esame una casistica di 600 soggetti, ma il progetto di ricerca prevede di arrivare a 2.000 casi esaminati entro la fine del corrente anno, alla ricerca di conferme per un trend che vari commentatori esperti definiscono “inquietante”.

Dopo la presentazione dei risultati preliminari della ricerca, il primo commento ufficiale è quello del Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), il Dott. Alberto Ugazio, il quale ricorda che “l’automedicazione, o il fai da te, è quanto di meno auspicabile possa esserci per la salute dei nostri bambini. Inoltre, l’ansia è un sintomo che va valutato attentamente: se non indica una patologia, la terapia farmacologica non è assolutamente indicata”. Secondo la Prof. Siliquini, infatti, molte assunzioni improprie di psicofarmaci avvengono per scelta degli stessi genitori, che cercano in questo modo di “dare una risposta agli stati di disagio dei propri figli”.

“Un fenomeno inquietante, in continua crescita ovunque nel mondo, come anche nel nostro Paese – ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) – che la nostra organizzazione aveva denunciato nel 2009, riprendendo i dati del ‘rapporto ESPAD’ che evidenziò già allora il 10% di minori che utilizzavano psicofarmaci con modalità “fai da te”.[1] I rischi sono molteplici – continua Poma – dagli effetti collaterali di queste molecole, che vanno dai problemi cardiaci anche gravi alla stimolazione di idee suicidarie, a seconda della classe farmacologica utilizzata, a quelli di carattere psicologico e pedagogico: stiamo permettendo la trasmissione ai nostri figli un modello sbagliato, ovvero che basta una pillola per risolvere qualsiasi problema. Tra l’altro questi prodotti – con buona pace delle norme stabilite dagli organismi sanitari di controllo – si reperiscono con estrema facilità su internet, pagando con un comune conto PayPal: sono perlomeno 7 anni che ci siamo messi a disposizione dell’Agenzia del Farmaco e dell’Istituto Superiore di Sanità una campagna seria di prevenzione su questo tema, che impegnerebbe ben poche risorse, ma il problema continua ad essere colpevolmente sottostimato. Ci appelliamo allora direttamente – conclude Poma – al Ministro della Salute Prof. Renato Balduzzi: non attendiamo che la situazione vada alla deriva, com’è già successo in USA e in altre nazioni, perché qui è in gioco il futuro delle nuove generazioni del nostro paese”.

Per media relation: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

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“Falsus in Uno, Falsus in Omnibus”. L’enigma del Thimerosal nei vaccini

Mercury and Pregnancy – a Bad Combination

Caricato da in data 30/nov/2011

SafeMinds 2011 Flu Vaccine Video for OB/GYNs to promote awareness on dangers of mercury-containing flu vaccines for pregnant women and children.


leggi anche SafeMinds tries to frighten pregnant women into skipping the flu vaccine

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“Falsus in Uno, Falsus in Omnibus”

L’enigma del Thimerosal nei vaccini
By Paul G. King, PHD, CoMeD Science Advisor and Secretary; http://dr-king.com

Introduzione

La “sicurezza” nell’usare Thimerosal come conservante nei vaccini è come il proverbiale “castello di carte” che manca di un fondamento tossicologico scientificamente valido.

Come in qualsiasi struttura instabile, se una delle principali “carte” che tiene in piedi l’affermazione che il Thimerosal è sicuro viene a mancare, l’intera struttura è destinata a crollare.

Questo è il caso, in quanto è la prova (vedi sotto) che i risultati sono falsi in qualsiasi studio statistico sulla popolazione, supervisionato dal US Centers for Disease Control and Prevention (CDC), e/o gli studi o relazioni prodotte da chi è stato assunto dal CDC (Istituto di Medicina), collabora con (i consulenti e accademici), disciplina (i produttori di vaccini), influenza (i funzionari della sanità pubblica) o finanzia, mette in dubbio comunque tutti gli studi e i resoconti.

Inoltre, mina tutti i processi amministrativi (ad esempio, i processi del “vaccine court” tribunale speciale per i danni da vaccino) basati su questi falsi studi per giustificare le decisioni.

Un recente documento(1), ha ribadito questo pensiero affermando: “… gli stessi sforzi volti a produrre legittimità in questo tipo di controversie risulteranno controproducenti e utilizzati come prova di ingiustizia, il che ci aiuta a capire il perché risolvere una controversia scientifica in tribunale non significa necessariamente cambiare il pensiero di nessuno“, sulla base di: a) confondere le audizioni amministrative da parte dei “giudici speciali” e la “corte” sulle lesioni da vaccino e b) la percezione che i documenti scientifici fondamentali su cui questa “controversia scientifica” si basa sono “scienza provata”.

Questa osservazione conclusiva diventa la chiave di validità della “scienza” sulla quale si affida l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

I risultati chiave di uno studio in Danimarca differiscono dai fatti

Uno degli studi chiave che è stato ripetutamente utilizzato per “smentire” la prova di un nesso causale tra l’esposizione del bambino in via di sviluppo ai vaccini contenenti Thimerosal e l’”autismo” è, “Thimerosal and the Occurrence of Autism: Negative Ecological Evidence From Danish Population-Based Data”, che fu: a) scritto da Kreesten M. Madsen, Marlene B. Lauritsen, B. Carsten Pedersen, Poul Thorsen, Anne-Marie Plesner, Peter H. Andersen e Preben B. Mortensen, b) pubblicato sulla rivista Pediatrics (2003, 112: 604-606), e che, c) nell’abstract dichiarava: “l’interruzione della somministrazione di vaccini contenenti thimerosal in Danimarca nel 1992 ha portato ad un aumento dell’incidenza di autismo“.

Se l’incidenza e la diffusione dell’autismo in Danimarca, fossero realmente aumentati in modo significativo dopo che tutti i vaccini conservati con il Thimerosal sono stati rimossi dal programma di vaccinazione nel 1992, il risultato sarebbe la prova schiacciante che:

• non c’era legame causale tra l’esposizione al Thimerosal e il rischio di autismo, e

• la Danimarca avrebbe dovuto reintrodurre i vaccini conservati con Thimerosal poiché le conclusioni dello studio pubblicato avevano chiaramente indicato che i vaccini con Thimerosal hanno “soppresso” il rischio di autismo.

Tuttavia, i danesi non hanno reintrodotto il Thimerosal nei vaccini e la stima del 2004 (cioè più di un decennio dopo la rimozione del Thimerosal) sull’incidenza di autismo nei bambini danesi di età compresa tra 5 e 9 anni nel 1995-2000 era cambiata per diversi motivi, al punto di arrivare a circa 1 bambino su “1400”(2).

Al contrario, negli Stati Uniti, dove non è stato fatto alcuno sforzo per “rimuovere” dal mercato i vaccini con Thimerosal fino a dopo il 2000, l’ultima stima dell’incidenza(3) di “autismo” come anche i “disturbi dello spettro autistico” (ASDs) nei bambini di 8 anni nati nel 1999-2000(4) e sottoposti a controllo nel corso del 2008 è, in media, “1 su 88” nei distretti distaccati dalle aree di sorveglianza, dove, in alcuni stati (ad esempio, nel New Jersey e nello Utah), il tasso di incidenza è superiore al 2% (1 in < 50).

Come si può non capire che l’azione intrapresa dalla Danimarca, i suoi risultati e quelli negli Stati Uniti non sono compatibili con l’ipotesi che i vaccini con Thimerosal non hanno alcun effetto causale sul rischio e sull’incidenza di “autismo”?

La risposta è semplice: i documenti ottenuti recentemente dal CDC utilizzando il Freedom of Information Act (FOIA) hanno rivelato che, il “Mer 13-11-2002”, o successivamente, alcuni, se non tutti, gli autori dello studio danese citati in questa discussione e persone in contatto col CDC sapevano che “l’incidenza e la prevalenza” (di “autismo”) “erano ancora in diminuzione nel 2001“(5).

Perciò, il tasso di “autismo” è diminuito dopo la rimozione dei vaccini con Thimerosal.
Pertanto, l’affermazione nell’abstract dello studio “a seguito dell’eliminazione del Thimerosal dai vaccini in Danimarca nel 1992 ci fu ancora un aumento dell’incidenza di autismo“, era, ed è, nella migliore delle ipotesi, una dichiarazione problematica.

Ora, il controllo nel 2008 sul tasso di “autismo” nei bambini di 8 anni negli Stati Uniti (“1 su 88”) e quello del 2004 sui bambini danesi di età tra i 5-9 anni nel 1995-2000 (1 su “1400”) rende perfettamente l’idea – quando nel 1992 i vaccini con Thimerosal sono stati rimossi dal programma vaccinale danese, il tasso di autismo è cominciato a scendere e nel programma di vaccinazione del 2004, sembra aver contribuito soltanto a non più di una diagnosi di “autismo” su “1400” (dal momento che i danesi hanno cartelle cliniche di tutti i loro abitanti e questi dati sono stati citati da un importante centro danese di cure mediche, questo numero è una stima effettiva della popolazione(7) e non basato su un campione).

Così, con una prima approssimazione(6), il livello di esposizione al Thimerosal nei bambini di 8 anni che erano stati vaccinati nell’ambito dei programmi di vaccinazione (1999-2008) negli Stati Uniti e valutato nel 2008, ha probabilmente aumentato il tasso di “autismo” da più di 25 volte il livello che sarebbe stato osservato negli stessi bambini, se non avessero ricevuto dosi di vaccino con Thimerosal.

Dal momento che i danesi usano ancora il vaccino per il morbillo, parotite e rosolia (MMR) che contiene adiuvanti in alluminio a livelli simili a quelli del programma di vaccinazione negli Stati Uniti del 1999 e 2000, chiaramente i vaccini con Thimerosal sono un importante fattore causale per la grande disparità che c’è tra il tasso di “autismo” nel 2008 negli Stati Uniti e, il non apertamente riportato, tasso di incidenza e prevalenza di autismo in Danimarca, dove l’ultima stima calcolata dai dati pubblicati nel mese di ottobre 2010 sui bambini danesi nati tra il 1994 e 2004(7), era di 1 su 1272 (<7% del tasso dichiarato dal CDC per l’incidenza del tasso di “autismo”).

OMS – “Ora scegliete da che parte stare”

Viste le realtà descritte, sembra chiaro che l’OMS ha due percorsi su cui poter scegliere da oggi in poi.

Il primo è che l’OMS possa “improvvisamente” vedere la luce e sostenere la tesi “immediata” che vieta l’uso di Thimerosal e qualsiasi altro composto di mercurio nella fabbricazione di un vaccino o farmaco di altro tipo, oppure quello di continuare a far parte di quella schiera che “mente” sul fatto che il Thimerosal è “sicuro” rischiando così che tutti i paesi del mondo, scoprano la “menzogna” e non solo eviteranno l’utilizzo del Thimerosal, ma anche di qualsiasi altro vaccino – su questa base, se l’OMS, il CDC, i produttori di vaccini e i funzionari della sanità pubblica “mentono” sui danni causati dal Thimerosal nei vaccini, allora probabilmente “mentono” anche sulla sicurezza di tutti i vaccini – falsus in uno, falsus in omnibus – che indica che ogni persona che falsifica deliberatamente una materia non è credibile su qualsiasi questione.

Non sappiamo quale sarà la scelta dell’OMS, ma sappiamo quali saranno probabilmente i risultati logici dell’una o dell’altra scelta.

Ora, l’OMS deve scegliere il suo percorso, ma deve scegliere con attenzione dal momento in cui la “bugia” che è stata nascosta è stata rivelata e la verità si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo!

(1). Kirkland A. Credibility battles in the autism litigation. Social Studies of Science 2012Apr; 42(2): 237-261.

(2). From Table 1, 5-9 Age Group, 1995-2000, Prevalence in 2000 (“71.44” per 100,000) in Goldman GS. Yazbak FE. An Investigation of the Association Between MMR Vaccination and Autism in Denmark Journal of American Physicians and Surgeons 2004 Fall; 9(3): 70-75

(3). Poiché questi dati sono basati su statistiche, i dati riportati come valori generali, sottostimano di molto il numero reale delle persone colpite nella popolazione interessata. Inoltre, la disparità dei tassi di incidenza tra i distretti sottoposti a statistica, va ad indicare chiaramente che alcuni distretti hanno un livello significativamente più alto di sottostima di altri distretti. Se il CDC avesse utilizzato un’altra fonte di indagine indipendente dalla fonte primaria, se avesse individuato i casi che erano comuni a entrambe le indagini e poi applicato in modo adeguato lo studio incrociato sulle statistiche, non solo avrebbe notato come la grande disparità tra alcuni distretti si sarebbe ridotta, ma l’accertamento corretto dei valori di incidenza, anche se fosse risultato più elevato, avrebbe stimato con più accuratezza il numero probabile dei bambini di 8 anni con una diagnosi di ASD.(4). In questo arco di tempo, tutte le formulazioni di vaccino per l'(DPT) Difterite, Tetano e Pertosse, Difterite e Tetano (DT e Td), tossoide del tetano (TT), Haemophilis influenzae di tipo b (Hib), epatite B (epatite B) , influenza, encefalite giapponese e vaccini contro la meningite meningococcica, che sono stati autorizzati dalla US Food and Drug Administration (FDA), erano conservati con Thimerosal.

(5). Vedere la copia dell’e-mail che include la relazione che rivela questa verità. La copia è inclusa in fondo all’articolo.

(6). Questa approssimazione presuppone che: a) i distretti con i più alti livelli di casi rappresentano più accuratamente il numero reale della popolazione rispetto a quelli con il numero più basso e b) la sottostima residua compensa eventuali differenze di definizione sull’uso in generale del termine “autismo” e ASD spectrum tra la Danimarca e gli Stati Uniti.

(7). Nel 2010, Pia Dhyr Olsen, un membro del Parlamento danese, ha chiesto al ministro della Salute danese Bertel Haarder di fornire i tassi di autismo ufficiali in Danimarca. Nel novembre del 2010, è stato risposto a questo parlamentare che le autorità sanitarie non avevano traccia di questi dati. Dai dati provenienti da un Associated Press USA (AP) alla presenza di ittero e autismo nei bambini danesi che sono nati tra il 1994 e il 2004, risulta che il tasso di “autismo” era di circa 1 nel 1272 [577/733, 826] (http://lubbockonline.com/health/2010-10-11/danish-study-jaundice-autism-newborns-raises-unanswered-questions, ultima visita nel 31 marzo 2011).

Traduzione:Ciao Marlene, io non sono attualmente in Università ma contatterò te e Poul domani per prendere una decisione. Cordiali saluti, Kreesten
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Cari Poul, Kreesten and Diane Schendel, in allegato vi invio la versione breve e quella completa del manoscritto sul Thimerosal e l’autismo in Danimarca… Devo dirvi che le cifre del manoscritto non includono gli ultimi dati del 2001. Ho soltanto quelli in formato cartaceo e sono in ufficio… ma l’incidenza e la prevalenza sono ancora in calo nel 2001. Non vedo l’ora di risentirvi. Cordiali saluti. Marlene

Fonte: CoMED Inc

tradotto da “La Leva di Archimede

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RAPPORTO OSSERVASALUTE 2011 – Meno cibi sani, più antidepressivi


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Solo una noticina: non avevamo certo bisogno di Osservasalute per scoprire che la popolazione (in generale) si stia alimentando male, la crisi economica colpisce, ormai, larghi strati sociali compresa la quasi scomparsa middle-class. Il junk-food (per molti) la fa da padrone, complici i prezzi stracciati e al di sotto di ogni comprensibile calcolo economico. Certo, al Mac con 2-3 euro riesci anche a mangiare, ma sai quello che mangi? Idem con patate (perdonatemi la citazione popolare) l’aumento dei consumi di antidepressivi, che tutto fanno meno che combattere la depressione. Anzi, a lungo termine la fanno aumentare, con pericolose propensioni al suicidio. Quanto alle cure fai-da-te, così sprezzantemente chiamate tutte le cure che non abbiano origine dalla medicina allopatica, è un chiaro ammonimento agli ‘stupidotti’ che preferiscono cercare vie alternative naturali (beneficiando dei principi attivi presenti in natura) alle cure propinate con prodotti di sintesi, quali sono tutti i medicinali ‘moderni’. L’intento, ancorché di bassa lega, è chiaro. Come è chiaro chi ci guadagni ad insistere nel voler far percorrere la strada del lento avvelenamento auspicato per la totalità delle masse da Big-Pharma. Io credo che, al di là di certi scorretti comportamenti alimentari di alcuni, spinti più dal bisogno che da una reale voglia di trascorrere il loro tempo in mezzo ai nauseanti odori dei fast-food ad ingurgitare cibi trattati con olio di cotone e quant’altro, oggi la gente si sia fatta più attenta alla propria salute ed alle vie più corrette da percorrere, sia di natura naturopatica che tradizionale.
Con buona pace di tutti gli ‘osservatori’, nostrani e non.

mauro salvi, naturopata

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RAPPORTO OSSERVASALUTE 2011

Meno cibi sani, più antidepressivi

L’indagine sulla salute degli italiani: si rinuncia a frutta e verdura per la crisi, aumentano sovrappeso e cure fai-da-te

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MILANO – Si rinuncia a un’alimentazione sana e a fare sport, aumenta l’uso di antidepressivi. È un quadro pesante quello che emerge dal Rapporto Osservasalute 2011, presentato a Roma, al policlinico Agostino Gemelli, e dedicato allo stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane. Ad essere in pericolo è la nostra salute e la causa principale si chiama crisi economica che porta a dover tagliare voci di bilancio familiare, in primis le “azioni preventive” di base come la buona alimentazione e l’attività fisica. Si rinuncia per esempio a frutta e verdura, che diventano un lusso per pochi: per la prima volta dal 2005 si registra un calo del numero di porzioni consumate al giorno (da 5,7% a 4,8%), dato che era rimasto grosso modo stabile fino al 2008; paradossalmente si mangia più sano nelle mense, che si confermano principali “fornitrici” di verdure, frutta e ortaggi. Alla base c’è meno disponibilità economica: secondo il Rapporto, la quota di famiglie a rischio povertà sale a una su quattro.

SUICIDI – Gli italiani cercano risposte rapide al moltiplicarsi dei disturbi, in aumento anche in funzione del carico psicologico legato all’incertezza: spesso lo fanno a spese proprie, per continuare a svolgere le funzioni quotidiane in famiglia e al lavoro. Risulta così aumentato il consumo di farmaci antidepressivi (cresciuto di oltre quattro volte in dieci anni, da 8,18 dosi giornaliere per mille abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010). Numerosi studi dimostrano che l’impatto sulla salute di una crisi economica è forte: potrebbe portare a un incremento dei suicidi e delle morti correlate all’uso/abuso di alcol e droghe. Per quanto l’Italia si collochi tra i Paesi europei a minore rischio di suicidio e il tasso di mortalità si sia ridotto nel tempo a partire dagli anni ’80, rispetto al minimo raggiunto nel 2006 (3.607 casi) nell’ultimo anno preso in considerazione si evidenzia una ripresa del fenomeno (3.799 casi).

TROPPO GRASSI – La salute degli italiani resta tutto sommato buona perché possono vivere “di rendita”, merito per esempio dell’ottima dieta mediterranea. Una rendita che però rischia di erodersi rapidamente: gli italiani sono sempre più grassi (nel 2010 il 45,9% degli adulti è in sovrappeso, contro il 45,4% del 2009), vecchi (aumentano le persone dai 75 anni in su, che rappresentano il 10% della popolazione contro il 9,8% della scorsa edizione del Rapporto) e soffrono sempre più di malattie croniche.

TAGLI – Per di più le scelte in ambito di politica sanitaria rischiano di peggiorare le cose. «Le ultime manovre economiche hanno portato al ridimensionamento dei livelli di finanziamento dell’assistenza sanitaria già dal 2012, all’introduzione di ulteriori ticket, a tagli drastici nei trasferimenti alle Regioni e alle municipalità dei fondi su disabilità, infanzia e altri aspetti che vanno a incidere sulla nostra salute» dice Walter Ricciardi, direttore di Osservasalute e dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma. Peraltro i tagli non riducono l’inappropriatezza di molti interventi sanitari (quindi gli sprechi), né migliorano la qualità delle cure, anzi appesantiscono ancor più le liste di attesa. Nel triennio 2007-2010 l’effetto dei tagli ai servizi e ai farmaci ha portato a una diminuzione del 3,5% della spesa pubblica per i farmaci, determinando però un incremento della spesa privata per i soli farmaci del 10,7%. E nel futuro sarà sempre peggio: è stimato in 17 miliardi di euro nel 2015 il gap cumulato totale tra le risorse necessarie per coprire i bisogni sanitari dei cittadini e i soldi pubblici, che presumibilmente il SSN avrà a disposizione.

SPESA SANITARIA – La spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL, a livello nazionale, prosegue la sua crescita, passando dal 6,07% nel 2002 al 6,87% nel 2008. Si conferma anche la forbice Nord-Sud: la spesa va da un massimo di 10,46% della Campania a un minimo di 5,24% della Lombardia. La spesa italiana per la sanità è inferiore a quella di altri Paesi come Gran Bretagna, Germania e Francia, ma il suo valore è comunque allineato alla media dei Paesi Ocse. Anche nel 2010 il Sistema sanitario nazionale si conferma “in rosso” per 2,325 mld di euro. Dall’indagine arriva però un giudizio positivo in merito al funzionamento degli ospedali. Diminuiscono anche i giorni trascorsi inutilmente in ospedale: la degenza media, sostanzialmente stabile da anni, nel 2009 mostra un lieve decremento rispetto all’anno precedente (da 6,8 a 6,7 giorni). Per quanto riguarda poi la trasparenza delle Aziende ospedaliere sul fronte liste d’attesa, nel 2011 solo il 44% di esse pubblica online i dati. In tal senso regioni più virtuose sono a pari merito Piemonte e Friuli Venezia Giulia.

POPOLAZIONE – Il Rapporto analizza anche l’andamento della popolazione italiana: si riscontra un aumento rispetto al biennio 2008-2009 imputabile sostanzialmente alla componente migratoria. Le regioni che non crescono sono Basilicata (-2,6‰) e Molise (-1,6‰). Il tasso di fecondità totale è passato da 1,42 del 2008 a 1,41 del 2009 e le prime stime sul 2010 sembrano confermare questo trend. Il Rapporto mostra la tendenza incessante all’invecchiamento della popolazione italiana. Nel 2010 la popolazione in età 65-74 anni rappresenta il 10,3% del totale, e quella dai 75 anni in su il 10%. Aumentano gli anziani soli: oltre uno su quattro (28,3% della popolazione con 65 anni e oltre) viveva solo nel 2009 (rispetto al 27,8% del 2008). La Liguria presenta il valore massimo (34,1%), le Marche quello più basso (22,9%). Migliora la speranza di vita: nel 2010 la speranza di vita alla nascita è di 84,4 anni per le donne e 79,2 anni per gli uomini. Nelle Marche gli uomini vivono più a lungo (80,1 anni), mentre per le donne è la provincia autonoma di Bolzano (85,5 anni) quella con la sopravvivenza media maggiore.

SOVRAPPESO – Continua a crescere, anche se di poco, la percentuale di italiani che ha problemi con la bilancia: nel 2010 oltre un terzo della popolazione adulta (35,6%) è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (10,3%). Nel periodo 2001-2010, è aumentata sia la percentuale di coloro che sono in sovrappeso (33,9% vs 35,6%) sia quella degli obesi (8,5% vs 10,3%). Confermata la differenza Nord-Sud: le regioni meridionali presentano più persone in sovrappeso (Molise 41,8%, Basilicata 41%) e obese (Basilicata 12,7%, Puglia 12,3%) rispetto alle regioni settentrionali (sovrappeso: PA di Trento 30,9% e Lombardia 31,4%; obese: PA di Trento e Liguria 7,8%).

ALCOL E FUMO – Siamo ben lontani dalla vittoria nella lotta all’alcol. La percentuale dei consumatori a rischio è pari al 25% degli uomini e al 7,3% delle donne; tra gli 11-18enni tale percentuale raggiunge, nel 2009, il 17,7% dei maschi e l’11,5% delle femmine. Nonostante le campagne anti-tabagismo e un’aumentata consapevolezza dei rischi, nel nostro Paese fuma ancora una persona su 4, perlopiù giovani di 25-34 anni. Gli uomini smettono più delle donne: nel 2010 fuma il 29,2% uomini, circa 2 punti percentuali in meno rispetto al 2001; invece le donne non smettono di fumare, la percentuale di fumatrici si mantiene invariata (16,9% sia nel 2001 sia nel 2010). Il vizio è diffuso, soprattutto, tra i soggetti di 25-34 anni (uomini 39,7%; donne 24,4%).

MALATTIE DEL CUORE – La mortalità per malattie ischemiche del cuore (in primis infarto e angina pectoris) rappresenta ancora la maggiore causa di morte (circa il 13% della mortalità generale e il 33% del complesso delle malattie del sistema circolatorio). Tali malattie colpiscono quasi il doppio degli uomini rispetto alle donne. Circa il 28% dei decessi nel nostro Paese è dovuto al cancro e, a causa dei processi di invecchiamento della popolazione, un numero crescente di individui ha la probabilità di contrarre la malattia nel corso della vita. Nella fascia 0-64 anni, il tumore del colon-retto (al Centro-Nord) per gli uomini e il tumore della mammella per le donne sono quelli a più elevata incidenza.

Redazione Corriere Salute

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COME IL SISTEMA TI FA MORIRE DI CANCRO – Libertà di scelta terapeutica e il caso del dottor Rossaro

Libertà di scelta terapeutica e il caso del dottor Rossaro

Marcello Pamio – 18 aprile 2012

Un altro colpo è stato inferto alla libertà di cura e di scelta terapeutica, che proprio in questi giorni hanno subìto l’ennesimo affossamento.
Il dottor Paolo Rossaro, medico di famiglia di Padova, è stato condannato dal Tribunale patavino a 3 anni di reclusione per omicidio colposo; all’ammenda di oltre 565.000 euro, e rischia pure la radiazione dall’albo professionale!

Qual è il motivo per il quale il dottor Rossaro, merita una simile condanna giudiziaria?
Secondo l’accusa (che aveva chiesto ben 6 anni di reclusione e 2 milioni di euro) il dottor Rossaro sarebbe colpevole della morte di due persone colpite da tumore, che si affidarono alle sue cure mediche.
Stando alla perizia dei medici legali, queste due persone, oggi sarebbero ancora in vita se avessero seguito i protocolli ufficiali offerti dalla medicina ortodossa: chemio e radioterapia.
I due pazienti, dicono gli atti: “non sono stati adeguatamente informati” dal medico curante, e questa mancanza d’informazione, sarebbe la causa della loro prematura morte.

Se questo metro di giudizio venisse applicato a tutti i medici oncologi del mondo, probabilmente ci sarebbe necessità di riaprire la base di Guantanamo a Cuba, e forse non basterebbe…
E’ possibile affermare questo perché, nonostante i pareri dei medici legali dell’accusa, i dati ufficiali della sopravvivenza alla chemio, parlano da soli.
Lo studio effettuato dai ricercatori Graeme Morgan (Professore associato, radiologo del Royal North Shore Hospital di Sydney), Robyn Ward (Professore e oncologo all’University of New South Wales) e Michael Barton (Radiologo membro del Collaboration for Cancer Outcomes Research and Evaluation, Liverpool Health Service, Sydney), è stato pubblicato sulla rivista “Clinical Oncology” nel 2004 e messo on-line nel più importante database governativo del mondo www.pubmed.gov.

Il titolo è: “Contributo della chemioterapia citotossica sulla sopravvivenza a 5 anni, in adulti americani” (“Impact of cytotoxic chemotherapy on 5-year survival in American adult”).
I ricercatori hanno esaminato tutte le statistiche per un tempo di 15 anni, riguardanti le 22 neoplasie più maligne e calcolato il beneficio nel tempo sia negli USA che in Australia.
Risultato: “in questa analisi basata sull’evidenza, abbiamo stimato che la contribuzione della terapia citotossica curativa ed adiuvante alla sopravvivenza negli adulti è 2,3% in Australia e 2,1% in USA”.

Se la chemioterapia citotossica contribuisce alla sopravvivenza solamente nel 2% (media aritmetica) delle persone malate di tumore: cosa fa al rimanente 98%?
Lo studio continua specificando che: “due revisioni sistematiche di chemioterapia nel cancro al seno, metastatico o ricorrente, non sono stati capaci di dimostrare alcun beneficio di sopravvivenza”.
I ricercatori hanno concluso la ricerca affermando che: “in considerazione del minimo impatto della chemioterapia citotossica sulla sopravvivenza a 5 anni e la mancanza di un progresso importante negli ultimi 20 anni, segue che il maggior ruolo nella terapia citotossica è palliativa”.

Non è possibile riproporre tutti i dati pubblicati, ma il documento in originale è allegato al presente articolo.
Quello che interessa il caso del dottor Rossaro è il seguente:
– tumore al seno: lo studio ha analizzato 31.133 casi di persone e dopo 5 anni il numero di sopravvissuti, causa chemioterapia, era di 446 persone. Una percentuale di sopravvivenza pari a 1,4%!
– linfoma di Hodgkin, il numero dei casi studiati sono state 846, e dopo 5 anni i sopravvissuti, causa chemioterapia, erano 341. Con una percentuale statistica di sopravvivenza del 40,3%.

Stando a questi dati, le parole dei medici dell’accusa, secondo le quali le due persone con tumore al seno e linfoma H. avrebbero avuto “certezza assoluta” di guarigione, se solo si fossero rivolte alla medicina ortodossa, perdono completamente di significato, perché smentite dagli stessi dati ufficiali.
Ma il punto cruciale non è tanto la sopravvivenza o meno di una cura, la morbilità o mortalità, i dati statistici (facilmente manipolabili), ecc., il punto è: dove sta la libertà di scelta terapeutica da parte delle persone? da parte dei pazienti?
Può una persona, in grado di intendere e di volere, firmare il consenso informato (come nei casi del dottor Rossaro) ed essere libera di scegliere un percorso terapeutico piuttosto che un altro? Siamo o non siamo liberi come cita la Costituzione italiana?
NO! Stando alla sentenza di primo grado del Tribunale di Padova, questo non è possibile.
Bloccando le mani e l’operato di un medico, bloccano ovviamente la nostra libertà di essere seguiti in un percorso terapeutico!

I pazienti sono schiavi di un dogma scientifico, di un paradigma che non permette di scegliere, non permette una vera libertà di scelta terapeutica.
Entrambe le persone, purtroppo decedute, avevano scelto volontariamente di non intraprendere i protocolli ufficiali, e per questo avevano firmato il “consenso informato” (quello stesso che viene fatto firmare in tutti gli ospedali del mondo, togliendo la responsabilità agli operatori sanitari da eventuali danni e anche dalla morte causate da pratiche allopatiche errate: le cause iatrogene).
Addirittura uno dei due pazienti, oltre al consenso, aveva firmato di proprio pugno anche la dichiarazione (messa agli atti) di NON voler essere operata chirurgicamente! Ma questi documenti non valgono nulla per la legge italiana.

L’enorme e abissale differenza che c’è tra un medico che segue ed esegue i dettami delle case farmaceutiche, prescrivendo per il cancro i famosi protocolli: chemio e radioterapia, è che se il paziente muore (e vedremo che ogni anno sono centinaia di migliaia le vittime di questo sistema), va tutto bene, è tutto nella norma; se disgraziatamente, muore un paziente che NON ha voluto seguire tali protocolli, allora il medico che lo ha accompagnato, viene incriminato per omicidio colposo!
Dov’è la giustizia in tutto questo? dov’è il rispetto della volontà individuale e personale? dov’è la libertà del medico?

Ogni anno in Italia, oltre 255.000 persone vengono colpite dal tumore e ne muoiono, sempre ogni anno, circa 140-160.000.
Tutte queste persone ovviamente sono state seguite da un bravo medico oncologo e hanno fatto tutti i trattamenti ufficiali del caso.
Le parole rincuoranti e rassicuranti degli oncologi televisivi, che vanno dicendo che il cancro è stato sconfitto e debellato, che oggi si vive di più, sono facilmente smentibili dai dati epidemiologici. Oggi si continua a morire di cancro ogni giorno e più di prima!
L’incidenza del cancro infatti non lascia spazio a dubbi: si è passati da una persona su tre e stiamo andando verso una persona su due.

La domanda sorge spontanea: dov’è la “provata scientificità delle cure mediche”, tanto osannata da tutti i paladini della medicina, e decantata dall’accusa nei confronti del dottor Rossaro?
Dov’è la “provata scientificità” delle cure mediche ufficiali di fronte a 160.000 persone che muoiono ogni anno con atroci sofferenze nonostante, o forse per colpa, delle cure mediche stesse?
Forse questi 160.000 morti all’anno sono agnelli sacrificali usati nell’altare del paradigma vigente, totalmente gestito e controllato dalle case farmaceutiche, e in quanto tali, ammessi dalla scienza?

Nei trattamenti oncologici, le case farmaceutiche infatti giocano un ruolo fondamentale, perché i protocolli sono i trattamenti più costosi che esistano in tutto l’ambito medico.
Si riportano alcuni dati (Farmadati 2007) sui prezzi dei chemioterapici, quasi in toto pagati dal Sistema nazionale sanitario, e quindi dai cittadini con le tasse:

–        SORAFENIB della Bayer, 112 compresse costano 5.305 euro;

–        ERLOTINIB della Roche, 30 compresse costano 3.239 euro;

–        SUNITINIB della Pfizer, 30 compresse da 50 mg costano 8.714 euro.

–        PEMETREXED della Elli Lilly, 1 fiala endovena, costa 2.384 euro.

L’elenco è lunghissimo e questi farmaci vengono usati in cocktail, quindi un mix tra di loro, facendo lievitare il costo di un SOLO ciclo chemioterapico da circa 50.000 a 200.000 euro al mese per ogni singolo paziente!

I farmaci usati in oncologia, oltre essere i più costosi sono anche i più pericolosi per la salute umana. Lo dicono gli stessi enti ufficiali, come il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità.
Quest’ultimo per esempio definendo uno dei chemioterapici usati, la Procarbazina, dichiara che è: “cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.
Non solo, ma “numerosi chemioterapici antiblastici sono stati riconosciuti dalla I.A.R.C. (International Agency for Research on Cancer) come sostanze sicuramente cancerogene”.

Forse è questo il motivo per cui la maggior parte degli oncologi non si farebbe la chemioterapia?
Nel marzo 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney [1].
Alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia.
Il risultato fu a dir poco eclatante: l’81% degli oncologi che hanno risposto, in caso di tumore non si farebbero somministrare un chemioterapico, e addirittura il 73% di loro reputano le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”!
Ognuno tragga le proprie conclusioni…

Detto questo, però, tutti i medici al mondo che usano farmaci che possono indurre cancro e leucemia e provocare la morte stessa dei pazienti, sono assolutamente in regola, ma se un medico in Scienza e Coscienza utilizza, esclusivamente per volontà unica dei pazienti, altre procedure, meno tossiche, meno invalidanti e meno cancerogene, rischia la galera e la radiazione dall’albo.
Il mondo sta andando alla rovescia!

Non più morte, non più sofferenza a causa del cancro entro dieci anni. Ora siamo sicuri che entro il 2015 il cancro diventerà una malattia cronica”.

Concludo con le parole del dottor Andrew Von Eschenbach, direttore del National Cancer Institute, uno dei più importanti centri al mondo per la ricerca sul cancro. Parole dalle quali si evince che l’obiettivo (forse?) non è quello di sconfiggere il cancro, ma farlo diventare una malattia cronica, da curare con farmaci per tutta la vita. Per la gioia dei padroni.

Chiaramente il dottor Paolo Rossaro è il capro espiatorio di un sistema, un establishment potentissimo, che vuole denigrare, spaventare e intimidire, soggiogandoli ai dettami delle corporation della chimica e farmaceutica, tutti quei medici coraggiosi e coscienziosi che mettono la salute delle persone prima degli interessi economici.
Colpisci uno per educarne cento, è il loro motto!
E allora
dieci, cento, mille Uomini e Medici come Paolo Rossaro, liberi di seguire in Scienza e Coscienza la vera Ars Medica: l’Arte Medica, iniziata dal grandissimo Ippocrate venticinque secoli fa. L’Arte di seguire le volontà delle persone, accompagnandole amorevolmente per mano, in un percorso terapeutico adatto e idoneo, rispettando la natura e le volontà dell’uomo, e soprattutto ricordando il precetto ippocratico per eccellenza, quello purtroppo più dimenticato dalla medicina ortodossa: “Primum Non Nocere”.

Documento originale Clinical Oncology (formato Pdf)

[1]Inchiesta sui servizi e nelle opzioni di trattamento di persone con cancro”, Cancer Information & Support Society, del St Leonards di Sydney. http://www.aph.gov.au/Senate/committee/clac_ctte/completed_inquiries/2004-07/cancer/submissions/sub15.pdf. Parliament of Australia.

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Giuramento di Ippocrate
(versione antica)

 Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest’arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, nè suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell’arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro”.

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