STAR BENE – Apologia del Colapasta Impossibile

Il colapasta impossibile

https://i1.wp.com/www.byoblu.com/image.axd

 

Quello che vedete è un oggetto impossibile. Un miraggio, un paradosso, un’illusione ottica come le scale di Escher. E’ un prodotto mitologico come l’unicorno, leggendario come la città perduta di Atlantide. Tutti ne restano affascinati ma nessuno lo ritiene concretamente realizzabile. Semplicemente, la nostra generazione non è più in grado di concepirlo. Invece, quello che oggi sono in grado di mostrarvi è il solo, unico, vero highlander: l’ultimo degli immortali. Un colapasta.

Guardatelo bene. Vi sembra tutto normale? La sua lucentezza non desta in voi sospetto alcuno? I suoi fori netti, rifiniti con attenzione e tutti di egual misura? Neppure i suoi manici di plastica nera, senza difetti né segni di usura? O forse la sua cromatura e le saldature robuste, prive di gioco e di inestetici rigonfiamenti? E immagino che neppure la sua solidità, quella sensazione cioè di essere un oggetto unico, forgiato dalla mano degli dei esattamente in quel modo, senza giunture, parti estranee né punti deboli sia in grado di meravigliarvi più di tanto. Siete perplessi e non mi credete. Lo so e fate bene, perché nulla delle qualità appena elencate è sufficiente per riconoscerlo e venerarlo come il monolite di “2001: Odissea nello spazio”.

Ora però vi dirò una cosa che cambierà radicalmente la vostra prospettiva. Quello che state guardando non è un colapasta qualunque, e neppure un colapasta acquistato ieri in un negozio di casalinghi di lusso. State osservando un oggetto di uso comune, fabbricato 50 anni fa e venduto in un continente del terzo mondo. E’ il colapasta di mia nonna.

Secondo i criteri produttivi e consumistici moderni, un colapasta del genere è un oggetto impossibile: è un USO, un Unidentified Sold Object. E’ stato usato ogni giorno per mezzo secolo, prima da mia nonna, poi da mia mamma e infine – almeno da 11 anni a questa parte – da me. Ed ogni giorno ha accolto pentole di acqua bollente, è stato impugnato, scosso, agitato, rovesciato, sottoposto a sbalzi termici con l’acqua fredda del rubinetto e infine lavato, abraso  dal detersivo o, peggio, torturato nella lavastoviglie. Eppure è ancora lì, senza il minimo segno di usura, perfetto, tanto che sembra nuovo fiammante.

Il colapasta impossibile esiste: io ne ho le prove e sono disponibile a sottoporlo a qualunque test il CICAP ritenga necessario effettuare. Sto allestendo una sala visite con una piccola teca di cristallo al centro ed alcune panche per inginocchiarsi ed entrare in uno stato di contemplazione e meditazione. Presto saranno disponibili convenzioni con società di trasporto private e con strutture alberghiere che renderanno il pellegrinaggio semplice ed economico. Bisogna però rendersi conto di una cosa. Non serve avere fede in una dimensione ultraterrena o in una manifestazione paranormale: bisogna soltanto credere che Atlantide, la società dove si fabbricavano oggetti progettati per durare nel tempo e non per sfasciarsi dopo pochi mesi, è esistita davvero. I suoi ingegneri non erano semidei ma uomini come noi ed avevano conoscenze perfino meno progredite, ma ragionavano in un’altra maniera, parlavano in un’altra lingua, pensavano ancora secondo logica e buon senso ed agivano di conseguenza, coerentemente.

Il colapasta impossibile testimonia che un modo diverso di costruire, di consumare e di affrontare il tema dei rifiuti è possibile. Chi vi vende oggetti che si rompono, progettati e fabbricati con il gene della morte, è un truffatore: vi danneggia economicamente e distrugge l’ecosistema.

E’ giunto il momento di tracciare una mappa della longevità dei prodotti e tornare ad acquistare solo quelli che godono di una buona qualità costruttiva  e garantiscono così un ciclo di vita ragionevole. Gli altri devono fallire, sparire dal mercato.

.

Caricato da in data 17/apr/2011

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA: beni progettati per “scadere”.
Elettrodomestici, apparecchi tecnologici, automobili… ma anche vestiti e utensili. Tutto è progettato per durare il meno possibile, perché il mercato deve essere in continuo movimento. Ma i consumatori cominciano a prendere coscienza e cercano strade alternative (come la decrescita felice proposta da Serge Latouche).
http://informarexresistere.fr/comprare-gettare-comprare-%E2%80%93-obsolescenz…

Caricato da in data 14/giu/2008

http://www.byoblu.com
La pubblicità funziona al contrario di come dovrebbe. Le aziende contattano un personaggio e lo pagano per raccomandare un prodotto. L’unico motivo per cui il testimonial finge di adorare il prodotto sono i soldi. Tanti soldi. Giuda si prese solo trenta denari ed ebbe il buon gusto di impiccarsi. Claudio Lippi invece sponsorizza con un sorriso a 64 denti una linea di credito al consumo per i pensionati. E non si impicca. Hanno già indebitato tutta la nostra generazione, ora vogliono spennare anche il nonno.

Leggi tutto:
http://www.byoblu.com/post.aspx?p=cb3f0383-171c-4fb0-893b-06734cefb2c3

Caricato da in data 01/gen/2011

Annie Leonard ci spiega qual’è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50.
L’uso e lo smaltimento di tutte le cose, nella nostra vita, ha un enorme impatto, ma la maggior parte di questo ciclo è nascosto alla nostra vista.

Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano.

http://www.storyofstuff.com

.

fonte articolo

Annunci

SPORCO MONDO – La neve? E’ chimica. Quanti lo hanno saputo?

NEVICA M…., CHE IL SIGNORE SIA LODATO

.

di Massimo Mazzuccowww.luogocomune.net

.

Di una cosa ormai sono certo: il vero scopo del NWO non è di arrivare a comandare il mondo con la forza e con la repressione, ma di portare la popolazione ad un tale livello di rimbecillimento collettivo da desiderare essa stessa di sottomettersi al loro controllo, senza nemmeno accorgersi di quello che stanno facendo.

E a giudicare dagli eventi più recenti, questa strategia sta dando ottimi risultati.

Quando leggi che c’è stato a Torino un “episodio pseudo nevoso”, ma che si trattava in realtà di “neve chimica”, e nessuno si preoccupa minimamente di chiedere maggiori chiarimenti su quello che è successo, vuole dire che siamo quasi pronti per la bollitura finale.

Fra un pò ci racconteranno che ci conviene rifugiarci tutti in prigione, perchè è il posto migliore per nascondersi da una invasione imminente degli alieni, e tutti correranno verso il carcere più vicino ringraziando i secondini che li attendono a braccia aperte. 

Sia chiaro, un fenomeno meteorologico di questo tipo esiste, e può anche verificarsi in condizioni molto particolari. La cosa curiosa è che nei giorni seguenti si è verificato praticamente su tutta la Val Padana, …

… come se quelle “condizioni particolari” improvvisamente si fossero estese in mezza Italia. Oltre al miracolo delle “contrails permanenti” – fenomeno rarissimo che oggi si verifica ormai dappertutto – avremo anche quello della “neve chimica”, che presto enterà a far parte del nostro vocabolario quotidiano.

A parte l’effettiva composizione di questa “neve chimica” – sulla quale ci sarebbe da discutere per ore – preoccupa l’assoluta abulìa con cui la gente accetta a scatola chiusa delle spiegazioni, da parte dei nostri “esperti”, che sfiorano letteralmente il ridicolo. Anzi, costoro minimizzano a tal punto il problema che dovrebbero immediatamente farci drizzare le antenne invece di tranquillizzarci.

Sentite cosa scrive in proposito la protezione civile: “Questo tipo di precipitazione nevosa si verifica quando, pur in assenza di nubi, si combinano fattori quali il grande freddo, un elevato tasso di umidità e la presenza di un determinato tipo di particolato, cioè quelle sostanze prodotte dall’inquinamento industriale, (solfuro di rame, ossido di rame, ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e silicati)”. E poi, poco più avanti: “Niente paura però perché, a detta degli esperti, la ‘neve chimica’ non è pericolosa né per l’uomo né per la natura, anzi, farebbe un po’ da spazzina dei cieli, ripulendo l’aria.”

Grazie, mi fa molto piacere sapere che avremo l’aria pulita. Peccato che mio figlio viva normalmente al livello del suolo, e non voli a 80 metri di altezza quando gioca a nascondino con gli amici ai giardinetti. Perchè allora questa schifezza non dovrebbe essere pericolosa per lui? 

Ed infatti alla fine gli “esperti” si ricordano di aggiungere una “Nota dolente: non bisogna mangiarla, la neve chimica (mamme occhio ai bambini..) inoltre le sostanze che la nostra spazzina ha ripulito dall’aria, ce le restituisce poi al suolo, pronte per venire assorbite dalla terra ed essere poi rimesse in circolo nella catena alimentare”.

Gentili signori della Protezione Civile, mi spiegate perchè “solfuro di rame, ossido di rame, ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e silicati” che “vengono rimessi in circolo nella catena alimentare” non dovrebbero essere “pericolosi né per l’uomo né per la natura”? 

Perchè vi premurate di dirmi che la neve “non bisogna mangiarla”, se poi gli stessi veleni ritornano nella catena alimentare? Il piombo nella verdura è forse meno nocivo del piombo con la neve?

Gentili signori, siete davvero pagati – con i soldi dei cittadini, fra l’altro – per “proteggere i civili”, o per proteggere quelli che li avvelenano sistematicamente, tranquillizzandoli ogni volta con argomenti sempre più ridicoli e vergognosi?

Massimo Mazzucco
.
fonte articolo
fonte immagine

SUL CASO SIMONCINI – Cancro e bicarbonato: è in arrivo l’orda dei camaleonti? – di Massimo Mazzucco

L’articolo è del 30/09/2010  ma l’ho scelto perché di grande attualità.
Sul’caso’ del dottor Tullio Simoncini leggetevi anche TUMORI, L’IGNORANZA DELLA DISINFORMAZIONE UFFICIALE – Tullio Simoncini, dalle stalle alle stelle: un grande in ogni caso, postato su Solleviamoci.
Mauro S.

.

https://i0.wp.com/www.salary.com/graphics/pets_3.jpgfonte immagine

Quando Schopenhauer scrisse la storica frase “Tutte le verità passano attraverso tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate; secondo: vengono violentemente contestate; terzo: vengono accettate dandole come evidenti”, si è dimenticato di spiegare un passaggio molto importante, che avviene nella terza fase: poichè coloro che “danno per evidenti” le nuove verità sono gli stessi che fino a ieri le contestavano con accanimento, costoro debbono trovare un modo per “allinearsi” alla nuova verità senza apparire in contraddizione con se stessi.

In altre parole, non potranno semplicemente dire “Sì, l’eretico aveva ragione”, ma dovranno scovare un “sì però”, di qualunque tipo, che gli permetta di salvare la faccia nel momento di doverlo riconoscere. Altrimenti sarebbero dei veri uomini, e non dei ”quaquaraquà”.

Chi ha visto “Il conformista” difficilmente potrebbe trovare un esempio migliore nel quale l’uomo – con la “u” minuscola – riesca a calpestare le proprie convinzioni, tradire i propri amici, e rinnegare il suo stesso passato, pur di restare a galla in una società che muta rapidamente sotto i suoi occhi.

Di solito sono i dinosauri, incapaci di adattarsi al nuovo ambiente, ad andarsene con un botto. I camaleonti invece riescono sempre ìn qualche modo a sopravvivere.

E’ presto per dire se questo accadrà anche con il caso Simoncini – l’eretico che osa sostenere di poter guarire il cancro …

… con il bicarbonato – ma bisogna riconoscere che certi indizi stanno diventando troppo ingombranti per essere ignorati.

Già lo scorso anno era uscita una rispettabilissima ricerca medica – “peer-reviewed”, ovviamente – che confermava l’efficacia del bicarbonato contro il cancro nelle cavie di laboratorio. Pesantemente ignorata dai detrattori di Simoncini – ancora troppo impegnati nella fase 2 della loro battaglia per riuscire a ragionare – la notizia di fatto confermava che l’oncologo romano tanto lontano dalla verità non dovesse essere andato.

Ma la notizia uscita ieri su Repubblica, rispetto a quella dell’anno scorso, è stata semplicemente clamorosa:

“Una molecola disorienta il cancro”. E sulle terapie si punta sugli antiacidi.

È in grado – sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Nature – di far ignorare ai geni del tumore il loro “manuale di istruzioni interne”. Arginando così la diffusione della malattia. Ma sul fronte della ricerca non è tutto. In Italia sono partiti i primi due trial clinici per sostituire i chemioterapici con i farmaci per l’acidità di stomaco.

Il primo paragrafo dell’articolo così recitava:

ROMA – La ricerca guarda al tumore e continua a cercare possibili alterazioni genetiche in grado di originare il cancro. E a pensare a farmaci che, individuando queste modificazioni, interrompano la malattia. L’ultima novità in questo campo arriva da Nature: un gruppo di studiosi americani ha creato in laboratorio una molecola che, riuscendo a far ignorare ai geni del cancro il loro ‘manuale di istruzioni interne’, blocca la proliferazione delle cellule cancerose. Ma non è tutto, sul fronte della ricerca farmacologica dall’Istituto superiore di sanità arriva una notizia: i farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.

Notiamo innanzitutto come due notizie simili – la “nuova molecola” e gli “antiacidi” – vengano rimescolate in modo apparentemente casuale nello stesso articolo. Ma come – viene da domandarsi – fino a ieri il cancro era una malattia “incurabile”, oggi avremmo addirittura due soluzioni diverse per sconfiggerlo, e ne facciamo un articolo unico? Le due notizie non meriterebbero piuttosto un articolo di dieci pagine ciascuno?

No, non se l’intenzione è quella di far passare la vera notizia bomba – cioè la seconda – nel modo più naturale e impercettibile che esista, e cioè nascondendola fra le pieghe fumose della prima. Di “nuove molecole” capaci di bloccare la replicazione della cellula cancerosa infatti ne sentiamo parlare ormai da anni – parole tante, fra l’altro, ma risultati davvero scarsini – mentre il fatto che il bicarbonato possa addirittura “sostituire la chemioterapia” non è proprio una cosa risaputa a livello ufficiale.

Anzi, qualcuno forse ricorderà che un certo dott. Simoncini fu radiato dall’Ordine dei Medici Chirurgi, nel 2002, proprio “per aver somministrato bicarbonato a pazienti affetti da patologie neoplastiche a fini terapeuticì”.

Che cosa è successo, in soli otto anni, da aver cambiato così radicalmente lo stato delle cose?

E’ successo, evidentemente, che il camaleonte sta lentamente entrando in azione. Fingendo di dimenticare tutto quello che Simoncini va dicendo da più di vent’anni, l’oncologia ufficiale si appresta a “scoprire” ex-novo quella che evidentemente sta diventando una verità innegabile, e cioè l’efficacia del bicarbonato contro i tumori.

Prepariamoci quindi ai famosi “si però”, perchè non ci sarà assolutamente nessuno, fra i detrattori originali di Simoncini, che avrà l’onestà di riconoscere che il folle eretico avesse semplicemente ragione.

Avremo, ad esempio, quelli che diranno “si ma comunque lui sbagliava la diagnosi, perchè non è vero che sia la Candida a causare i tumori”. Pensate solo al paradosso momumentale che si presenterebbe in quel caso: un medico folle sbaglia a diagnosticare la causa dei tumori, ma imbrocca per caso la cura! Ci sarebbe da ridere per cinquecento anni consecutivi, specialmente di fronte al fatto che coloro che credono invece di aver individuato la causa dei tumori non riescono a trovare una cura nemmeno a pagarli. (Ma poi scusate, anche se risultasse che la causa è un’altra, che cosa è più importante: che Simoncini si sia sbagliato sulla causa, o che riesca comunque a curare il cancro?)

Eppure, vedrete quanti ex-detrattori di Simoncini si aggrapperanno a questa scappatoia o ad altre simili, con giri più o meno fumosi di parole, nel momento di compiere la fatidica transizione alla terza fase.

Il camaleonte, non dimentichiamolo, non riesce mai a provare vergogna per se stesso, poichè nel momento in cui muta la pelle cambia anche la “memoria interiore” di quello che lui è stato fino a quel giorno. E’ lì che avviene il vero tradimento della persona: quel buffo ramarro che ha stupidamente imprecato alla Luna per anni non è più lui, ma un altro, un “cretino qualunque”, del quale arriverà magari persino a prendersi gioco.

Nel frattempo, assisteremo quasi certamente alla scomparsa dal linguaggio parlato della parola “bicarbonato”, che verrà progressivamente sostituita dal termine “anti-acido” o consimili. Ne volete una dimostrazione? Nell’articolo originale di Repubblica il quarto paragrafo iniziava così:

Il bicarbonato al posto dei chemioterapici. [Grassetto nell’originale]. I farmaci antiacidità, gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato, potrebbero sostituire la chemioterapia.”

Ma qualcuno deve essersi accorto che non si può dare troppo merito al bicarbonato – almeno non così apertamente – ed ecco che in serata il capoverso era già stato cambiato in questo modo:

Gli antiacidi al posto dei chemioterapici? [Grassetto nell’originale]. L’altra ricerca riguarda i farmaci antiacidità. Gli inibitori della pompa protonica generalmente adoperati per le ulcere gastriche potrebbero sostituire la chemioterapia.”

Nel giro di poche ore, il bicarbonato è diventato un “antiacido” generico, la frase “persino il bicarbonato” è scomparsa, e la “pompa protonica” è rimasta l’unica a fare concorrenza alla chemioterapia. Visto come si fa in fretta, ad adeguarsi ai tempi che cambiano?

Peccato che la frase “persino il bicarbonato” sia rimasta in qualche modo “impigliata” nel testo del primo paragrafo – forse il correttore, nell’agitazione del momento, non se n’è accorto – rendendo così ancora più palese l’intenzione di cambiare a posteriori le carte in tavola. (*)

Come dice il famoso proverbio cinese, “ze peso el tacon del buso”.

Massimo Mazzucco

* Ringraziamo tutti gli utenti che ci hanno segnalato tempestivamente l’articolo originale, permettendo così di salvarlo prima che venisse modificato. (Luogocomune rules!)

L’articolo come appare su “Repubblica” al momento di pubblicare il nostro.

L’articolo originale, nella nostra copia cache (scaricare e szippare, poi aprire RepubblicaOrig.html).

Oppure la videata dell’articolo originale.

 
Fonte
.
fonte articolo
l’immagine del dottor Simoncini è stata prelevata qui

ITALIA: 3.000.000 DI NUOVI MALATI DI MENTE CON IL DSM V. E IL RITALIN IN USA SI PRESCRIVERA’ AI BAMBINI DAI 4 ANNI IN POI

ITALIA: 3.000.000 DI NUOVI MALATI DI MENTE CON IL DSM V. 
E IL RITALIN IN USA SI PRESCRIVERA’ AI BAMBINI DAI 4 ANNI IN POI

.

La denuncia non è di qualche movimento anti-psichiatrico, ma dal Dott. Allen Frances, coordinatore della task-force del DSM IV, che sta per essere soppiantato dalla nuova edizione, la quale conterrà molte più malattie mentali classificate. Frances (team DSM) “Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei produttori di droghe illegali”. + 40% per i disturbi bipolari, raddoppiate le diagnosi di iperattività infantile.

Poma (Giù le Mani dai Bambini): “In Italia siamo a rischio con 3 milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori fatti in USA”.

Costa (psichiatra La Sapienza): “Tra le nuove possibili sindromi, il lutto e la dipendenza da caffè: noi medici e specialisti siamo vittima delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali, attenzione perchè è a rischio l’indipendenza della classe medica”

“La semplice tristezza e l’astinenza da caffeina stanno per diventare malattie mentali. La prossima edizione del manuale, il DSM-V, in uscita nel 2013, potrebbe far diagnosticare come malati mentali milioni di persone sane, affette da normalissimi problemi di tristezza o sofferenza”. La dichiarazione sarebbe normale se rilasciata da un fervente attivista di un movimento anti-psichiatrico, ma diventa eccezionale se consideriamo che è di un “big-boss” della psichiatria americana, Allen Frances, coordinatore del team di specialisti che ha curato l’edizione attualmente in uso del Manuale Diagnostico per le Malattie Mentali, utilizzato per perfezionare diagnosi da psichiatri di tutto il mondo, la cui 5^ revisione vedrà appunto la luce tra meno di 18 mesi. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria inflazione diagnostica – prosegue Frances, che è intervenuto al convegno “Pharmageddon” organizzato presso la Comunità di San Patrignano – e già oggi, ogni anno, il 25% della popolazione statunitense – circa 45 milioni di persone – si vede diagnosticare un disordine mentale, eventualità che sale al 50% degli abitanti se consideriamo le persone anziane. Nel DSM-IV (l’edizione attualmente in uso del Manuale, curata da Frances, ndr) abbiamo cercato di essere il più cauti possibile ma non abbiamo comunque evitato l’aumento delle patologie e la conseguente tendenza all’incremento delle diagnosi, a cause della quale i disordini bipolari sono ‘aumentati’ del 40% rispetto a quanto avveniva con la precedente edizione del Manuale (il DSM-III, ndr), quelle di autismo sono cresciute del 25%, e quelle di ADHD, la Sindrome da iperattività e deficit di attenzione dei bambini, sono addirittura raddoppiate, mentre gli antipsicotici sono venduti con un giro d’affari di 50 miliardi di dollari all’anno”. Quella di Frances è una vera confessione-shock, con anche il sapore di un “j’accuse” verso molti Suoi colleghi: “Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze delle persone rispetto ai produttori di droghe illegali. Il problema non è nella malafede dei membri della Commissione del DSM – prosegue lo psichiatra – ma nella loro appartenenza all’élite del settore psichiatrico: non si rendono conto che le loro indicazioni, in mano a medici frettolosi e non sempre competenti e con la pressione irresponsabile delle industrie farmaceutiche, possono portare a gravi abusi. Le nostre attuali conoscenze fra l’altro non ci permettono la prescrizione preventiva degli psicofarmaci, e sarebbe quindi importante che i medici non eseguano le diagnosi con disinvoltura e valorizzino le terapie relazionali rispetto a quelle farmacologiche”, ha concluso l’esperto americano.

Sul punto è intervenuto Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini” (www.giulemanidaibambini.org), il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica nel nostro paese: “La situazione è assai preoccupante, perchè come ha dichiarato sul Corriere della Sera il giornalista Mario Pappagallo ‘un mondo di pazzi sarebbe un gran bel mercato’, dal momento che solo in Italia ci sarebbero almeno 3 milioni di nuovi potenziali ‘pazienti’, e non pochi tra loro sono in fascia pediatrica. Ci renderemo conto a brevissimo – e a spese della salute nostra e dei nostri bambini – di quanto ciò sia assolutamente vero”, ha concluso Poma.

Anche Emilia Costa, decana di psichiatria, già titolare della 1^ Cattedra dell’Università “La Sapienza” di Roma e Primario di Psicofarmacologia all’Umberto I°, era nel panel dei relatori di “Pharmageddon”, e ha commentato ironicamente: “Dovrei fare istanza al team di colleghi del DSM V affinchè inseriscano una nuova patologia, la “bulimia da diagnosi”, perchè questo è quello che sta accadendo in America, con influssi concreti anche in Italia: una sistematica medicalizzazione del disagio ad opera di ‘inventori di categorie diagonistiche’ che sono tra l’altro in palese conflitto d’interessi. I miei corrispondenti oltreoceano mi dicono che persino un lutto, che è parte della vita di una persona, potrebbe essere diagnosticato come episodio depressivo sul nuovo Manuale, e che tra le patologie che stanno valutando di inserire c’è anche una non meglio precisata ‘astinenza da caffeina’. Tutto ciò è folle, noi medici e specialisti siamo vittime delle mode diagnostiche lanciate dalle multinazionali: attenzione – ha concluso l’esperta italiana – perchè è veramente a rischio l’indipendenza della classe medica”.

Intanto, il Wall Street Journal annuncia che l’American Academy of Pediatrics ha stilato le nuove linee guida per la diagnosi della contestata Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (bambini agitati e distratti), che suggeriscono di consigliare la prescrizione di Ritalin (metilfenidato) anche a bambini in età prescolare, fin dai 4 anni. Le linee guida americane sono poi recepite in molti paesi del mondo.

 

Per media relation: 338/7478239 – portavoce@giulemanidaibambini.org

.

fonte articolo

fonte immagine

L’inevitabile conflitto tra Medicina Moderna ed Igiene Naturale

.

(Conferenza di Roma, del 2/2/12, presso la sede AVA)

di Valdo Vaccaro

.

NON L’ECONOMISTA E NON IL MEDICO

“Valdo, che farai da grande?”, mi ha chiesto un lettore. Forse intendi dire cosa farò nella prossima reincarnazione. Farò di tutto fuorché l’economista. Basta guardare come hanno ridotto il mondo gli economisti del regime socialista sovietico, caduto in modo plateale e finito nelle mani degli ex-burocrati stile Putin e dei neoplutocrati di contorno, mentre Michail Gorbaciov è divenuto guru miliardario di Scientology, la religione universale del NWO (New World Order) dei Rockefeller e dei Rothschild. Basta vedere cosa hanno imbastito gli economisti del libero mercato americano, che per liberismo intendo un sistema libero solo per le 13 famiglie nobili che hanno in mano il 90% del business mondiale. Non farò l’economista e meno che meno farò il medico.

LAUREA COME SCUDO LEGALE E COME ALIBI

Nulla ho di personale contro i medici. Odio fare di ogni erba un fascio e odio apporre etichettature alla gente, o alle categorie. Valuto semmai l’uomo. Porto rispetto e anche ammirazione per i bravi medici, come per i bravi ingegneri, i bravi avvocati, i bravi operai e i bravi impiegati. Mia nipote, medico lei stessa, papà medico, nonno medico, bisnonno medico, mi ha detto un giorno. “Zio, prenditi una laurea in medicina e così ti ripari da critiche assurde e da vulnerabilità legale.”. Sia mai detto. Primo mi radierebbero all’istante. Secondo, nulla ho da spartire con questo tipo di medicina.

SONO UN SALUTISTA NATO

Essendo salutista nato, nemico dei farmaci nato, nemico del caffelatte e dello zucchero nato, nemico dei macelli nato, nemico delle sopraffazioni nato, nemico delle vaccinazioni nato, nemico dei brodi di pollo e di manzo nato, nemico della chimica nato, non mi vedrei mai in armonia con me medesimo. Essendo sperticato amico della natura, degli animali e dell’ambiente, nulla di positivo troverei in quella professione.

SOSPETTI, ANSIE ED AVVERSIONI

Si chiamasse mago, fattucchiere, esorcista, scaccia-diavoli, sacerdote, cerusico, curato, operasse dentro o fuori dal tempio, il medico ha sempre generato nella gente sensazioni contraddittorie e ansiogene, più di paura e di avversione che di rispetto, avendo ben presto tradito i principi e le regole fissate da suo padre fondatore.

NON FIDARTI DI CHI, NON CONOSCENDOTI, PRETENDE DI DARTI UNA CURA

Sia nei papiri egiziani che nei documenti dell’antica Cina abbondano consigli tipo ”Paga il tuo medico non subito ma solo quando sei davvero guarito”.

Gli antichi romani erano gente di grande praticità e saggezza. Erano dopotutto eredi, grazie a Pitagora, Parmenide ed Archimede di tutto lo scibile e la genialità della storia antica.

UNO STRAORDINARIO ESPERIMENTO DURATO DUEMILA ANNI

Non a caso prevaleva in Roma l’ingegno, le invenzioni, le leggi, la filosofia, la positività, la costruzione di strade, acquedotti, stadi, terme, vespasiani ad ogni angolo di strada. E quella Roma saggia, pratica, vincente e Caput Mundi, cosa fa? Azzera, cancella, abolisce, vieta legalmente la professione medica in un esperimento quasi millenario. Un esperimento che durerà ininterrottamente e con grande successo dal 750 al 150 avanti Cristo.

DA ZERO MEDICI A MEDICI DISCRETI ED ESSENZIALI

Oltre seicento anni senza la presenza di un solo medico, e altri 1500 con medicina essenziale e prevalentemente ippocratica, dettata da un Asclepiade (100 AC) che, da grande anticipatore igienista e da ispiratore della futura Scuola Medica Salernitana, mette in evidenza tre principi-base:

A) L’importanza delle cause a monte (non accontentarsi delle facili apparenze sintomatiche e di guardare fino al proprio naso, ma di andare più a fondo).

B) L’importanza del terreno, cioè del corpo e di come il corpo vene usato.

C) L’irrilevanza dei sintomi, poiché tutte le malattie hanno la stessa matrice tossica.

MARCO AURELIO SI LEGGE TUTTORA

Mai ci fu tanta salute, tanta padronanza di se stessi, tanta igiene naturale, tanto benessere psico-fisico, sulla faccia del Pianeta Terra, con ogni persona portata, indotta e costretta a conoscere se stessa, a non delegare la propria salute a nessuno, con diversi imperatori pronti a dare il buon esempio. “Medicus curat, natura sanat”, era uno dei proverbi latini più in voga, a dimostrazione che i romani non erano interessati a cure mediche ma alla salute naturale. Tipico il caso di Marco Aurelio Antonino Antonino (121-180 DC), capace di lasciarci dei testi di igiene tuttora letti e in auge presso i maggiori studiosi mondiali di longevità e di salutistica.

E’ TUTTA UNA QUESTIONE DI BUONI PRINCIPI

Come già detto a Catania (conferenza del 30/9/11), l’igiene è basata su una riverenza assoluta verso il Creatore e verso la Natura, su un religioso rispetto per il corpo e l’anima, sulla buona coscienza, sul buon senso, sui buoni principi.

Napoleone Bonaparte, al pari di Giulio Cesare, venne alla fine sconfitto. Non per questo si può dire che non fosse uno straordinario stratega. “Nelle grandi battaglie, inclusa quella per la vita, è basilare attenersi ai buoni principi”. “Tutto il resto non è che banali ed insignificanti dettagli”.

I PRINCIPI BASILARI DELLA NATURA, DELLA SCIENZA E DELL’IGIENE NATURALE

L’igiene è basata su leggi scientifiche, precise ed eterne, che nessun pirla umano potrà mai scalfire.

E’ basata su principi eterni ed universali equiparabili a quelli del giorno e delle notte (rotazione terrestre intorno al suo asse) e delle stagioni (oscillazione terrestre sul proprio asse).

DIECI LEGGI FONDAMENTALI ED AGGIORNATE, PER UNA MODERNA BIBBIA SALUTISTICA

l – La legge numero 1 della causa e dell’effetto, quella più ovvia e logica della scienza, per la quale non esistono fenomeni consequenziali idioti o idiopatici, come spesso preteso dalla medicina.

2 – La legge numero 2 dell’equilibrio instabile e del riequilibrio (ovvero del gioco intossicazione-detossificazione).

3 – La legge numero 3, chiamata legge del minimo e della sinergia.

4 – La legge numero 4, chiamata legge del punto debole o della catena.

5 – La legge numero 5, o della intrinseca saggezza del corpo che è auto-guarente e che non va mai contro se stesso (a condizione che gli siano date le possibilità di farlo).

6 – La legge numero 6, o della capacità assimilativa (conta quello che assimili e non quello che metti dentro).

7 – La legge numero 7, o della capacità enzimatico-metilica, per cui alla nascita ogni creatura possiede un suo specifico Bancomat pieno al 100 percento e da mantenersi integro mediante ricostituzione e versamenti, e che subisce invece prelevamenti abusivi in continuazione, arrivando a situazioni di pericoloso deficit (una perdita del 40% dei gruppi metilici dai livelli di nascita è associata al crollo degenerativo dell’organismo, alla smieli nazione dei nervi e al decadimento psico-fisico).

8 – La legge numero 8, del cibo-carburante compatibile col disegno del motore gastrointestinale umano (l’uomo è un primate e quindi fruttariano, per niente intaccato dalla evoluzione e dalle eventuali trasgressioni carnee, visto che il suo sangue è sempre alcalino al 7.30-7.50 di pH, visto che è sempre bestemmiante ad ogni pasto carneo come evidenziato da leucocitosi digestiva, con tamponi alcalini che richiamano osseina, da putrefazione e disbiosi intestinale, con diverticoliti e miasmi interni causanti una serie lunghissima ed inequivocabile di reazioni avverse e di effetti collaterali.

9 – La legge numero 9, relativa alla vitalità vibrazionale, per cui ogni cibo inferiore al livello di galleggiamento e di salute minima (6500 Angstrom), causa svilimento fisico e malattia (3000 Angstrom significano malattia cronica evidente o mascherata, 1800 Angstrom significano cancro terminale sulla scala Simoneton), trasformando il corpo umano in un buco nero che emana aura grigio-scura e assorbe energia anziché irradiarne (la frutta apporta 10000 Angstrom, le verdure crude 8000, le carni e gli integratori 3000 soltanto).

10) La legge numero 10, della trasformazione e non della sostituzione, per cui sangue non dà sangue, latte non dà latte, fegato non dà fegato, sperma non dà sperma, vitamina sintetica non dà vitamina naturale, ormone sintetico non dà ormone naturale, minerale inorganico non dà minerale organicato (se non attraverso la fotosintesi clorofilliana, e il servizio inevitabile di mamma pianta naturale).

L’ANELLO PIU’ DEBOLE E LA QUESTIONE DEL MINIMO

Posso avere in una catena 100 anelli indistruttibili di acciaio inox, ma se solo uno di essi è fatto di latta, la catena cede all’istante, non appena va sotto sforzo, proprio in quel punto critico. Tutti pronti a ossessive e inutili prove del sangue, per sapere se c’è carenza del minerale-X o della vitamina-Y, ignorando che esiste la legge della sinergia e del minimo, per cui se per fare 1 grammo di materiale nutritivo utile servono 0,8 grammi di calcio, 0,2 grammi di ferro e 0,1 grammi di molibdeno, è il molibdeno a comandare, non il calcio ed il ferro, per cui puoi assumere un kg di calcio e di ferro e diventeranno tutti veleni non assimilati nel corpo.

IL LATO SPIRITUALE DELLE COSE

Pensiamo forse che il fatto di aver fagocitato 21000 maiali, vitelli, galline, anatre, oche, tacchini, lepri, fagiani e struzzi, come fa l’americano medio nel corso della sua vita, non abbia nulla a che vedere con la catena? Pensate forse che tutto quello non abbia correlati verificabili e pesabili su una tabella di accurato controllo e su una scheda diagnostica completa e realistica? Pensiamo forse che le nostre perdite di autostima non vengano registrate sul monitor generale e sul nostro karma presente e futuro? Crediamo forse di essere soltanto mossi e toccati dagli aspetti visibili e materiali delle cose? Ma questa è stupidità manifesta. Ce l’ha insegnato un grande Maestro come Giordano Bruno, barbaramente trucidato dai papi a Campo de’ Fiori in Roma nel febbraio del 1600.

IL PUNTO DI CEDIMENTO E DI ROTTURA

Ecco pertanto la necessità assoluta di rivolgere le nostre attenzioni al nostro punto fragile, al nostro punto di rottura. Ma nelle analisi mediche, per ogni valore che si cita ce ne sono almeno cento che si ignorano e si tacciono. L’anello più debole della nostra catena è, assai spesso, quello spirituale, quello morale, quello etico. E nessuna prova del sangue è in grado di evidenziare valori fondamentali quali il rispetto per noi stessi e per il prossimo, il benessere, l’armonia, la serenità, la voglia di riderci sopra, l’accettazione sincera della prova suprema, cioè l’accettazione della vita e di quello che avviene al di là di essa, al di là delle apparenze.

CURA DELLA NON CURA

Dalle premesse appena fatte, è facile capire perché l’igiene, di matrice naturalistica, pitagorica ed ippocratica, abbia scelto come suo emblema e come suo sistema terapeutico la cura della non-cura, intesa come non-cura del sintomo. L’igiene osserva e prende nota degli allarmi, delle spie rosse, delle eruzioni, dei gonfiamenti, delle infiammazioni, delle anomalie, ma rivolge le sue vere attenzioni sui precursori delle varie patologie, sugli stili di vita intossicanti, serrando il rubinetto numero 1 esterno, quello dei nuovi veleni giornalieri in arrivo, e aprendo nel contempo il rubinetto 2 degli scarichi e della detossificazione (mediante digiuni ad acqua, frutta, chelazioni naturali, astinenza dalle proteine animali e da tutte quelle cose che danneggiano il nostro corpo e il nostro spirito).

DALLA MEDICINA DELLA SERENITA’ A QUELLA DELLA PAURA

La medicina moderna sta facendo di tutto e di più per farsi odiare, per procurare il voltastomaco, per mandare la sua stessa reputazione sotto i tacchi. Non mi riferisco affatto agli errori clamorosi, alle cure sbagliate, a garza e forbici dimenticate nell’addome, alla gamba sinistra amputata al posto di quella destra. La medicina moderna non ha perso tempo a ribaltare la scomoda situazione imperiale. Dal “Mens sana in corpore sano” di Giovenale, siamo passati al “Mens insana in corpore morbidum” tipico dei nostri giorni, caratterizzati da una medicina terrorista di popoli, troncatrice di sintomi e perpetuatrice di mali irrisolti.

DITTATURA MILITARE MEDICA

Espulsa da Roma è diventata oggi la nuova imperatrice, l’Imperatrice Nuda, ben descritta da Hans Ruesch, grande scrittore italo-svizzero, autore di romanzi come “Il Paese dalle ombre lunghe”.

Questa medicina si è inserita in pianta stabile nella stanza dei bottoni, con arroganza, con piglio autoritario e dittatoriale, alleata con Big Pharma e la chiesa sanitaria d’America.

UNA SERIE DI COLLEGAMENTI COMPROMETTENTI

La medicina è collusa con le multinazionali del farmaco, del vaccino e dell’integratore, con le multinazionali dell’alimento devitalizzato, con le agroalimentari dei caseifici e dei macelli, con le petrolchimiche dei pesticidi e degli OGM. La medicina è invischiata nelle epidemie inventate ed ingegnerizzate, nell’Aids, nel Papilloma, nelle aviarie e nelle suine, nelle odiose industrie dei trapianti e dei ricambi corporali presi da vivo (vedi reni) e presi da morto.

UN PEZZO DI CARTA

Le altre professioni, siano ingegneria o legge, economia e matematica, vengono riverite ma mai divinizzate, mentre la laurea in medicina, più che ordinario titolo accademico di uomini per uomini è titolo arrogante, liberticida e discriminante, citato e sventolato a sproposito, come si trattasse di divino titolo dell’Olimpo.

CONTRADDIZIONI E MALATTIE IATROGENE (MEDICO-CAUSATE) IN SERIE

La medicina addensa il sangue degli uomini da un lato coi suoi farmaci, coi suoi vaccini, con le sue diete alto-proteiche, e dall’altro lato prescrive disinfiammanti ed eparina di maiale per fluidificarlo. Carica la gente di batteri, virus, prioni, vermi e parassiti da cadaveri di mare e di terra, e dall’altro prescrive napalm anti-vita per purificare. Carica la gente di metalli pesanti sia con farmaci e vaccini (mercurio, arsenico, piombo, nickel, alluminio, cadmio), che con le diete cotte (ferro, calcio, sodio, magnesio, carbonio, fosforo, rame, silicio, manganese, iodio, boro, tutti in forma inorganica e scassa-reni) e poi propone le insufficienze renali e le chelazioni chimiche per ripescarli.

INGROSSAMENTI ED IPERTROFIE DI ORGANI

Ingrossa ed ipertrofizza fegato e milza con salumi e bistecche, con pollo e pesce, per procurarsi epatiti A-B-C-D-E ed Epstein-Barr, e prescrive poi lavaggi epatici, ultrasuoni anti-calcolosi e rimozioni di cistifellea. Provoca ritenzione idrica e diabete con latticini, sali, zuccheri, aspartame, caffè, the, cadaverina, integratori, e ricorre poi a dialisi e a cure insuliniche che dopano e causano cancro alla vescica. Provoca rallentamenti, sbalzi e disfunzioni endocrine con caseine, colesteroli LDL. trigliceridi ed omocisteine abnormi, per intervenire con cure ormonali o disinvolte rimozioni di tiroidi, timo ed ipofisi. La medicina, legata al carnelattismo e ai brodi ospedalieri, rovina gli intestini e disbiosizza i colon, causando ileiti e rettocoliti.

NON ESISTONO GUARIGIONI MA SOLO AUTO-GUARIGIONI

La medicina fa spettacolari interventi chirurgici e si attribuisce clamorosi risultati, citando guarigioni a destra e a manca? Trattasi di penosa opera millantatrice. Non esistono al mondo guarigioni ma soltanto auto-guarigioni. E si hanno allorquando, nonostante le interferenze improprie di ciarlatani medici e non-medici, o a volte grazie all’intelligente astenersi da cure invasive e interferenti, il sistema immunitario trova modo di essere operativo e di aggiustare le cose.

IL TERRORISMO MEDICO ALL’ORDINE DEL GIORNO

Non è oggi la Natura a regnare e ad essere Sovrana Medicatrice di tutti i mali, come ordinava Ippocrate, ma la medicina moderna, non lenitiva di mali, ma sovrana nel distribuire a piene mani analisi del sangue, mammografie, ansie, paure, turbamenti, malesseri e persecuzioni terapeutiche.

Hai 39 di febbre? Tachipirina, può andare a 41 e causarti meningite. Hai una appendice infiammata? Può andare in peritonite. Hai un nodulo al seno o alla tiroide? Può diventare cancro.

Sempre l’ipotesi estrema sventolata ad arte. Gente spaventata uguale gente confusa, disorientata, disperata, disposta a farsi mettere le mani addosso.

PILOTI IGNORANTI ALLA GUIDA DI UNA MACCHINA SCONOSCIUTA

Certo, la gente si ammala soprattutto per colpa sua. Succede ai migliori, figurarsi alle persone medie e mediocri, quelle che tendono a commettere 50 attentati al giorno contro un proprio corpo che per loro rimane un illustre sconosciuto, una macchina che guidano senza mai aver letto il manuale-istruzioni e il disegno, una macchina da controllare ora con tavole di Mosè chiamate analisi, e da affidare a qualificate e garantite mani mediche.

L’INESORABILE MECCANISMO INTOSSICATIVO

L’organismo si intossica in modo inesorabile e progressivo, giorno dopo giorno. Le cause?

Poca aria, spesso viziata, condizionata, ionizzata, sovra riscaldata, respirata poco e male.

Poco movimento e vita sedentaria davanti a televisione e computer. Poco sole e vita all’ombra.

Cibo sbagliato, sintetico, cotto, alto-proteico, e costante putrefazione del sistema. Sale, zucchero, integratori e ritenzione idrica. Pigrizia metabolica e linfatica, per cui tutto va dentro facilmente ma non torna più fuori. Nemmeno l’acqua, figurarsi le brodaglie e i cibi-spazzatura, morti e devitalizzati.

UNA ACCUMULAZIONE TOSSICA A LIVELLO DI TOTAL BODY WATER

Si ha pertanto una accumulazione tossica che, nel 95% dei casi prende l’intestino e gli organi collegati, oltre che il TBW o total body water. TBW costituito da 6 litri di sangue movimentati dalla pompa cardiaca, 12 litri di linfa movimentata solo dalla nostra attività fisica, 24 litri di liquido acqueo funzionale e interstiziale, inclusi lacrime, materiale spermatico, materiale lubrificante vaginale, movimentato dall’acqua biologica che diamo al corpo, dalle emozioni intense e dall’interesse erotico che si nota più per la sua assenza che per la sua presenza.

COSTIPAZIONE MADRE DI TUTTE LE MALATTIE

Costipazioni, putredini, miasmi e retto-coliti, lupus e sclerosi sono oggi all’ordine del giorno.

Costipazione significa un blocco funzionale e un freno a mano tirato all’interno del sistema, un temibile impigrente del sistema linfatico, un rallentatore del metabolismo cellulare. Cos’è la costipazione se non uno stato in cui il colon non è perfettamente pulito da materiale fecale.

L’essere umano non può permettersi di curarsi esternamente con creme, profumi e colonie, ed essere nel contempo una latrina viaggiante.

FLORENCE NIGHTINGALE E LE MENTI DEBOLI DELLA MEDICINA

“La dottrina delle malattie specifiche, delle malattie nemiche e contagiose, è il rifugio delle menti deboli della medicina”, avvertiva la grande dottoressa londinese Florence Nightingale (1823-1910). “Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia interna da un lato, o l’aria viziata e la sporcizia intestinale dall’altro, a determinare la situazione del corpo?”, “Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta ad ammalarsi di tutte le possibili ed immaginabili malattie?”, “Non sono forse le malattie reazioni naturali al vivere sbagliato della gente?”. Entrava negli ospedali e spalancava tutte le aperture e le finestre che incontrava sul suo cammino, mandando a quel paese i medici che osassero farle delle obiezioni.

LA DRAMMATICA SPORCIZIA INTERNA

Già Arnold Ehret (1866-1922, ricorda che la sporcizia interna dell’individuo medio è “qualcosa di inimmaginabile”. Il dr Becher, nel 1937 conferma che le maggiori malattie a repertorio sono imputabili ad autointossicazione intestinale, e include cirrosi epatica, artriti e reuma, anemia perniciosa, dissenteria, fegato e milza ingrossati, dermatiti e lupus, insufficienza renale.

Le patologie al colon sono le più diffuse. Su 41800 malati di tumore al colon, 290 hanno il tumore all’angolo destro (direzione fegato), 576 all’angolo sinistro (direzione milza), 3181 all’angolo del cieco, 5426 all’angolo del sigma, e ben 32304 al retto. Nelle sale di anatomia è comune non solo trovare arterie indurite dal colesterolo e dai minerali inorganici, dure più del cemento e a prova di martello, ma anche estrarre dal colon chili di materiale indurito simile a copertoni di pneumatico bruciato.

I TEST FONDAMENTALI DELL’IGIENE

Si può evacuare tutti i giorni. Importante che sia così ma non basta. So può evacuare tutti i giorni ed essere nel contempo dei costipati cronici. Ecco l’importanza di un auto-esame attraverso il laboratorio più affidabile e sincero al mondo che è il proprio corpo, con la prova giornaliera dell’alito, della lingua, della vista, dell’udito, del respiro, dell’urina chiara, della testa libera, del battito regolare, della voglia di ridere, della voglia di farlo o di sublimare e canalizzare la spinta gonadica su sport, lavoro, religione o altre attività appaganti.

COME SI COSTRUISCE IL SANGUE GIUSTO

Certo che il sangue è basilare. Ad ogni digestione rapida e completa, dove si abbiano a disposizione i 400-600 metri quadri di superficie assimilativa (i due campi da tennis) con 4,5 milioni di villi ricettivi e non incollati tra di loro dalla caseina del latte vaccino, con 200 placche linfonodali immunitarie, si ottiene nuovo sangue fluido e sano. Al contrario, per ogni digestione lunga e difficile ci addensiamo il sangue, surriscaldiamo e congestioniamo la zona ventrale, anemizzando o dissanguando la pelle esterna e gli arti periferici, provocando le “iti”, le anomalie infiammatorie chiamate artriti, coliti, nefriti, epatiti, pancreatiti, tiroiditi.

ESSENZIALITA’ DI UN SANGUE FLUIDO E SCORREVOLE

Ho detto che il sangue è basilare, non le analisi mediche del sangue, che dovrebbero essere in ogni caso materia medica riservata, non di routine ma di emergenza. Ma è proprio mediante le ansiogene analisi che parte, si attua e si rafforza la dominazione medica, il complotto medico contro la salute.

“Ti dimostro coi dati oggettivi, e con carta che canta, che sei malato e che hai valori fuori posto, per cui servono farmaci e cure mediche, o al limite operazioni chirurgiche, per normalizzare il tutto”, è la sentenza medica vincente.

IL MITO MEDICO DEI VALORI ENTRO IL RANGE

Ma la salute non consiste nell’avere necessariamente quei limitati valori a posto. I cimiteri sono pieni di gente che è morta con quei valori a posto. I valori variano a seconda dell’ente che li emette, a seconda dell’ora, del giorno ( cicli circadiani), del mese (bioritmi), dell’anno (ricambio cellulare globale). I valori riflettono pure condizioni temporanee e condizioni costituzionali. Trattasi sempre di flash istantanei che fotografano una situazione di quel momento, e spesso situazioni eliminative e pertanto non pertinenti. I valori medici, insomma, sono i precursori strumentali della curomania!

IL CLASSICO ESEMPIO DELLA B12

Le valutazioni sono poi parziali e culturali. Una B12 sui 100 ng/mL è secondo le teorie più avanzate dell’igiene una condizione auspicabile e ideale, con LDL basso e folati B9 alti, a connotazione di un sangue scorrevole e nutriente da gran premio, mentre per un medico della mutua, inquadrato ed ingessato dai dati manipolati della FDA (Federal Drug Administration, quella delle piramidi alimentari sballate e dei 300 grammi di proteine nobili al giorno, diventati oggi 75), 180 ng/mL significano B12 non alta ma “ bassina e meritevole di integrazioni”.

DIFFICILE TROVARE UN CANTINIERE ASTEMIO

Esiste il medico-igienista? Come categoria ufficiale sì, ma solo in America e in Australia, per quello che mi risulta. L’australiano Alec Burton è un esempio. Idem per gli americani Ralph Cinque, Frank Sabatino, Alan Goldhamer e centinaia di altri minori. Ma il medico-igienista rimane una contraddizione in termini. E’ come dare una laurea da sommelier o da cantiniere a un astemio.

HYGIENE E HEALTH SCIENCE PESCANO NELL’EXTRAMEDICINA O NELLA DISSIDENZA MEDICA

E’ verissimo che l’igienismo contemporaneo sia stato ravvivato dalla defunta ANHS (American Natural Hygiene School) di Herbert Shelton (1895-1985) e dalla Life Science di T.C. Fry (1926-1986), e abbia preso le mosse da grandi medici come Isaac Jennings (1788-1874), Sylvester Graham (1794-1851), Russell Thacker Trall (1812-1877) e John Tilden (1885-1940), ma allo stato attuale delle cose l’Hygiene e la Health Science, possono arrivare soltanto da fonti extra-mediche o al massimo dalle frequenti clamorose dissidenze interne alla medicina (vedi movimenti medici contro le vaccinazioni, vedi le autodenunce, vedi le posizioni imbarazzanti di grossi nomi come Max Pettenkofer, Max Bircher-Benner, Oliver Wendell Holmes, Benjamin Sandlers, Robert Mendelsohn, Giuseppe Nacci, e tanti altri.

UNA MEDICINA PRIVA DI VERITA’ MA RICCA DI POTERE LEGALE

La medicina resta comunque al momento dominatrice assoluta della scena terapeutica mondiale.

Non possiede nel modo più assoluto la verità, e tantomeno la formula risolutoria del malessere umano, ma ha la legge, la cultura popolare e le istituzioni dalla sua parte. L’atteggiamento medico nei riguardi dell’Hygiene? Ci schiva, ci ignora, ci irride, ci combatte, ci minaccia. Oscuramento blog, minacce di denuncia, accuse di ciarlataneria, di castroneria e di abuso di professione medica, sono ormai all’ordine del giorno. Una tigre di carta, la definirebbe Mao Tse-Tung. Lo scontro è comunque reale ed oggettivo.

DUE STRADE DIAMETRALMENTE OPPOSTE

L’igienismo punta dritto alla salute, a quello e solo a quello. La medicina invece sguazza, vive e prolifica nella malattia, con la malattia e per la malattia. Malattia significa business e Ferrari in garage, mentre salute significa miseria e Fiat cinquecento. Scegliere facoltà di medicina per un liceale significa puntare socialmente ed economicamente grosso, accettando vivisezione, carnivorismo spinto, cure invasive, cure sintomatiche, amicizie macellaie, collusioni farmaceutiche. Scegliere igienismo significa fare una scelta di libertà e di autostima individuale, ma socialmente precaria e penalizzante. Una scelta dai contenuti e dai metodi diametralmente opposti.

SONO CON L’UMILTA’, L’AUTOCRITICA E IL RIMETTERSI IN DISCUSSIONE, CI POTRA’ ESSERE UNA EVOLUZIONE DI TIPO COSTRUTTIVO E SALUTISTICO

Il problema non è la distruzione della medicina tout-court. Quello che c’è di buono e di indispensabile, di tecnico ed ingegneristico, va preservato e salvato. Quello che di essenziale e risolutore è stato appreso con l’esperienza, nelle emergenze e nel pronto soccorso, va preservato e salvato. Quando la medicina imparerà a crescere, a ridiventare umile, aperta e ricettiva, naturale e salutistica, si potrà riparlare di medicina igienistica o di igienismo medico, di medicina della salute e per la salute.

.

fonte

.

Leggete l’articolo ‘Gansters in Medicine – 106,000 deaths occur annually ‘, a cui si riferisce l’immagine di testa

Meno calorie per mantenere giovane il cervello

Meno calorie per mantenere giovane il cervello

Grazie a una ricerca dell’Università Cattolica di Roma è stato possibile riscontrare gli effetti benefici della restrizione alimentare sulla degenerazione delle capacità cognitive, confermando la correlazione nota da tempo che riguarda gli effetti benefici sulla longevità dell’organismo nel suo insieme

.

red. Le Scienze

.

Che l’alimentazione e in particolare l’introito calorico fosse legato alla longevità era noto da tempo grazie ai risultati di numerose ricerche in questo campo. Non era invece conosciuto l’effetto sull’invecchiamento del cervello, evidenziato da una recente ricerca italiana, frutto della collaborazione tra l’Istituto di Patologia generale e quello di fisiologia umana dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Roma.

In particolare, nella sperimentazione su topi di laboratorio, si è scoperto che una molecola denominata CREB1, che risulta correlata alla longevità e al corretto funzionamento del cervello è attivata dalla restrizione calorica. In sostanza, un diminuito introito alimentare è correlato a una minore invecchiamento del cervello e a una minore degenerazione cognitiva rispetto agli animali nutriti in modo normale.

 

Meno calorie per mantenere giovane il cervello
© Karen Kasmauski/Science Faction/Corbis

 

Con il termine “restrizione” calorica si intende, in termini sperimentali, che gli animali possono consumare fino al 70 per cento del cibo che assumono quotidianamente.

Tipicamente, in queste condizioni i topi di laboratorio non sviluppano né obesità né diabete; per contro mostrano migliori prestazioni cognitive e di memoria, oltre a essere meno aggressivi. Inoltre, presentano un minori rischio di insorgenza di malattia di Alzheimer, o un suo ritardo nel tempo, rispetto agli animali ipernutriti.

Il gruppo della Cattolica di Roma ha ora scoperto che la CREB1 – già nota per il suo coinvolgimento nelle funzioni mentali quali i processi di memoria, l’apprendimento e il controllo dell’ansia, e per il fatto di diminuire i suoi effetti con l’età – media gli effetti sul cervello della restrizione calorica attivando a sua volta un altro gruppo di molecole collegate alla longevità, le sirtuine. A riprova del ruolo della CREB1, si è riscontrato che i roditori che ne sono mancanti mostrano i deficit tipici degli animali ipernutriti.

“La nostra scoperta ha importanti implicazioni per lo sviluppo di future terapie per mantenere giovane il cervello e per prevenire la degenerazione e i processi d’invecchiamento”, ha spiegato Giovambattista Pani, primo autore dello studio apparso sui Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS). “Oltre a ciò, il nostro studio getta una luce sulla correlazione tra le malattie del metabolismo, quali il diabete o l’obesità, e il declino delle capacità cognitive”.

.

fonte articolo

fonte immagine di testa

L’ALTRA META’ CHE VA IN CIELO – In Italia una donna uccisa ogni tre giorni. L’Onu parla apertamente di “femminicidio”

L’Onu:  in Italia ormai è “femminicidio”

Rashida Manjoo, responsabile per la violenza contro le donne, usa un termine nato per descrivere gli eccidi in Messico. Ogni tre giorni in Italia una donna viene uccisa per mano del proprio partner

.

di Pierangelo Sapegno 

IoDonna online – 23 febbraio 2012

.

LE NOSTRE INCHIESTE L'Onu: in Italia ormai è femminicidio Foto Olycom

Alla vigilia dell’8 marzo l’Italia farebbe bene a interrogarsi. Ma davvero siamo un Paese che perseguita la donna? Il dipartimento delle Pari opportunità ha addirittura pensato di istituire la figura di un avvocato specializzato nella sua difesa. E Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, ha appena parlato di femminicidio: «È la prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e i 44 anni». Femminicidio è un neologismo ed è una brutta parola: significa la distruzione fisica, psicologica, economica, istituzionale della donna in quanto tale. Wikipedia scrive che «avviene per fattori esclusivamente culturali: il considerare la donna una res propria può far sentire l’aguzzino legittimato a decidere sulla sua vita».
È un termine coniato ufficialmente per la prima volta nel 2009, quando il Messico è stato condannato dalla Corte interamericana dei diritti umani per le 500 donne violentate e uccise dal 1993 nella totale indifferenza delle autorità di Ciudad Juarez, nello Stato di Chihuahua. C’erano cadaveri straziati buttati nella monnezza o sciolti nell’acido: secondo alcune denunce si sarebbero macchiati di questi orrori anche uomini delle forze dell’ordine. Certo, in Italia non siamo arrivati a questi livelli. Però, si tratta di delitti trasversali a tutte le classi sociali.

Stefania Noce, femminista del Movimento studentesco, è stata uccisa a Catania dal compagno laureando in psicologia che lei diceva di amare «più della sua vita». A marzo di un anno fa nella periferia romana è stato trovato il tronco del cadavere di una donna mutilato: il caso è stato archiviato subito anche dai giornali. Come se volessimo tutti chiudere gli occhi davanti a questo orrore. Rashida Manjoo nella sua relazione ha detto che «la violenza domestica si rivela la forma più pervasiva che continua a colpire le donne in tutto il Paese, come confermano le statistiche: dal 70 all’87 per cento dei casi si tratta di episodi all’interno della famiglia».
C’è chi sta peggio, l’abbiamo capito: dieci Paesi del Sudamerica, a cominciare dal Messico. Ma nel mondo cosiddetto civilizzato dell’Europa siamo messi davvero male. I numeri sembrano quelli di una strage. Nel 2010 le donne uccise in Italia sono state 127: il 6,7 per cento in più rispetto all’anno precedente. Dati in continua crescita dal 2005 a oggi, e solo dal 2006 al 2009 le vittime sono state 439. Secondo l’associazione «Casadonne» di Bologna, si tratta di «un fenomeno inarrestabile».

Nei primi mesi del 2011, le statistiche parlano già di 92 donne uccise. Nella stragrande maggioranza dei casi gli assassini sono all’interno della famiglia, mariti (36 per cento), partner (18), parenti (13), ex (9), persino figli (11). Come se non bastasse, poi, «i dati sono sottostimati perché non tengono conto delle donne scomparse, dei ritrovamenti di donne senza nome o di tutti quei casi non ancora risolti a livello personale». Anche secondo una ricerca della Regione Toscana il fenomeno «è drammaticamente in crescita», e solo nel 2005 si è registrato in Italia un omicidio in famiglia ogni due giorni, e in sette casi su dieci la vittima era una donna. Ogni tre giorni una donna in Italia viene uccisa per mano del proprio partner. Secondo i dati della Polizia e dell’Istat una donna su 4, nell’arco della vita, subisce violenza, e negli ultimi nove anni, ha stabilito un rapporto dell’Eurispes, «il fenomeno è aumentato del 300 per cento». Le Nazioni Unite sostengono che «in 125 Paesi del mondo le leggi penalizzano davvero la violenza domestica e l’uguaglianza è garantita».

L’Italia, purtroppo, sembrerebbe far parte degli altri 139 Paesi. Davvero siamo messi così male? A sentire la coordinatrice della Commissione Pari opportunità del Consiglio Forense Susanna Pisano pare proprio di sì: solo il 6 per cento delle donne italiane denuncia la violenza subita. «La nostra è una piaga silenziosa e nascosta», dice. Non è solo una questione di costume, ma anche di diritto, come spiega bene, in fondo, la recente sentenza della Cassazione secondo la quale gli autori di uno stupro di gruppo non meritano il carcere. E non è un caso, alla fine, che proprio in Italia stia per nascere la figura di un avvocato specializzato solo nella difesa delle donne. Aspettando l’8 marzo…

.

fonte articolo

fonte immagine di testa

 

Voci precedenti più vecchie