Farmaci che non funzionano: un moderno scandalo medico; di Ben Goldacre, guardian.co.uk

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Farmaci che non funzionano: un moderno scandalo medico

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DI BEN GOLDACRE, medico pediatra
guardian.co.uk

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I medici che prescrivono i farmaci non sanno di non fare quello che dovrebbero fare; lo stesso vale per i pazienti. Le case farmaceutiche, invece, sanno bene quello che fanno, ma non lo dicono. I farmaci sono testati da chi li produce nel corso di prove poco significative, eseguite su un esiguo numero di ‘strani’ pazienti poco rappresentativi, e analizzati con tecniche mal progettate, al punto che finiscono con l’esagerarne i benefici. E’ chiaro che queste prove finiscono con il favorire i produttori. Quando poi i test mostrano risultati sgraditi alle aziende farmaceutiche, queste hanno tutto il diritto di nasconderli ai medici ed ai pazienti: abbiamo quindi un’immagine distorta degli effetti dei farmaci.

Gli organismi di controllo hanno accesso a gran parte dei dati dei test effettuati (anche se non a tutti), eppure queste informazioni non vengono rese pubbliche a medici e pazienti, o ad altri enti pubblici governativi. Il risultato: prove distorte comunicate ed applicate in modo distorto.

Nel 2010, alcuni ricercatori di Harvard e Toronto trovarono tutti i test relativi a cinque importanti classi di farmaci: antidepressivi, per l’ulcera, ecc. – e presero in considerazione due dati fondamentali: erano positivi? Erano finanziati dalle industrie?

In totale esaminarono 500 test: l’85% delle prove finanziate dalle industrie risultavano positive, contro solo il 50% nel caso di test finanziati dal governo. Nel 2007, i ricercatori esaminarono tutti i test relativi a una statina. Questo tipo di farmaco, destinato ad abbassare il colesterolo, riduce il rischio di attacchi cardiaci e viene normalmente prescritto in grandi quantità.
Questo studio esaminò 192 test, sia attraverso il confronto tra diverse statine, sia confrontando una statina con un altro tipo di cura. Si scoprì che le prove finanziate dalle industrie avevano venti volte la probabilità di dare esiti positivi rispetto a test diversamente finanziati.

Com’è possibile questo? Come mai i test sponsorizzati dalle case farmaceutiche quasi sempre conducono a risultato positivi? A volte i test contengono in sé difetti di progettazione. O puoi confrontare il nuovo farmaco con un vecchio farmaco di cui già si conosce l’inefficacia – un farmaco già esistente somministrato a dosi inadeguate, forse, o un placebo che non fa assolutamente niente. Si possono poi scegliere i pazienti molto attentamente, puntando su quelli che già si sa che guariranno prima. Si può dare un’occhiata ai risultati a metà delle prove e fermare il test non appena si notino risultati positivi, senza completare tutto l’iter. Tutti questi trucchi e sotterfugi metodologici non sono che un insulto all’integrità delle informazioni. A volte le case farmaceutiche effettuano un gran numero di test, ma poi, quando si accorgono che i risultati non sono soddisfacenti, si guardano bene dal pubblicarli.

Dopo questo episodio, il MHRA e l’Unione Europea hanno modificato parte della legislazione in vigore, anche se non in modo adeguato. Hanno introdotto l’obbligo per le società di presentare i dati di sicurezza nell’utilizzo dei farmaci al di fuori delle loro autorizzazioni di commercializzazione; ma, cosa alquanto ridicola, i test effettuati al di fuori dell’Unione Europea, erano esenti da tale obbligo. Alcuni dei test condotti da GSK furono pubblicati parzialmente, ma questo, comunque, non basta: se vediamo solo un campione parziale di dati, sappiamo già che saremo sviati nelle nostre conclusioni. Abbiamo bisogno di tutti i dati per la semplice ragione che abbiamo bisogno di un gran numero di dati: le avvertenze spesso sono blande, sottili e difficili da interpretare. Nel caso della paroxitina, i pericoli nel suo utilizzo divennero chiari solo dopo che tutti i risultati di tutti i test condotti furono analizzati e confrontati.

Questo ci conduce al secondo ovvio difetto dell’attuale sistema: i risultati di questi test sono presentati segretamente ai regolatori, che si siedono e prendono una decisione con calma. Questo è l’opposto della scienza, che è affidabile solo perché tutti mostrano i risultati del loro lavoro, spiegano perché sono convinti che una cosa sia efficace e sicura, condividono i loro metodi e risultati e permettono ad altri di decidere se siano o meno d’accordo sul modo in cui i dati sono stati elaborati ed analizzati. E invece oggi permettiamo che la decisione sulla sicurezza e l’efficacia dei farmaci venga presa a porte chiuse, perché le società farmaceutiche hanno deciso di rivelare in modo discreto i risultati dei loro test solo ai regolatori. In questo modo, il lavoro più importante della medicina fondata su prove certe, viene svolto in modo occulto. E i regolatori, inoltre, non sono infallibili, e questo lo vedremo tra poco.

Le informazioni mancanti avvelenano “l’acqua di tutti”. Se non si eseguono tutte le prove necessarie, se si occultano i test che hanno dato esiti negativi, non saremo mai a conoscenza dei veri effetti delle medicine che prendiamo. Le prove, in campo medico, non sono semplicemente un astratto prurito accademico. Quando ci vengono date delle informazioni sbagliate, prendiamo le decisioni sbagliate, causando danni e sofferenze non necessarie, e anche la morte, a gente come noi.

Questa è una situazione talmente vergognosa e nascosta che anche il tentativo di documentarla pubblicamente diventa un’impresa quasi impossibile. Nel 2006 fu pubblicato un documento nel Journal of the American Medical Association (JAMA), uno dei più importanti giornali medici del mondo, che spiegava quanto era normale per i ricercatori che eseguivano i test finanziati dalle industrie rispettare il divieto di pubblicarne i risultati. Lo studio era stato condotto dal Nordic Cochrane Centre e presentava tutti i test che erano stati approvati a Copenhagen e a Frederiksberg. (Se ci domandiamo il perché della scelta di queste due città, si tratta di una ragione puramente pratica: i ricercatori chiesero il permesso in altri luoghi ma nel Regno Unito, in particolare, gli fu negato).

Questi test erano palesemente sponsorizzati dall’industria farmaceutica (98%) e le regole che disciplinavano la gestione dei risultati raccontavano di una vicenda oramai familiare a metà strada tra l’assurdo e lo spaventoso.

Per 16 dei 44 test, l’industria sponsor potevano accedere ai risultati a mano a mano che si accumulavano, ed in altri 16 test l’industria in questione aveva il diritto di interrompere le prove in qualsiasi momento, per qualsiasi ragione. Questo significa che una compagnia farmaceutica può accorgersi subito se un test si sta rivelando contrario e può interferire liberamente durante l’iter, distorcendone i risultati. Anche se lo studio veniva completato, se ne potevano liberamente occultare i risultati: erano applicati divieti di pubblicazione dei risultati in 40 test su 44, e in metà di questi 40 i contratti indicavano chiaramente che lo sponsor possedeva i diritti sui dati risultanti (e i pazienti allora? Verrebbe da chiedersi) e poteva dare o meno l’approvazione per la loro definitiva pubblicazione, o entrambe le due cose insieme. Queste restrizioni non erano per niente indicate nei documenti pubblicati.

Quando fu resa nota questa situazione nel JAMA, la LIF, l’associazione farmaceutica danese, rispose annunciando, nel Giornale dell’Associazione Medica Danese, di sentirsi “colpita e sdegnata per le critiche mosse”, che respingeva in modo assoluto. Fu chiesta un’indagine tra i ricercatori, senza però indicare da parte di chi e per che cosa. La LIF poi scrisse alla Commissione Danese sulle Scorrettezze Scientifiche, accusando i ricercatori del Cochrane di cattiva condotta scientifica. Non possiamo leggere questa lettera, ma i ricercatori ci dicono che le accuse erano molto forti – venivano accusati di aver distorto deliberatamente i dati – ma in modo vago, e senza documenti che sostanziassero tali affermazioni.

Commento: un grave problema, questo, molto frustrante per me come pediatra.

Ho rifiutato per anni di ricevere i rappresentanti di farmaci e di dare campioncini ai pazienti, non vado ai pranzi o ricevimenti del settore, non accetto e non uso le loro penne omaggio, poiché non voglio in nessun modo essere influenzato ed inconsciamente prendere per buone informazioni sbagliate, tranne che in quei rari casi in cui io abbia la possibilità di leggere informazioni corrette e veritiere.

Tendo a fidarmi solo di quegli studi che parlano di vecchi e provati farmaci generici (che usiamo spesso per i bambini) o quegli studi che mostrano che il farmaco in alcuni casi non funziona, anche se, statisticamente, è più difficile dimostrare un effetto che utilizzi un’ipotesi nulla…

Non condivido le linee guida della mia professione, che non solo poggiano sulle stesse informazioni errate ma troppo spesso sono influenzate dall’industria. Secondo le direttive dell’AAP, io dovrei controllare il livello del colesterolo in tutti i miei pazienti tra i 9 e gli 11 anni, e in quelli di altre fasce di età ancora più giovani in caso di fattori di rischio – e se tale livello resta alto e le diete e l’esercizio fisico non aiutano a ridurlo, dovrei prescrivergli delle statine. E non importa che non esistano dei dati pubblicati (pure se falsi) che mi dicano che questa sia una buona idea! Io glielo controllo il colesterolo? No, ma mi sento obbligato a dirgli che l’AAP dice che dovrei, e che io non sono d’accordo, e che io non ho bisogno di un esame del sangue per dirgli semplicemente che una dieta a base di cibi-spazzatura e uno stile di vita sedentario siano comportamenti negativi, a prescindere dal livello di colesterolo. Se questo è alto e i genitori del bambino insistono per avere delle statine, gli dico di trovarsi qualcun altro che gliele prescriva, perché io non lo farò. Lascio decidere ai genitori. Finora, nessuno di questi genitori, da semplici diplomati a superlaureati, mi ha mai mandato a quel paese.

A volte le società europee si dimostrano attente almeno nelle loro direttive – un po’ più attente nel come interpretano le prove in loro possesso. Io, per parte mia, cerco di usare meno medicine possibile, anche se alla fine di ogni giorno mi accorgo di aver prescritto qualche medicina a qualche mio paziente. E’ difficile contrastare gli “intrugli” omeopatici quando non posso dire ai miei pazienti che sono sicuro che la mia “vera” medicina faccia esattamente quello che dovrebbe fare…e che forse gli “intrugli” omeopatici sono più sicuri.

Ben Goldacre è un medico pediatra e autore della colonna “Cattiva Scienza” nel Guardian, dedicata all’analisi delle sparate giornalistiche di argomento medico, dei prodotti di bellezza “miracolosi”, dei cosmetici pseudoscientifici e dei grandi gruppi farmaceutici multinazionali; spesso affronta anche temi come la medicalizzazione della vita moderna e della psicologia delle credenze irrazionali.

Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/business/2012/sep/21/drugs-industry-scandal-ben-goldacre
21.09.2012

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

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fonte comedonchisciotte.org

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Chi tace i possibili danni da vaccinazione antinfluenzale ha la coscienza sporca. E inganna chi ama


fb, Vincere l’autismo – fonte immagine

Chi tace i possibili danni da vaccinazione antinfluenzale ha la coscienza sporca. E inganna chi ama

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Attilio Speciani, allergolo e immunologo – tratto da http://www.eurosalus.com/malattie-cura/chi-tace-i-possibili-danni-da-vaccinazione-antinfl

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Vaccinazione antinfluenzale, vaccino e influenza sono temi molto caldi. Come ogni anno, la campagna mediatica per la vaccinazione antinfluenzale ha iniziato a battere la sua grancassa già dalla fine di agosto. La campagna vaccinale 2012-2013 sarà però ricordata per l’ulteriore perdita di credibilità proposta da chi sostiene la vaccinazione come strumento unico di prevenzione.

Ottobre ha visto il blocco di 2,5 milioni di dosi vaccinali prodotte dalla Crucell per una contaminazione batterica e ieri il blocco di 3 milioni di dosi di vaccini antinfluenzali di Novartis (Agrippal, Influpozzi subunità, Influpozzi adiuvato e Fluad) di cui 500.000 già distribuiti e i restanti già prodotti e pronti all’uso.
Questi ultimi sono stati ritirati dal commercio per una probabile azione eccessiva di stimolo del sistema immunitario. In parole povere, siccome la loro risposta immunologica sembrava un po’ debole sono stati “adiuvati” con qualcosa che l’organismo può riconoscere come “nemico” provocando un eccesso di reazione immunologica, non più solo indirizzata verso l’eventuale virus, ma anche verso organi e apparati dell’intero organismo, rischio presente in ogni pratica vaccinale, ma probabilmente in questo caso estremamente accentuato.

Si tratta di una situazione grave, in cui viene perso di vista l’obiettivo primario. A fronte di una ricerca ossessiva della protezione antinfluenzale, che quest’anno non dovrebbe essere preoccupante, si innescano potenziali risposte organiche altamente rischiose. Come se per impedire al bambino di sporcarsi la maglietta mentre gli si dà la pappa, si usasse un bavaglino che lo strangola…
La scienza dovrebbe meglio definire i suoi obiettivi primari quando inventa qualcosa di potenzialmente rischioso. E se fosse vero, come il Ministro ha tristemente affermato, che Novartis conosceva il pericolo dei suoi vaccini già da luglio e lo ha comunicato solo il 18 ottobre, la mia affermazione sulla sfiducia in certi tipi di Scienza assume un significato sempre maggiore.

Da immunologo faccio ogni anno riferimento ai dati Australiani, che con un anticipo di 6 mesi fornirebbero ai nostri scienziati l’esatta descrizione (o quasi) di quello che avverrà nel nostro emisfero durante l’inverno. Anche quest’anno i dati Australiani sono molto rassicuranti e ci dicono qualcosa sia sulla scarsa forza dei virus sia sulla scarsa efficacia dei vaccini in uso. Infatti in Australia si è ammalato il 2,5% dei vaccinati e il 3,5% dei non vaccinati. Una differenza sufficientemente risibile.
Eppure sentiamo affermazioni pesanti sulla futura influenza. In spregio alle più elementari regole sulla memoria, nonostante le polemiche roventi seguite alla falsa pandemia di H1N1 suina, e come già avvenne a settembre 2010 quando in Italia i giornali riportavano gli articoli dei soliti virologi che ripetevano esattamente le stesse cose dette negli anni precedenti, il rito si ripete con le stesse cose che vengono nuovamente ridette. Se non fosse una triste realtà sembrerebbe uno scioglilingua…

Abbiamo sentito e letto che l’influenza sarà potente e devastante, che arriverà in anticipo, che mieterà vittime in assenza del giusto atteggiamento vaccinale preventivo. Esattamente come tutti gli anni.
Ricordiamo il 2004 con la SARS e l’aviaria con l’H5N1 in cui i maggiori danni si ebbero per gli effetti dipendenti dalla paura. Molti si vaccinarono anche se dubbiosi. In relazione alla influenza A suina H1N1 del 2009 ho detto chiaramente perché non mi sarei vaccinato in un articolo che è stato poi ripreso anche da diversi quotidiani italiani.

Inoltre la prevenzione antinfluenzale è attuabile anche attraverso forme naturali di terapia. Fortunatamente la consapevolezza e internet e la diffusione della conoscenza hanno avuto ragione e nel 2009-2010 la campagna vaccinale fu un flop assoluto.
Noi crediamo che chi ha la convinzione di vaccinarsi abbia il diritto di farlo. Dobbiamo però ricordare che le campagne di stampa non sempre sono legate a fatti oggettivi e che la immunizzazione antinfluenzale è una profilassi forse utile, ma certamente non priva di rischi. E chiunque, nel dubbio, deve poter avere la libertà di astenersi dalla vaccinazione.

I dati
Un vaccino antinfluenzale ha, come tutti i vaccini, dei possibili benefici, e anche dei possibili danni che dovrebero essere resi noti con chiarezza per consentire scelte consapevoli ai cittadini.
La variabilità delle influenze è altissima, ed è molto difficile prevedere il tipo di diffusione che avrà: nonostante questo, tra settembre e ottobre di solito i titoli dei giornali parlano di milioni di persone ammalate che puntualmente non si verificano.
Le previsioni epidemiche spesso vengono disattese. Basta ad esempio pensare a cosa è successo nel 2009 e nel 2010 nella stagione invernale dell’emisfero Sud. L’epidemia o pandemia H1N1 che veniva paventata ha provocato un numero irrisorio di decessi. Circa un ventesimo di quelli che ogni anno vengono riferiti alla classica influenza. La comunità scientifica anziché leggere i dati e interpretarli ha continuato a segnalare rischi e problemi in realtà falsi.

Il problema non riguarda solo i danni possibili da vaccinazione antinfluenzale, ma in genere tutte quelle che mirano in modo ossessivo alla protezione senza ricordarsi che il sistema immunitario è qualcosa di vivo e biologico e non meccanico. In questo periodo, le polemche sugli effetti gravi di danno provocato da un numero eccessivo di vaccinazioni praticate ai militari italiani ha portato ad un’inchiesta i cui risultati appaiono sconvolgenti.

Per contro sappiamo che negli anni passati intere squadre di calciatori vaccinati erano a letto con l’influenza anziché in campo. E anche se, come ci spiegano alcuni esperti, essere vaccinati fa diminuire il pericolo di confondere i sintomi dell’influenza con quelli della SARS (o con quelli dell’aviaria, o con quelli della H1N1 A come alcuni sostengono), non si vede in che modo questo possa essere vero, considerato il numero di casi di influenza che comunque si verificano proprio tra i soggetti vaccinati.

Per quanto riguarda la possibile vaccinazione per l’H1N1, il cui ceppo è comunque presente in tutte le preparazioni vaccinali dal 2009 ad oggi, è bene invece ricordare, come spiegato sotto, quanto accaduto nel 1976 per la unica vaccinazione suina attuata fino ad ora, per capire quanto sarebbe più utile una riflessione critica prima di partire con una vaccinazione a tappeto con vaccini non ancora sperimentati. Purtroppo, nel vaccino trivalente previsto per la vaccinazione 2010-2011 è stato inserito, senza che ce ne fosse alcun bisogno, il vaccino anti H1N1 suino che tante polemiche ha scatenato lo scorso anno, e di anno in anno questo vaccino viene sistematicamente riproposto nella formulazione.

Non intendiamo entrare qui nel dibattito relativo all’efficacia di questa forma di profilassi, ma in considerazione del pubblico e martellante invito a vaccinare tutti i bambini (e non solo quelli per i quali i vantaggi potrebbero superare i rischi), ci appare doveroso contribuire oggi anche con le notizie relative ai possibili effetti dannosi, che gli organi ufficiali di informazione, in questi giorni, sembrano deliberatamente o inconsapevolmente trascurare.

I bambini in prima linea
In un paese libero e civile le persone devono essere informate e poter scegliere. Ma se chi stimola la vendita dei vaccini determina anche l’informazione, e questa informazione continua a dire che la vaccinazione è assolutamente innocua, i conti non tornano più. Quanto viene detto è falso e i possibili rischi, anche gravi, della vaccinazione antinfluenzale sono scientificamente dimostrati (ma scarsamente divulgati!).

Se (come è avvenuto in passato e ci auguriamo non debba più avvenire) qualcuno continua a segnalare che quanto più i bambini saranno vaccinati tanto meno avremo paura della SARS o della suina o di altre forme virali gravi e tanto meno sofferenze infliggeremo loro, mente spudoratamente, cercando solo di cavalcare un momento emotivo intenso per ottenere un vantaggio commerciale o altri vantaggi indiretti (il mantenimento della paura).
Un bambino sano che si ammala di influenza (posto che si ammali anche se viene cautelato con la necessaria profilassi comportamentale), se è ben nutrito e ha un adeguato supporto minerale e vitaminico supera l’influenza, talvolta con l’uso di qualche sintomatico di supporto.

Restiamo sempre sorpresi dal fatto che in due metaanalisi successive la Cochrane (ente mondiale super partes, che analizza tutti i dati scientifici prodotti dalla comunità scientifica internazionali) ha confermato la inefficacia preventiva del vaccino nei bambini fino ai due anni, e che nonostante questo venga sistematicamente indicato di vaccinare i bambini a partire dai 6 mesi di età. Perché il Ministero dà indicazioni contrarie alle conoscenze scientifiche?
Inoltre, non ci stanchiamo di ripeterlo, chi si ammala di influenza, ne esce guarito e con un aumento delle difese immunologiche (durante una forma virale cresce l’Interferone che ci difende, ad esempio, da future forme tumorali).

L’esperienza di chi usa forme di terapia omeopatica e naturale, per prevenire le infezioni invernali ricorrenti e l’influenza, è ampia e ben rappresentata nella popolazione italiana.
A fronte di un’informazione corretta, i cittadini potrebbero comunque scegliere, in relazione alle proprie convinzioni, se seguire un iter vaccinale con dei probabili benefici (e alcuni rischi) oppure un trattamento diverso, probabilmente benefico (ma senza alcun rischio “vaccinale”).

Verità scientifiche nascoste sotto il tappeto
Allora veniamo alle menzogne. Non ci stiamo riferendo al fatto che le troppe vaccinazioni potrebbero fare male (anche se sempre più dati invitano a riflettere su questo tema), perché dalla parte opposta si potrebbe dire che ci attacchiamo a un’ideologia o a un credo diversi da quelli che propone la “scienza” medica.
Facciamo dunque riferimento solo ad alcuni lavori scientifici, alcuni dei quali recentissimi, che non fanno che ribadire l’esistenza di possibili rischi da vaccinazione antinfluenzale, lavori scritti nei centri più famosi del mondo per le medicine “classiche” e convenzionali.

Cosa direste, ad esempio, se vi dicessero che vaccinando con “l’innocua vaccinazione” antinfluenzale tutti i bambini italiani ci possiamo aspettare almeno 10-15 casi di sindrome di Guillaine-Barrè (poliradicolonevrite) più del solito, cioè almeno 10-15 bambini minori di 7 anni tra cui forse anche il nostro, semiparalizzati per molti mesi e in alcuni rari casi anche per tutta la vita, con incapacità di muoversi, agire, pensare come prima?

Eppure un gruppo di epidemiologi americani segnala questo dato già dal 1998 (N Engl J Med. 1998 Dec 17;339(25):1797-802 ), un dato che va ad affiancarsi a uno studio australiano che conferma, a fronte di 67 banali eventi post-vaccinali ogni 100.000 dosi di vaccino, la frequenza di ben 16,7 eventi avversi seri ogni 100.000 dosi per i bambini sotto i 7 anni, negli anni 2000 e 2002 (Commun Dis Intell. 2003;27(3):307-23).
Ma la citazione dei lavori sui danni neurologici post vaccino antinfluenzale può continuare. Non si tratta di eventi frequentissimi, ma si tratta di eventi possibili, gravi, e chi li nega mente, crea un’informazione sanitaria artefatta.

Andiamo dalla nevrassite (Eur J Neurol. 2000 Nov;7(6):731-3) alla nevrite ottica (J Neuroophthalmol. 1996 Sep;16(3):182-4). Per una corretta informazione, è opportuno ricordare che la stessa influenza può determinare un’infiammazione del tessuto nervoso come complicanza, ma è drammatico riconoscere che la maggior parte delle 58 morti per Guillaine Barrè verificatesi nel 1977 negli USA, si verificò nei soggetti vaccinati, con insorgenza della malattia dopo 3-4 settimane dalla vaccinazione (Neurology. 1980 Sep;30(9):929-33).

Sono forse più i danni da vaccinazione di quelli che determina la malattia? Non lo sappiamo con certezza, ma esprimere un dubbio è molto diverso dal trasmettere una tracotante e colpevole certezza di innocuità. In questo caso, da immunologo, mi sentirei di esprimere ben più che un singolo dubbio.
Trovo profondamente disdicevole che la presenza di eventi pur non frequentissimi ma ben documentati a seguito della vaccinazione antinfluenzale non sia resa pubblica. Non è accettabile che il sito del Ministero della Salute fino allo scorso anno abbia evidenziato solo un modesto rialzo febbrile e la “bua sul sederino” come unici possibili danni rilevabili nel post vaccinazione. Fortunatamente per la campagna 2010-2011 ha almeno evidenziato che qualche rischio potrebbe esserci(in una pagina raggiungibile dopo 6 click) anche se, nonostante l’evidenza scientifica qui presentata, precisa che tale evenienza è stata riferita ma mai confermata.

I bambini paralizzati dalla vaccinazione, in fondo, non saranno tantissimi nell’economia commerciale italiana, ma ogni singolo caso merita una consapevole decisione per poter affrontare un rischio. È giusto che chi sceglie lo sappia, e non si senta dire che la vaccinazione è praticamente del tutto innocua, quando non è vero. Sapere le cose dopo, centuplica il livello del dramma.

Che dire, per fare un altro esempio, dei casi di ORS (sindrome oculo-respiratoria) dei quali Eurosalus ha subito parlato e che sono stati prima minimizzati e ritenuti dipendenti da un vaccino un po’ anomalo, e poi oggi addirittura riconfermati in doppio cieco contro placebo nel 44% dei soggetti che l’hanno già avuta? Il lavoro è stato pre-pubblicato on line (Clin Infect Dis. 2003 Oct 15;37(8):1059-66. Epub 2003 Sep 26) ed è stato tanto significativo da portare i suoi autori a suggerirne l’informazione specifica a chi ne ha sofferto.

Sicuramente si tratta di un problema di gravità molto relativa, ma perché chi si vaccina non deve sapere che potrebbe perdere del tutto i capelli? Questo dato riguarda soprattutto la vaccinazione obbligatoria antiepatite B, ma in buona misura vale anche per l’antinfluenzale (JAMA. 1997 Oct 8;278(14):1176-8). In fondo, sembra pensare l’industria vaccinale, che male c’è ad avere dei bambini calvi, se hanno evitato 4 giorni di febbre e mal di gola?
Che dire poi se dal numero del maggio 2003 della rivista Clinical Immunology (Clin Immunol. 2003 May;107(2):116-21), uno dei più autorevoli studiosi americani, analizzando i 382 casi di sindrome di Guillaine-Barrè post-vaccino antinfluenzale rilevati in USA negli anni 1991-1998, cioè la bellezza di 50 casi all’anno documentatamente causati dalla vaccinazione e dal particolare quantitativo di endotossina associato al virus, confrontato a un rischio 0 (zero) per la vaccinazione con la anatossina tetanica, suggerisce che forse per la vaccinazione antinfluenzale dovrebbe essere richiesto un consenso informato scritto? Ma a cosa serve un consenso informato per qualcosa che dovrebbe fare solo bene?

Come cittadino credo che meritiamo qualcosa in più di un’informazione pubblica parziale e aggressiva come si è dimostrata quella di quest’ultima campagna per la diffusione del vaccino antinfluenzale. La coscienza della popolazione è probabilmente cresciuta ed è in grado di percepire dove gli interessi commerciali finiscono per prevalere sul rispetto. Rimango comunque indignato.

Anche se le mie scelte possono essere diverse, rispetto e apprezzo i colleghi medici che suggeriscono la vaccinazione antinfluenzale per loro convinzione, segnalandone però i potenziali rischi.
Stigmatizzo e condanno invece la protervia commerciale che cerca di nascondere “sotto al tappeto” le verità scientifiche che tanto difende, quando diventano scomode. Su Eurosalus abbiamo già dato ripetutamente indicazioni esaustive sulle ampie possibilità di prevenzione naturale delle forme di raffreddamento invernale, influenza compresa (vedi anche gli altri link di questo articolo).

E tutti gli anni ormai riconosciamo un’aggressione di questo tipo, che puntualmente si verifica nella comunicazione televisiva e giornalistica.
Oggi, questo articolo serve solo per tranquillizzare coloro che sceglieranno consapevolmente di non fare e di non fare eseguire ai figli la vaccinazione antinfluenzale proposta in modo così pressante e di informare serenamente coloro che in modo consapevole sceglieranno di vaccinare se stessi o di fare vaccinare i loro figli. .
Ci sono molti i motivi scientifici che sostengono questa scelta e ci sono, fortunatamente, gli strumenti per affrontare con serenità i virus vecchi e nuovi senza credere di avere fatto scelte sbagliate per i propri figli. Siamo ancora in uno stato che deve garantire le scelte autonome e consapevoli del cittadino, che può farle, in un senso o nell’altro solo se realmente informato.

Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo Clinico

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fonte disinformazione.it

Il ministero della Salute blocca quattro vaccini antinfluenzali Novartis

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Il ministero della Salute bloccaquattro vaccini antin fluenzali Novartis

Divieto di utilizzo in via precauzionale di alcuni antinfluenzali: «Necessarie alcune verifiche». Stop a 8 milioni di dosi

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ROMA – Il Ministero della Salute e l’Aifa hanno disposto il divieto immediato a scopo cautelativo e in attesa di ulteriori indagini dell’utilizzo di alcuni vaccini antinfluenzali Novartis.«Ai cittadini – spiega una nota – è richiesto di non acquistare né utilizzare tali vaccini fino a nuova comunicazione».

I vaccini vietati sono Agrippal; Influpozzi sub unità; Influpozzi adiuvato; Fluad, tutti prodotti dall’azienda Novartis. L’Aifa, «sulla base della documentazione presentata dall’azienda, ha stabilito la necessità di ulteriori verifiche circa la qualità e la sicurezza degli stessi, dal momento che questi potrebbero presentare una aumentata reattogenicità, cioè la capacità di indurre effetti collaterali e reazioni indesiderate. Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, sta seguendo da vicino la situazione».

Le dosi in circolazione. Si stima siano di 6 milioni le dosi di vaccino della Novartis sul mercato italiano. In tutto in Italia si utilizzano 12-14 milioni di dosi per campagna antinfluenzale. Ma, secondo quanto si è appreso, il provvedimento di divieto di acquisto e utilizzo per il momento avrebbe riguardato solo le circa 500 mila dosi attualmente distribuite. Con lo stop alla distribuzione delle 2,3 milioni di dosi dell’azienda olandese Crucell al momento quindi potrebbero mancare per l’avvio della campagna, se i provvedimenti venissero confermati, oltre 8 milioni di dosi.

Potenzialmente pericolosi.
Le dosi di vaccino della Novartis sono oggetto del provvedimento di blocco «poichè i medicinali presentano difetti di qualità potenzialmente pericolosi per la salute pubblica». Le dosi sottoposte al provvedimento, precisamente, sono 487.738. Lo rende noto il Ministero della Salute diffondendo il provvedimento che l’Aifa ha inviato a i soggetti coinvolti.

Le motivazioni.
Mancano elementi sull’esatta composizione degli aggregati», e «l’impatto del difetto sulla qualità, sulla stabilità del vaccino e di conseguenza sulla sicurezza». In particolare , secondo l’Aifa è stato evidenziato un problema riguardo al fenomeno di «aggregazione proteica». Nel documento si spiega che toccherà alla Novartis Vaccines and Diagnostics assicurare l’immediata comunicazione del divieto di vendita e utilizzo a tutti i destinatari del medicinale oggetto del provvedimento nel più breve tempo possibile e, comunque, entro e non oltre 48 ore dalla ricezione del presente provvedimento. Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute «è invitato a verificare l’avvenuta comunicazione del divieto di utilizzo, procedendo, in caso di mancato adempimento da parte della ditta interessata, al sequestro dei vaccini anti-influenzali».

Mercoledì 24 Ottobre 2012 – 12:45
Ultimo aggiornamento: 17:14
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fonte ilmessaggero.it

Viaggi e denaro per aumentare vendite ormoni della crescita per bambini: 67 medici indagati

I carabinieri del Nas (Germogli)

I carabinieri del Nas (Germogli)

300 carabinieri del Nas in azione in 15 regioni

Viaggi e denaro per aumentare vendite ormoni della crescita per bambini: 67 medici indagati

Una nota azienda farmaceutica, tramite gli informatori scientifici, prometteva somme di denaro, viaggi all’estero, oggetti di valore e altro a medici di strutture ospedaliere pubbliche e private che prescrivevano ormoni per la crescita destinati ai bimbi. Pm: “Il prossimo passo è verificare ciò ha recato danno alla salute dei piccoli”

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Roma, 17 ottobre 2012 – Dalle prime ore della mattinata circa 300 carabinieri del Nas e dei Comandi Provinciali di 15 Regioni stanno eseguendo 77 perquisizioni a carico di 67 medici indagati.

L’indagine, condotta dal Nas di Bologna e coordinata dalle Procure della Repubblica di Rimini e Busto Arsizio (Va), ha portato alla scoperta di una colladauta e vasta organizzazione d’informatori scientifici di una nota azienda farmaceutica che, per incrementare le vendite di alcune tipologie di farmaci, dava o prometteva somme di denaro, viaggi all’estero, oggetti di valore e altro a medici di strutture ospedaliere pubbliche e private per oltre mezzo milione di euro.

REGALI PER PRESCRIVERE FARMACI PER CRESCITA A BAMBINI Regali in cambio di prescrizione di farmaci, nello specifico ormoni per la crescita destinati ai bimbi. Questo l’intreccio criminale tre una nota azienda farmaceutica e 67 medici specialisti – soprattutto endocrinologi e nefrologi di strutture pubbliche e private – sparsi in tutta Italia, che sono finiti nella rete nei Nas. Circa 300 carabinieri del Nucleo operativo a tutela della salute e dei Comandi provinciali di 15 regioni stanno eseguendo in queste ore 77 perquisizioni a carico dei 67 medici indagati.

I camici bianchi sono accusati di aver ricevuto, attraverso una vasta organizzazione di informatori scientifici (12 persone) di una nota azienda farmaceutica – a quanto apprende l’Adnkronos Salute una società del Nord Italia – somme di denaro, viaggi all’estero e oggetti di valore. L’indagine, condotta dal Nas di Bologna, è partita circa 2 anni fa ed è coordinata dalle Procure di Rimini e Busto Arsizio (Varese). Gli specialisti avrebbero intascato l’equivalente di circa 500 mila euro per migliaia di prescrizioni contestate. I reati ipotizzati sono quelli di truffa al Ssn, comparaggio, associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e falso.

L’indagine ha portato alla scoperta dell’esistenza di una “collaudata organizzazione” che per incrementare le vendite di alcune tipologie di farmaci destinati ai bambini per curare i disturbi della crescita, dava o comunque prometteva somme di denaro, viaggi di piacere all’estero, oggetti di valore ed altro, a medici di strutture ospedaliere pubbliche e private, giustificandole con falsa documentazione, che indicava come il denaro fosse frutto di attività di consulenza, un contributo a congressi e seminari, o a viaggi per partecipare a meeting e seminari.

Gli informatori scientifici sollecitavano i medici indagati ad aumentare le prescrizioni con l’inserimento in terapia di nuovi piccoli pazienti a cui venivano somministrati due tipi di farmaci innovativi a base di ormoni. Il prossimo step per i Nas, spiega il tenente colonnello Giovanni Capasso, è quello di verificare se queste prescrizioni hanno in qualche modo recato danno alla salute dei bambini.

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fonte qn.quotidiano.net

Vaccino antinfluenzale, ministero blocca distribuzione: prodotto insicuro

La nostra opinione già la conoscete: fate a meno dei vaccini (che comunque sono sempre pericolosi), l’influenza si cura standosene a casa fino a che non è passata. E se avete febbre, una volta cessata aspettate almeno un giorno (tre per i bambini) per ritornare normalmente in circolazione. Assumete vitamina C per vie naturali, attraverso il cibo cioè, e non affidatevi ai prodotti di sintesi che sono di scarsa efficacia.

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Vaccino antinfluenzale, ministero blocca distribuzione: prodotto insicuro

Si tratta di una misura precauzionale. «Nessun rischio per la salute. Stiamo reperendo sul mercato estero tutte le dosi necessarie»

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ROMA – Il Ministero della Salute precisa che il blocco di tutti i lotti di vaccino antinfluenzale prodotti dall’azienda farmaceutica Crucell «è stato predisposto cautelativamente dall’azienda stessa prima della loro distribuzione». Nessuna dose del suddetto vaccino, dunque, afferma il ministero della Salute, «è stata mai messa in circolazione».

Il ministero della Salute nella nota precisa inoltre «che l’azienda produttrice dei vaccini in questione non è tra le prime che riforniscono il mercato. In queste ore al Ministero e all’Aifa si sta affrontando il problema. Altre aziende hanno assicurato la garanzia delle dosi necessarie in modo che non vi sia alcun problema per i cittadini».

La campagna vaccinale, appena partita, aveva già registrato ritardi nelle forniture. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera il vaccino Inflexal V della ditta Crucell, avrebbe registrato, secondo una lettera della stessa azienda, «risultati inattesi nei test». Il ministero della Salute però tranquillizza.«I vaccini sono estremamente controllati. I controlli sono ferrei e quando si rileva un problema, che può accadere, perchè‚ comunque si tratta di prodotti biologici, le aziende ritirano non solo i lotti sospetti, ma l’intera produzione. «Una misura precauzionale – continua la nota del dicastero – che viene sempre adottata, quando si individua anche solo un minimo rischio. Il Ministero della Salute assicura che non vi sono rischi per la salute e che quello che si sta affrontando in queste ore è solo un problema organizzativo per reperire anche sul mercato estero da parte delle aziende produttrici tutte le dosi necessarie di vaccino antinfluenzale».

In Italia annualmente vengono infatti utilizzate tra 10 e 12 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale.

Mercoledì 17 Ottobre 2012 – 10:50
Ultimo aggiornamento: 11:43
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fonte ilmessaggero.it
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Vaccini: Lo Stato Italiano avvelena i neonati?

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Vaccini: Lo Stato Italiano avvelena i neonati?

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DI GIANNI LANNES
Su la testa !

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Effetti indesiderati o ricercati per far soldi sulla pelle di esseri indifesi col pretesto scientifico?
Il nome è quello di un killer legalmente autorizzato ad avvelenare i bambini e a trasformarli in pazienti cronici danneggiando irreversibilmente le loro difese immunitarie. Si chiama infatti “Infanrix Hexa”. E’ il vaccino esavalente dal costo di quasi 100 euro – prodotto dalla famigerata società britannica Glaxo Smith Kline, (condannata più volte negli Stati Uniti d’America per aver mandato all’altro mondo tante persone) – somministrato in un’unica soluzione. L’obbligo di legge per i neonati riguarda difterite, tetano, poliomelite, epatite b. Ma nella dose diffusa ci sono gli antigeni per altre due malattie infettive.

Secondo l’stituto superiore di Sanità: “Copertura ottimale e nessun rischio provato, il vero scandalo è contrarre virus perché si rifiuta il vaccino”. Dunque, solo in Italia salvo in alcune Regioni ove esse sono divenute facoltative (ad esempio il Veneto), sono obbligatorie, per tutti i nuovi nati, le seguenti vaccinazioni: antipoliomielitica (Legge 4 febbraio 1966 n° 51), antitetanica (Legge 20 marzo 1968 n° 419), antidifterica (Legge 6 giugno 1939 n° 891 – L. 27 aprile 1981 n° 166), antiepatite virale B (Legge 27 maggio 1991 n° 165, promulgata da Cossiga su proposta di Andreotti e De Lorenzo). «Mio figlio autistico a causa dei vaccini» ha denunciato l’infermiere Gabriele Milani. Come se non bastasse spesso nei centri vaccinali sono “offerte” e somministrate in unica seduta (contemporaneamente al vaccino esavalente) le vaccinazioni antipneumococcica (contiene 13 antigeni + Polisorbato 80, ovvero una sostanza sterilizzante) ed antimeningococcica C per tutti i nuovi nati.

La vaccinazione anti-epatite b (contenuta nell’esavalente) introdotta grazie alle tangenti ricevute dall’ex Ministro della Salute Francesco De Lorenzo è totalmente illegale e truffaldina, in considerazione del fatto che l’ex Ministro è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione «per il danno all’immagine arrecato alla pubblica amministrazione in relazione agli illeciti, accertati in sede penale, che avevano determinato una ingiustificata levitazione della complessiva spesa farmaceutica».

Sovente i genitori non lo sanno o non sono puntualmente informati dai medici (pediatri) preposti al servizio delle aziende sanitarie locali: così in una botta sola vengono iniettati ai pargoli oltre a quelli obbligatori, anche i raccomandati

Haemophilus B e pertosse. Una madre: “Sette vaccini contemporanei alla prima somministrazione non sono troppi?”. Se sono obbligatori solo 4 vaccini (difterite, tetano, poliomelite, epatite b) perché invece se ne somministrano addirittura 6 e anche di più? C’è per caso qualche controindicazione se si usano esseri umani appena affacciati alla vita alla stregua di cavie? Il Codacons ha sporto una denuncia. Chi ci guadagna in valuta sonante e chi perde in termini di salute? Oltretutto anche in quelli obbligatori si annidano pericoli apparentemente invisibili: i metalli pesanti. Il decreto ministeriale del 27 giugno 2003 aveva messo al bando il mercurio: a distanza di 9 anni è ancora presente nella composizione come hanno certificato recenti analisi scientifiche e le disposizioni stabilite dall’Ente europeo per i farmaci. Non è tutto: negli adiuvanti compare anche l’alluminio in dosi macroscopiche. Secondo il ministero della Salute e l’istituto Superiore di sanità è tutto a posto e non c’è nessun pericolo. Inverosimile. Come la mettiamo con gli effetti collaterali e le malattie insabbiate?

Possibile che debba prevalere il profitto economico sulla salute? Tutto quel via vai di informatori scientifici delle grandi multinazionali farmaceutiche a qualcosa servirà, oppure no? Comunque la battaglia contro i fabbricanti di morte e la compiacente casta italiota di politicanti corrotti in veste di legislatori di comodo, non è perduta. Affiora qualche speranza: due sentenze giudiziarie, recentemente, hanno scosso il mondo della pediatria: c’è una relazione tra i vaccini obbligatori, somministrati ai nostri figli, e l’autismo. Lo hanno detto due giudici, a Rimini e a Torino, e nel secondo caso la Corte d’appello ha deciso un risarcimento da 1,8 miliardi di euro. Utili o dannosi? I vaccini quanto servono e quanto sono pericolosi? Perché sono obbligatori da noi e in Francia, ma nel resto d’Europa solo consigliati. Associazioni di genitori che hanno vissuto disgrazie cliniche dopo una vaccinazione, il Comilva ad esempio, pubblicano in Rete studi sconosciuti all’opinione pubblica. Per quale motivo il Governo Monti non rende noto il numero complessivo delle persone danneggiate nel nostro paese? Sarà un caso, ma la Legge 25 febbraio,1992, numero 210 parla chiaro: “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”. Che ragione c’era di promulgare una normativa del genere 20 anni fa se lo Stato è in regola? Signor Monti visto che lei parla correntemente inglese e bazzica sovente fuori dall’Italia, quali sono le modalità di importazione di specialità medicinali registrate all’estero?

Trucchi e pericoli – La litania affaristica è classica: questo vaccino per l’infanzia non contiene mercurio. Si tratta di una grave inesattezza a carico della salute dei bimbi. Una prova è contenuta in un’antecedente disposizione dell’EMEA (Ente Europeo per i Farmaci) risalente all’ 11 gennaio 2007. In questa disposizione (EMEA/CHMP/VWP/19541/2007) si cita testualmente che “il Thiomersale è un antimicrobico composto da mercurio organico che continua ad essere utilizzato sia nelle prime fasi di produzione, o come conservante nei vaccini”. Sono altresì suggerite nuove formule comunicative da inserire nei foglietti illustrativi a seconda che il Thiomersale (Thimerosal, Mercuriotiolato, Etilmercuriotiosalicilato) sia utilizzato come conservante o nella filiera produttiva. Nel primo caso, la frase “questo medicinale contiene thimerosal (un composto di mercurio organico, ndr) come conservante e pertanto è possibile che si verifichino reazioni di sensibilizzazione” è stata sostituita con la frase “ipersensibilità a qualsiasi componente del medicinale“. In sostanza si maschera un’informazione vitale in merito ad un prodotto che potrebbe causare una riconosciuta sensibilizzazione (reazione allergica). Nel secondo caso, se il Thiomersale utilizzato nel processo di produzione si traduce in livelli inferiori a 40 nanogrammi per dose, o livelli non quantificabili, non sono raccomandate ulteriori dichiarazioni da inserire nelle informazioni del prodotto. In sostanza è consentita l’omissione di informazioni pur essendo confermato che potrebbe ugualmente avvenire una sensibilizzazione (reazione allergica) al prodotto.

L’ultimo dato reso noto a riguardo dalla FDA segnala che nel periodo 1993/96, 7000 bambini nordamericani sono morti a seguito di reazioni avverse ai vaccini ed altri 333.000 hanno avuto danni permanenti. Un altro dato interessante viene dal Giappone, dove i casi di “sindrome da morte improvvisa” sono scomparsi, immediatamente dopo che l’età delle vaccinazioni obbligatorie è stata spostata dai due mesi di vita ai due anni. E’ ben noto alle autorità sanitarie che col boom dei casi di autismo infantile a partire dal 1992, i neonati hanno ricevuto per ciclo vaccinale un quantità variabile tra 125 e 175 mcg di mercurio, spropositata per il loro peso.

Nell’INFANRIX HEXAspacciato per “libero da sali di mercurio”, in realtà è contenuto mercurio nella quantità di 10 ppb (parti di miliardo) ovvero 0,01 ppm (parti per milione) vale a dire 0,010 mg/Litro come conferma uno studio indipendente di ricercatori australiani (Austin DW, Shandley KA, Palombo EA) Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization program schedule (Journal of Toxicology and Enviromental health. Part A. 2010;73(10):637-40).
Sebbene i livelli di Hg rilevati sono sostanzialmente più bassi di qualsiasi limite di sicurezza di esposizione stabilito, i risultati di questo studio rivelano appunto le inesattezze presenti nei messaggi di salute pubblica, nelle comunicazioni professionali, e nella documentazione ufficiale per quanto riguarda il contenuto di mercurio in questo vaccino per l’infanzia.

Inoltre, mancano studi relativi ai danni neurologici che possono essere causati in neonati di 3 mesi, 0,5 ppb di mercurio uccidono le cellule del neuroblastoma umano (Parran et al., Toxicol Sciences 2005; 86: 132-140), 20 ppb di mercurio distruggono la struttura delle membrane dei neuriti (Leong at al. – Neuroreport Journal 2001; 12: 733-37), 2 ppb di mercurio è la quantità massima contenuta nell’acqua potabile (disposizione EPA – massimo organo federale degli Stati Uniti) che potrebbe causare danno renale a lungo termine, 200 ppb di mercurio è il limite minimo stabilito dall’EPA affinché un liquido sia classificato come rifiuto pericoloso, i vaccini inutilizzati sono smaltiti come “rifiuti pericolosi a rischio infettivo” (ai sensi del Dpr 15 LUGLIO 2003, numero 254).

E ancora: leggendo il foglietto illustrativo di questo vaccino, si apprende che è contenuta anche una combinazione di alluminio (fosfato di alluminio e idrossido di alluminio) alla considerevole dose (sempre riferita al neonato) di 935 microgrammi per fiala. Un recente studio di alcuni neuroscienziati di Vancouver, CA. Shaw e L. Tomljenovic, prosegue la raccolta di domande critiche circa la presunta sicurezza dell’alluminio (presente praticamente in tutti i vaccini) e dimostra come gli effetti neurotossici sono altrettanto dannosi, se non peggiori, di quelli del mercurio.

L’alluminio è una comprovata neurotossina ed è l’adiuvante più comunemente utilizzato nei vaccini. Nonostante l’uso diffuso degli adiuvanti di alluminio, la comprensione della scienza medica in merito al loro meccanismo d’azione è ancora notevolmente scarsa. C’è anche una relativa scarsità di dati sulla tossicologia e la farmacocinetica di questi composti ma, nonostante questo, la fantasiosa nozione che l’alluminio nei vaccini è sicuro è spesso ampiamente accettata. Ricerche indipendenti, tuttavia, dimostrano che gli adiuvanti in alluminio hanno la potenzialità di indurre gravi disturbi immunologici e neurologici negli esseri umani. In particolare, l’alluminio sotto forma di adiuvante comporta un rischio di reazioni autoimmunitarie, infiammazioni cerebrali a lungo termine associate a complicazioni neurologiche con conseguenze negative, profonde e diffuse.

La possibilità che i benefici del vaccino sono sopravvalutati e il rischio di potenziali effetti avversi sottovalutati, non è rigorosamente valutata nella comunità medica e scientifica. Un altro elemento di preoccupazione è la mancanza di qualsiasi valutazione tossicologica sulla somministrazione concomitante di alluminio con altri composti tossici riconosciuti che sono ordinariamente costituenti delle preparazioni commerciali dei vaccini. Un esempio? L’elenco è lungo: formaldeide, formalina, fenossietanolo, fenolo, borato di sodio, polisorbato 80, glutaraldeide e tanti altri.

Il risultato è che i bambini assumono quantità molto più elevate rispetto agli standard di sicurezza considerati dalle agenzie regolatorie, e gli adulti stanno aggiungendo quantità elevate cumulative di alluminio nei loro corpi. Dei numerosi vaccini inoculati ai neonati, molti dei quali contengono alluminio, si è dimostrato come i bambini ottengono dosi circa 46 volte superiori a quelli considerati sicuri dalle agenzie governative. Queste megadosi possono avere un effetto devastante sul cervello, argomenta il professor Russell Blaylock (neurochirurgo, autore e docente universitario), causando danni al cervello nei bambini e l’insorgenza del Morbo di Alzheimer negli adulti. «L’alluminio è tossico. Un’avvincente ricerca ha dimostrato che l’alluminio è una neurotossina cumulativa, anche in piccole concentrazioni. Esso ha la tendenza a concentrarsi nell’ippocampo, una zona del cervello vitale per funzioni cruciali, tra cui apprendimento, memoria e comportamento – afferma l’esperto Blaylock – Recenti ricerche hanno dimostrato che l’alluminio nei vaccini sta producendo gravi problemi nel cervello dei bambini in via di sviluppo. Le prove sono schiaccianti, ma molti medici e funzionari le ignorano. Essi rifiutano di guardare le prove perché sono spaventati dalla potenza delle evidenze». Conclude Blaylock: «L’incidenza di disturbi neurologici, come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e Alzheimer sta esplodendo“: non è dovuta all’invecchiamento della popolazione. È a causa di tossine, come l’alluminio nei vaccini e non solo, e nessuno sta dicendo la verità».

Nell’estate 2008 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha affermato che la quantità settimanale di alluminio nella dieta (di una persona adulta) non dovrebbe superare 1 mg/Kg di peso corporeo, riducendo di ben sette volte la soglia precedente. In tale documento si fa riferimento ad alimenti (pane, dolci, biscotti, cereali, spinaci, funghi, lattuga), ai latti artificiali per neonati (necessità di fare controlli), ritenendo trascurabili le quantità di alluminio cedute da rotoli, vaschette, utensili da cucina e assolvendo le lattine. Sempre in tale documento si legge che: «Dopo l’assorbimento, l’alluminio si distribuisce in tutti i tessuti degli animali e dell’uomo accumulandosi in alcuni di essi, in particolare nelle ossa. Il principale trasportatore degli ioni di alluminio nel plasma è la proteina legante il ferro, la transferrina. L’alluminio è in grado di penetrare nel cervello e raggiungere la placenta e il feto».

Denuncia Codacons – La Corte dei Conti ha convocato il Codacons in merito allo scandalo dello spreco di soldi pubblici per vaccini pediatrici inutili se non addirittura pericolosi, a seguito del pregresso esposto di dicembre 2011. In Italia – spiega l’associazione – i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, sono solamente quattro, cioè: 1- antidifterite, 2- antitetanica, 3 – antipoliomelite, 4 – antiepatite virale B. A stabilirlo è il D.M. 7 aprile 1999, che individua anche i vaccini “non obbligatori” [l’antimorbillo-parotite-rosolia (MPR) – la vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b; altri vaccini non obbligatori spesso iniettati ai bimbi in età pediatrica sono l’antimeningococcica, l’antiparotite, l’antirosolia, etc…] Tuttavia nelle ASL – denuncia il Codacons – anziché informare correttamente i genitori in merito alla disciplina legislativa sui vaccini obbligatori per legge e quindi effettuare solamente i quattro vaccini obbligatori ai bambini in età pediatrica, viene fornito ed iniettato ai piccoli un nuovo vaccino esavalente che contiene anche due vaccini facoltativi ossia Pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b. Non sono disponibili in unica soluzione solamente i quattro vaccini obbligatori! Ciò appare gravissimo soprattutto perché sembra che la somministrazione polivalente dei vaccini [siano essi in unica formulazione o somministrati l’uno dopo l’altro in un’unica seduta vaccinale], come ovviamente accade a maggior ragione con la somministrazione dell’esavalente, può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario. Sul fronte economico, la procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del SSN, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge. La maggiore spesa a carico della collettività è pari a 114 milioni di euro all’anno. Il Codacons, che ha illustrato la questione alla Corte dei Conti, ha già inviato un esposto alla magistratura contabile, al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica di Roma, denunciando i fatti alla luce del possibili reati di truffa e abuso d’ufficio, e chiedendo di accertare il comportamento dell’AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, essendo l’ente che autorizza nel paese la commercializzazione dei vaccini esavalenti oggi utilizzati nelle ASL Italiane.

Punto di vista – Maggiore è la spesa farmaceutica dei vaccini e più grande è il guadagno di Big Pharma. E’ ovvio che si aumenti il numero dei vaccini pediatrici (e non solo, come rivelatoci dalla pandemia bufala H1N1, dal nuovo focolaio di aviaria in Messico oppure addirittura dal prossimo vaccino antiobesità). Se le multinazionali farmaceutiche non ricercassero esclusivamente il profitto economico, avrebbero commercializzato anche i soli vaccini obbligatori (difterite, tetano, poliomielite, epatite virale B) in modo che i genitori che vogliono eseguire questi 4 vaccini avrebbero un’alternativa all’esavalente.

La vaccinazione dovrebbe essere una scelta, da valutare caso per caso, considerando esclusivamente il rapporto rischio-beneficio dopo aver ricevuto un’informazione corretta dalle autorità sanitarie. Invece i genitori sono presi alla sprovvista, a volte pressati e minacciati psicologicamente, accettano passivamente questo bombardamento al sistema immunitario del proprio figlio o della propria figlia e quel che è peggio non ricevono alcuna informazione riguardante la prevenzione dai danni vaccinali, colpevolmente minimizzati e sottaciuti come stabilito dall’articolo 7 della Legge 210 dell’anno 1992. Quante altre generazioni di bambini perderanno la salute per un cinico business?

Aluminum Vaccine Adjuvants Are they Safe
http://img18.imageshack.us/img18/7069/aluminumvaccineadjuvant.pdf

Do aluminum vaccine adjuvants contribute to the rising
http://img706.imageshack.us/img706/9079/doaluminumvaccineadjuva.pdf

Mercury in vaccines from the Australian childhood immunization
http://img339.imageshack.us/img339/4319/mercuryinvaccinesfromth.pdf

Safety of aluminium from dietary intake[1] – Scientific Opinion of the Panel on Food Additives, Flavourings, Processing Aids and Food Contact Materials (AFC)
http://img35.imageshack.us/img35/613/safetyofaluminiumfrom.pdf

EFSA: Safety of aluminium from dietary intake
http://img201.imageshack.us/img201/848/754.pdf

EMEA: CHMP Position Paper on Thiomersal Implementation of the Warning Statement Relating to Sensitisation
http://img72.imageshack.us/img72/9635/emeachmpvwp195412007.pdf

INFANRIX hexa
http://img39.imageshack.us/img39/5536/infanrixhexapreservativ.pdf

Gianni Lannes
Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it
Link
3.09.2012

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fonte comedonchisciotte.org

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SALUTE – ‘Mio figlio autistico a causa dei vaccini’

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‘Mio figlio autistico a causa dei vaccini’

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di Gabriele Milani

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Ill.mo Ministro della Salute

Premessa
Sono passati molti anni da quando mi sono diplomato come infermiere. Ho lavorato in molti reparti ospedalieri, dai meno critici ai più critici, ed ho imparato molto con il silenzio attento dei miei occhi.
Da qualche anno mi sono imbattuto nella diagnosi peggiore che una famiglia deve sopportare nei confronti del proprio figlio: “disturbo dello spettro autistico”…. diagnosticata tramite uno sterile test somministrato dopo due sole sedute dalla Neuropsichiatra Infantile alla quale mi ero rivolto per un persistente ritardo del linguaggio di mio figlio quando era ormai prossimo ai 3 anni e 5 mesi.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la American Psychological Association, “l’Autismo è classificato come una disabilità dello sviluppo risultante da un disordine del sistema nervoso centrale”.
Viene diagnosticato utilizzando specifici criteri per individuare i danni causati all’interazione sociale, alla comunicazione, all’interesse, all’immaginazione ed all’attività.

Cause, sintomi, eziologia, trattamento e altre tematiche sono controverse.
Secondo le principali istituzioni mondiali nel campo della salute, le cause di autismo sono ancora poco chiare ed i ricercatori stanno studiando una vasta gamma di cause possibili, da quelle genetiche a quelle ambientali.
Dato che il modo nel quale l’autismo si manifesta è differente in ciascun individuo, molti sono coloro che sostengono l’idea secondo la quale l’autismo è dovuto probabilmente a molteplici “cause”, che interagiscono tra loro in maniera sottile e complessa, producendo risultati leggermente differenti e sintomi diversi in ogni individuo affetto da questa patologia.

Nonostante la presunta affidabilità delle dichiarazioni ufficiali sull’autismo della “comunità scientifica e farmaceutica”, oggi molti scienziati e ricercatori guardano a questo fenomeno ed alle possibili cause in una maniera nuova.
Ricordo molto bene di come la Neuropsichiatra Infantile mi ha invitato a non effettuare alcuna ricerca relativa a tale patologia in Internet . Eppure, come ogni buon essere umano evoluto e desideroso di conoscere e capire, ho declinato tale invito e mi sono trovato di fronte ad una problematica su scala mondiale.

Ad oggi 1 bambino su 90 soffre di tale patologia ed il 72% delle famiglie si disgregano per la pressione psicologica generata da questo “incubo”.
Mi chiedo come mai gli organi di stampa ufficiali si dimostrano assenti e riluttanti alla pari di molti medici, ricercatori e case farmaceutiche, nell’addentrarsi in questa scottante realtà.

Infatti non è facile trovare facilmente sui mainstream media tradizionali le informazioni necessarie, ma è decisamente preoccupante quando inizi a comprendere meglio che le informazioni fornite dalle cosiddette “fonti ufficiali” rappresentano spesso un unico e limitato punto di vista su una realtà molto più complessa.

I bambini sono cavie da laboratorio ma molti non lo sanno
Durante le ricerche indipendenti che ho effettuato in questi anni, emerge immediatamente all’attenzione dell’utente il fatto che le informazioni raccolte dalle esperienze familiari appartenenti ai ceti più disparati, che vivono quotidianamente sulla propria pelle le problematiche correlate alla patologia del proprio figlio, portano ad un’univoca conclusione: danno organico provocato dalle vaccinazioni.

Come tanti altri genitori posso descrivere con precisione scientifica la frustrazione che era presente sulla faccia di mio figlio mentre tentava di parlare, ma niente di comprensibile usciva dalle sue labbra tranne suoni acuti e pieni di angoscia.

Come tanti altri genitori, anche io mi sono trovato di fronte alla superficialità di alcuni Neuropsichiatri nel banalizzare tale situazione.

Studiando la faccia angosciata di mio figlio, ho compreso che è come se all’interno della sua testa abitava un vecchio e decrepito operatore di centralino telefonico di quei film in bianco e nero degli anni ’30 che provava ad inserire i giusti cavi ma non era in grado di effettuare alcuna chiamata.

Invece, dopo aver raccolto le giuste informazioni, ho compreso che è come se all’interno della sua testa abita un evoluto operatore di centralino telefonico incapace di comunicare a causa dei danni derivati da uno spaventoso incendio generato da una ENCEFALOPATIA IMMUNO-ALLERGO-TOSSICA indotta dalle vaccinazioni (Autismo: encefalopatia indotta dalle sostanze neurotossiche contenute nei vaccini).

E’ dagli anni ‘90 che si conosce come le sostanze neurotossiche contenute nei vaccini, e non solo, sono la principale causa di autismo.
E’ possibile per esempio reperire filmati che dimostrano le degenerazioni cerebrali causate dal mercurio a danno dei neuroni, abilmente insabbiati nel recente passato dalle multinazionali farmaceutiche, con la complicità del Center for Disease Control (CDC) e di quegli stessi ricercatori che avevano contribuito a dimostrare la pericolosità del mercurio nei vaccini.

Ad oggi sul sito della CDC è possibile leggere: “Parecchi studi hanno riguardato un possibile rapporto fra vaccini e autismo. Il peso delle prove indica che i vaccini non sono associati con l’autismo”.

Prove?….   Ebbene, ad oggi:

• nessun ricercatore della CDC ha fornito prove!

• nessun ricercatore ha sconfessato lo studio condotto dal Dipartimento di Fisiologia e Biofisica della Facoltà di Medicina dell’Università di Calgary che dimostra come il mercurio causa degenerazioni ai neuroni cerebrali (VEDI IL VIDEO ).

• la CDC è nella poco invidiabile situazione di aiutare a sviluppare i vaccini, contribuire al loro sviluppo, pagare per la somministrazione ed essere responsabile per la loro sicurezza: “una volpe a guardia di un pollaio” (CDC GATE).

• sul sito della CDC si possono vedere molte foto di bambini sorridenti affetti da autismo, con la spiegazione che lo spettro di disordini autistici sono “un gruppo di disabilità dello sviluppo che si identificano in danni alla capacità di relazionarsi e comunicare, e nella presenza di comportamenti inusuali”.

• sul sito della CDC, anche se l’autismo affligge 1 bambino su 88 (quattro bambini ogni bambina), si asserisce: “ancora non conosciamo molto circa le cause dello spettro di disordini autistici (ASDs). Gli scienziati ritengono che sia i geni che l’ambiente svolgano un ruolo ben preciso e potrebbero essere molte le cause che conducono agli ASDs”.

Ecco quello che non diranno mai
Non diranno mai che per molti genitori l’autismo rappresenta un incubo dal quale non si sveglieranno mai.
“Danni significativi” significano che un bambino può essere violento ed autoabusivo, introverso e fisicamente malato.

Non diranno mai che l’autismo è una patologia medica nella quale la maggior parte dei bambini ha infiammazioni sia nell’intestino che nel cervello incluse coliti, super infezioni ed allergie alimentari.

Non diranno mai che negli anni ’70 solo un bambino su 10.000 era autistico, contro uno su 2.500 negli anni ’80, contro l’attuale uno su 90 e la tragica ipotesi futura di 1 su 10 entro il 2020.

Non diranno mai che nei giorni 7 e 8 Giugno del 2000 si tenne un Meeting segreto a SIMPSONWOOD con oltre 50 individui del Center Disease Control, Organizzazione Mondiale della Sanità, National International Health, American Academy of Pediatrics con molti altri rappresentanti delle lobby farmaceutiche per discutere i dati del CDC Vaccine Data Sets che aveva dimostrato come l’aumento di esposizione al mercurio determinato dai vaccini aveva incrementato di 11 volte il numero dei bambini con disordini neuro comportamentali.

Le prove di tutto ciò sono reperibili in un fascicolo di 286 pagine denominato: “Memo di Simpsonwood” (memo di Simpsonwood).

Cosa provocano i vaccini anti-infettivi per I’infanzia su un sistema immunitario di un lattante?
Scrive un autorevole clinico , il dr Donald Muller sul “Washington Free” del gennaio-febbraio 2005: “Le nuove conoscenze di neuro-immunologia pongono gravi questioni circa la scelta di iniettare Vaccini in bambini di età minore di 2 anni”.

Sollecitare in modo eccessivo il sistema immunitario infantile, prima che abbia il tempo di maturare spontaneamente, si sta dimostrando un’azione disastrosa: l’introduzione di molteplici stimoli antigenici, unitamente a sostanze tossiche chimiche e materiale immunogeno proveniente dai tessuti di cellule animale od umane utilizzate per la produzione del vaccino stesso, sembra in realtà indebolire la risposta immunitaria nel lungo termine.

I vaccini, inoltre, contengono anche metalli pesanti, primo tra tutti il tristemente noto mercurio organico (thimerosal), responsabile della intossicazione da mercurio e quindi del boom dei casi di autismo infantile a partire dal 1992.
Infatti, con l’introduzione obbligatoria della vaccinazione antiepatite B , i bambini ricevettero per ciclo vaccinale una quantità variabile tra 125 e 175 mcg di mercurio, spropositata per il loro peso.

Ispirandosi a quanto avvenuto negli U.S.A. anche i nostri legislatori , nel 2002 decretarono che il mercurio non fosse più aggiunto ai vaccini anti-infettivi dell’infanzia, tuttavia alle aziende produttrici venne concesso di utilizzare le scorte per molti anni a venire.

Inoltre nei vaccini polivalenti di più nuova produzione, si utilizza come adiuvante un sale di alluminio, anche esso un metallo pesante neurotossico, che si trova ad essere iniettato in quantità ben superiori a quelle considerate tollerabili per un lattante.

Per sapere se il mercurio assunto in ogni seduta vaccinale supera o meno i livelli di sicurezza della Enviromental Protection Agency (EPA), occorre ricordare che:

• i bambini sono sottoposti alla prima seduta vaccinale intorno ai 3 mesi, quando il loro peso medio è di circa 5 kg.
Mio figlio pesava 7 kg alla prima (15/06/2006) e seconda seduta vaccinale (28/7/2006)

• il livello di sicurezza per il thimerosal che non bisognava superare era quindi di 0,7 microgrammi al giorno (0,1 mcg/kg X peso corporeo)

Eppure, quando in un’unica seduta un bambino riceve, per esempio un vaccino esavalente, assume ancora oggi 25 mcg di thimerosal.

Pertanto mio figlio è stato sottoposto per ben due volte con un singolo vaccino esavalente ad una quantità di mercurio 25 volte superiore ai livelli di sicurezza! … senza peraltro valutare il rischio al quale andava incontro soprattutto nella seconda seduta, relativamente al concetto di emivita di 60 giorni per l’eliminazione del mercurio.

Anche considerando la soglia massima di tossicità fornita dalla FDA (ovvero 0,4 mcg/Kg x peso corporeo al giorno), attraverso calcoli di farmacologia e tossicologia clinica, la dose tossica dei vaccini non rientrava in range di tollerabilità umana!

Il thimerosal contiene il 49,55% di mercurio base, pertanto considerato che la matematica non è un’opinione:

1) con parametro EPA
0,1 mcg/kg x 7 kg di peso = 0,7

25 mcg di thimerosal x 49,55% = 12,39 mcg di mercurio

12,39 mcg di mercurio : 0,7 = 17,7 volte superiore al livello di sicurezza x 2 in 48 GIORNI

2) con parametro FDA
0,4 mcg/kg x 7 kg di peso = 2,8

25 mcg di thimerosal x 49,55% = 12,39 mcg di mercurio

12,39 mcg di mercurio : 2,8 = 4,4 volte superiore al livello di sicurezza x 2 in 48 GIORNI

Analizzando invece la quantità di alluminio globale ricevuta da mio figlio con tutti i vaccini ricevuti, considerando la più felice delle ipotesi e supponendo la quantità di 3 litri di siero corporeo a 2 anni con un peso di 14 kg, sono stati ottenuti i seguenti risultati:

376 volte la dose di alluminio considerata normale

150 volte la dose di alluminio considerata come limite superiore accettabile

100 volte la dose di alluminio considerata come limite massimo tollerato

25 volte la dose di alluminio capace di provocare dei danni al sistema nervoso centrale

15 volte la dose di alluminio capace di generare una encefalopatia

I vaccini contengono inoltre formaldeide, fenossietanolo, polisorbati antibiotici, estratto di siero di pollo, di rene di scimmia, di cellule umane diploidi.

Nel caso di mio figlio, sono risultati positivi i test che indicano la presenza di accumulo di metalli pesanti nell’organismo, con “segni biologici di tossicità”.

A livello internazionale sono significative le segnalazioni di porpora trombocitopenica a seguito della somministrazione di vaccino combinato antimorbillo, parotite,rosolia.

L’importante studio governativo U.S.A. “The National Childhood Encephalopathy Study” (N.C.E.S.) unitamente ad altri studi epidemiologici controllati, riconosciuti validi dallo stesso Center for Disease Control, ha accertato che la vaccinazione combinata anti-tetano, anti-difterite e anti-pertosse è in grado di causare encefalopatia acuta e subacuta.

Nella maggior parte dei casi si è osservata poi una evoluzione in encefalopatia cronica!

Alla stessa conclusione è arrivato un altro ente governativo U.S.A., “Institute of Medicine” (I.O.M.), considerando significative le relazioni tra la vaccinazione trivalente anti-tetano anti-difterite anti-pertosse e l’insorgenza di encefalopatia.

Sempre lo I.O.M. ha dichiarato che la vaccinazione combinata anti-tetano e anti-difterite, nell’adulto può provocare la Sindrome di Guillain-Barrè, patologia potenzialmente letale.

E’ riscontrabile in tutte le vaccinazioni, una soppressione post vaccinale delle difese stesse con massima caduta della conta linfocitaria 10 giorni dopo l’inoculo.

Nel caso di mio figlio questo fenomeno perdura.

I vaccini riducono il numero di Leucociti, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleati e la vitalità dei linfociti stessi.

Le manifestazioni cliniche di un sistema immunitario indebolito sono le infezioni ricorrenti o persistenti: riniti, faringiti, bronchiti, sinusiti, otiti, infezioni delle vie aeree, infezioni del tratto gastrointestinale, allergie ed intolleranze, infestazioni da elminti, squilibrio delle popolazioni sottolinfocitarie con iperproduzione di Anticorpi Ig E.

Nel caso di mio figlio sia la storia clinica e le valutazioni di laboratorio evidenziano una tale situazione.

La verità che ho potuto constatare
La verità è che la CDC ha posto le fondamenta per distruggere i programmi di vaccinazione e il suo atteggiamento ambiguo è analogo a quello di supposti pacifisti che supportano le truppe armate allo stesso tempo.

Per un ente federale è realmente illegale far propaganda verso il pubblico, ma è esattamente quello che fa la divisione vaccini del CDC nei confronti del mondo intero!

Io non sono un politico, cerco solo di fare il papà, ma posso assicurare che è raggelante sapere che la vita di un bambino può essere cambiata per sempre a causa di vaccini anti-infettivi, ed è altrettanto raggelante trovarsi di fronte alla riluttanza di coloro che sanno ma non dicono per paura di uscire dal sistema monetario che gravita intorno agli interessi delle case farmaceutiche.

Ecco allora che troviamo su YouTube la straziante esperienza del nostro Giorgio Tremante che ha perso due figli a causa delle vaccinazioni, ed ancora molti altri genitori che denunciano le quotidiane discriminazioni che subiscono i propri figli etichettati come “anormali”, ed ancora molti altri genitori che denunciano il silenzio imbarazzante del nostro Ministero della  Sanità che non si degna di rispondere al privato cittadino nemmeno quando nella morte di un bambino è dimostrato il nesso causale col vaccino, ed ancora molti altri genitori che intentano denunce di massa contro multinazionali del farmaco, ed ancora molti altri genitori che si separano, ed ancora molti altri genitori che si uniscono in associazioni indipendenti per far emergere la verità, ed ancora molti altri genitori che si confrontano e si scambiano informazioni col passaparola, ed ancora molti altri genitori che non sanno più cosa fare e chi pregare!

Per contro è raccapricciante trovare sempre su YouTube un presunto portavoce del Consiglio Superiore di Sanità e una portavoce ufficiale di una nota Associazione Nazionale che si affannano in modo antiquato e anacronistico a diffondere discredito pur di diffondere il loro messaggio in merito al fatto che non esisterebbe correlazione tra autismo e vaccini.

Sinceramente, dopo tutti gli studi scientifici che dimostrano gli effetti avversi dei vaccini anti-infettivi, nonché le attuali notizie riportate dai mainstream ufficiali americani dell’ammissione da parte del Governo Americano della correlazione tra autismo e vaccini a seguito del riconoscimento di molti indennizzi a migliaia di famiglie il cui figlio autistico ha riportato un danno da vaccino, non comprendo come tali personaggi non si vergognano nel divulgare notizie false e confezionate allo scopo di sedare la comprensibile richiesta di verità di tutti i genitori italiani coinvolti e la richiesta del diritto alle cure per i propri figli.

Guarda caso le ipotetiche e fantasiose scoperte genetiche sull’autismo hanno avuto un’enorme copertura mediatica, come se fossero improvvisamente migliorate le diagnosi mediche e le relative cure.

Ma siamo onesti e realisti…. in un essere umano nato perfettamente sano i geni non mutano spontaneamente e casualmente da soli perché una mattina ti alzi dalla parte sbagliata del letto.

C’è bisogno di un agente esogeno che oltrepassi la barriera naturale della cute e aggredisca violentemente alle spalle il sistema immunitario per poter influenzare negativamente i geni!

Il profilo di espressione genica, simile nella maggior parte dei pazienti autistici, vede la diminuzione della trascrizione di geni responsabili delle funzioni dei neuroni e della loro capacità di comunicare, e un aumento di fattori associati alla risposta immunitaria e all’infiammazione.

I vaccini sono veicolo di numerose e svariate sostanze tossiche biologiche e di molecole inorganiche ed organiche altamente tossiche come mercurio e alluminio, oltre a  formaldeide, gelatine, polisorbati, fenossietanoli, cellule derivanti da feti abortiti, cellule derivanti da emazie di indubbia provenienza animale ed umana.

I metalli pesanti esercitano un effetto tossico diretto  sul cervello, distruggendo sistemi enzimatici e organuli cellulari e creando una sorta di crisi energetica delle cellule. La loro tossicità aumenta con l’aumentare delle dosi ricevute e quindi con il loro accumulo.

I vaccini virali contengono inoltre virus neurotossici vivi, seppur attenuati. E’ noto da tempo che essi possono causare malattia neurologica quando somministrati in soggetti immuno-compromessi o nel caso in cui il virus vaccino si rivirulenti.

I vaccini possono anche diventare veicolo di altri virus e/o di batteri che infettano le colture cellulari usate per la produzione, tant’è che nella filiera produttiva vengono impiegati antibiotici, disinfettanti, tra cui il più potente tossico biologico presente in natura: il mercurio!

Rispetto a molti anni fa, i vaccini anti-infettivi per l’infanzia, vengono altresì somministrati più precocemente e in numero assai elevato, senza molti riguardi per i bambini riceventi, visto che, in pratica nessuna fascia di età, condizione di fragilità o di malattia conclamata della popolazione infantile è considerata a rischio di reazioni avverse o complicanze, come si può evincere dalle più recenti indicazioni e raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.

Colpisce negativamente che la manifestazione di sintomi neurologici gravi come le convulsioni, la mancata progressione dello sviluppo psicomotorio o il suo arresto, oltre a  malattie neurologiche identificate e conclamate, non siano considerate situazioni di rischio per lo sviluppo di reazioni avverse alla somministrazione di  farmaci intrinsecamente  neurotossici come i vaccini anti-infettivi.

I giudizi negativi delle C.M.O. in cui incappano molti genitori si sostanziano, inoltre, con l’affermazione che la patologia Autistica, di cui trattasi, abbia un’origine genetica, ma pure che, se di origine diversa  non potrebbe  in alcun modo essere ricondotta ai vaccini.

Pur non soffermandomi sulla diversa valenza dei termini usati di frequente quali “evidenza“ e “ipotesi“, contrastando il secondo con ciò che afferma il primo, voglio richiamare l’attenzione sul fatto che perché una malattia possa definirsi “genetica”, deve essere causata dalla MUTAZIONE di uno specifico gene, cioè una modificazione della struttura del gene che abbia un impatto sulla funzione del gene stesso.

Inoltre tale mutazione deve essere riscontrata in “tutte” le persone che esprimono clinicamente la patologia.

Ad oggi e nonostante  gli ingenti capitali investiti nella ricerca in tutto il mondo, non e’ stata identificata alcuna MUTAZIONE GENETICA specifica per l’Autismo regressivo.

Il riscontro sporadico di polimorfismi di geni, per lo più implicati nei sistemi di naturale detossificazione, rafforza ulteriormente la tesi dell’origine non genetica della malattia.

Il polimorfismo di un gene, infatti, rappresenta una variante sub strutturale di un gene che non ha impatto sul buon funzionamento del gene stesso.

L’Autismo infantile regressivo, cioè quello che compare in bambini altrimenti sani dopo un periodo più o meno lungo di normale sviluppo psicomotorio  è malattia moderna.

Le prime segnalazioni risalgono al 1943.

Di assai rara osservazione al di fuori degli U.S.A. sino agli anni ’80 quando si segnalarono le prime avvisaglie di quello che diventò un incremento rapidamente progressivo.

Analogamente, in Italia, in concomitanza con l’introduzione dell’obbligo per la vaccinazione contro l’Epatite B, e quindi alla esecuzione precoce di più vaccini e più fiale, ciascuna con un elevato carico di tossine e veleni biologici, si assistette alla comparsa rapidamente crescente dei casi di Autismo tant’è che oggi si stima che 1 bambino su 90 ne sia colpito.

Tale aumento di casi non può essere imputato ad una  miglior diagnosi, visto che la diagnosi è tutt’ora  clinica, quindi non richiede esami di laboratorio specifici né di imaging  neurologica o di elettroneurofisiologia di recente messa a punto.

Manca, inoltre, un corrispondente  numero di autistici in età matura, contrariamente a quanto dovrebbe accadere se si trattasse di una malattia sempre esistita nella presente misura.

All’aumento dei casi diagnosticati non ha fatto seguito la diminuzione di altre diagnosi neuropsichiatriche.

E’ pure verosimile che i casi siano maggiori di quelli diagnosticati  poiché la terminologia utilizzata per indicare l’autismo regressivo, nel nostro paese, appare variegata e a volte fantasiosa, ben lontana da ciò che è indicato nel DMS IV, tutt’ora riferimento internazionale, nonostante il tempo della prossima revisione lo renda ormai francamente obsoleto.

Nonostante la Medicina Accademica reagisca con estrema lentezza a tale drammatica situazione, è ormai disponibile a livello mondiale una notevole quantità di dati  epidemiologici e di studi clinici che indicano che la malattia si realizza nell’organismo infantile nella delicata fase di sviluppo, come effetto di fattori  ambientali tra i quali le vaccinazioni ricoprono un ruolo preponderante.

Infatti, non esistono casi di autismo nelle popolazioni che non sottopongono alle vaccinazioni anti-infettive i loro bambini.

Malgrado tutte queste evidenze scientifiche:

• alcuni fanno credere che l’autismo sia uno strano mistero medico che è sempre esistito e non sono mai riusciti a sconfiggere

• l’esplosione nel numero dei bambini con autismo è reale ma la maggior parte della comunità scientifica se ne frega

• sembra che al mondo scientifico non interessi che ci siano più bambini affetti da autismo che da AIDS, diabete e cancro sommati assieme

• le notizie che si diffondono in Internet stanno svelando la scia fraudolenta degli studi commissionati dal CDC e l’ambiguità delle istituzioni sanitarie preposte

• tutti gli esperti che cercano diligentemente quelle mutazioni genetiche evasive sembrano felicemente ignari dell’effetto dell’autismo sulle nostre scuole e sul futuro di queste persone

• l’aumento drammatico dei bambini affetti da autismo nelle nostre scuole è una previsione spaventosa dell’effetto che avranno sul sistema di previdenza sociale nei prossimi decenni

• l’inquinamento da mercurio dovrebbe essere considerato un crimine verso l’umanità, contro la vita dei mammiferi su questo pianeta e ci dovrebbe essere tolleranza zero!

Se si desidera sapere perché si sta insabbiando la questione mercurio, basta analizzare semplicemente il mercato del mercurio per comprendere chi ne trae vantaggio.

Non ci siamo fidati e le prove ci danno ragione
In Italia esistono esami convenzionali per dimostrare la correlazione tra danno vaccinale e autismo, però posso assicurare che le resistenze sono veramente forti appena affronti questo argomento pur rimanendo nel campo delle ipotesi.

Come famiglia ci siamo rifiutati di arrivare a sentirci dire come avviene in molti casi: “non c’è speranza, non c’è terapia”.

Forse il danno organico è fatto ma c’è tempo per riparare al riparabile, e lo sento come profondo dovere nei confronti di mio figlio in tutti quei momenti della giornata in cui mi passa davanti agli occhi l’attimo  in cui lo trattenevo mentre piangeva per fargli fare la vaccinazione senza sapere che contribuivo a rovinarlo.

Così come sento il profondo dovere professionale di divulgare la mancanza di informazione in merito alle reazioni avverse che avviene nei Centri Vaccinali preposti, in netto contrasto con l’art. 7 della Legge 210/92.

Non ci siamo fidati ed abbiamo cercato le prove, ci siamo rivolti alle persone professionalmente ed eticamente corrette, alle persone competenti, ovvero quei medici che hanno veramente a cuore il futuro delle nostre prossime generazioni, colpiti anche loro dalla patologia autistica del proprio figlio e indotta da un esecrabile tradimento della medicina.

Grazie a questa forte contro-corrente professionale abbiamo provveduto ad effettuare una serie di esami specifici che hanno dimostrato il danno occorso.

Dopo un risultato del genere una famiglia cosa può pensare?
Il mio unico pensiero, potentemente rafforzato dalla professione che svolgo e dalla stima che mi circonda, è poter aiutare mio figlio ad uscire da questa delicata situazione e contemporaneamente contribuire ad informare quante più persone possibili per far sorgere del pesante imbarazzo in tutte quelle sedi Istituzionali dove risiedono politici collusi al sistema farmaceutico, schiavi e complici di società di neuropsichiatri immorali che decidono di “etichettare” un bambino sulla base di sterili test, se non addirittura somministrare potenti psicofarmaci come il Ritalin perché il bambino è  un pò troppo vivace, senza indagare a fondo al complesso problema organico che riveste tale patologia indotta.

Nessun’altra malattia nella storia è insabbiata come l’autismo!

Cordialmente

Gabriele Milani

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fonte informasalus.it

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L’esperienza di Giorgio Tremante – Vaccini e Medicina – 1/3

Caricato da in data 16/lug/2010

L’esperienza di Giorgio Tremante raccontata durante una conferenza sui vaccini e la medicina odierna.

Il filmato è stato volutamente post prodotto senza immagini di copertura.

L’esperienza di Giorgio Tremante – Vaccini e Medicina – 2/3

L’esperienza di Giorgio Tremante – Vaccini e Medicina – 3/3

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